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Ancora in epoca di Coronavirus, dalle maschere sub deriva uno speciale Dispositivo di Protezione Individuale per tutti coloro che sono impegnati nel soccorso in ambiente acquatico

La Redazione. Foto di Leonardo D’Imporzano

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L’idea è venuta al Comando dei Vigili del Fuoco di Torino che durante le prime concitate settimane di emergenza “Covid-19” hanno dovuto affrontare alcuni interventi lungo le rive del Po interrogandosi su come meglio operare in questa difficile situazione.

È nata quindi una collaborazione, promossa dal Nucleo Sommozzatori VVFF di Torino che ha contattato Leonardo D’Imporzano, membro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e presidente dell’Associazione “5 Terre Academy”. Associazione che da anni, attraverso le sue divisioni “Underwater Research” e “Team Rescue”, opera nel settore della ricerca scientifica in ambiente subacqueo ed iperbarico.

Un Team che si è subito allargato con l’ing. Guido Zannoni, co-fondatore e direttore tecnico dell’azienda di stampa 3D “Superfici” della Spezia e con Carlos Godoy, progettista dell’azienda genovese “Cressi Sub”, che ha messo subito a disposizione i disegni della maschera “Duke”, già utilizzata nell’esperienza nata nel savonese con l’ASL1.

Questa maschera, simile ad altre sul mercato, presenta una caratteristica però unica: la presenza dello “snorkel” in posizione laterale che permette quindi di indossare il caschetto protettivo in dotazione.

D’Imporzano e Superfici hanno lavorato incessantemente alla messa a punto della maschera che vede l’inserimento di un filtro “FFP3” tra la valvola di uscita e il resto del boccaglio modificato.

Nasce così la valvola e lo snorkel “NOA”, che ha superato una prima fase di test anche in ambiente acquatico e che adesso vedrà una seconda fase di ulteriori test anche con i team dei Vigili del Fuoco di Torino, in attesa delle necessarie certificazioni per renderla effettivamente un “DPI” come da normative nazionali e internazionali.

“Non sono mancate le difficoltà”, ci tiene a sottolineare D’Imporzano, che così prosegue: “la necessità era quella di mantenere il gioco dei flussi in entrata e in uscita, per garantire gli ottimali livelli di ossigenazione e soprattutto realizzare un supporto per cercare di rendere il più impermeabile possibile il sistema. Ringrazio l’ing. Zannoni e tutto lo staff di Superfici che in queste settimane hanno riconvertito le loro stampanti 3D alla realizzazione di questo ma anche di altri progetti per la protezione contro la COVID-19”.

L’iniziativa e il progetto sono stati sviluppati senza scopo di lucro. La valvola e il boccaglio hanno iniziato l’iter per l’ottenimento di un brevetto. “5 Terre Academy” con il supporto di “Superfici Scrl” sono pronti a fornirle a tutte le forze di polizia e di Protezione Civile impegnati nel soccorso acquatico intenzionate alla loro dotazione per il proprio personale.

https://drive.google.com/drive/folders/1Vb7QiUgzocSPHCHctm4u7DWtH9QD3lLN?usp=sharing

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