Grinta, coraggio ed equilibrio, si potrebbe sintetizzare. Ma forse c’è dell’altro. Molto altro ancora.

di Isabelle Mainetti

[TS-VCSC-Lightbox-Image external_link_usage=”false” content_image=”7830″ content_image_size=”full” lightbox_size=”full” content_title=”Cos’è un sub?” attribute_alt=”false” content_image_responsive=”true” content_image_height=”height: 100%;” content_image_width_r=”100″ content_image_width_f=”300″ lightbox_group=”true” lightbox_effect=”fade” lightbox_backlight=”auto” lightbox_backlight_color=”#ffffff” margin_top=”0″ margin_bottom=”20″]

È una sensazione forte, è il silenzioso rumore dei pensieri mentre l’anima entra in sinergia con gli abissi, è ascoltare il respiro. Ed è emozione e trasgressione al tempo stesso.
Naturista e guerriero, con l’innato desiderio di andare dove pochi vanno e rubare visioni e situazioni che solo lui conosce, “fare sub” è – per dirla in breve – passione al punto tale da diventare una simpatica malattia.
…Già da riva osservi l’immensità di un paesaggio mai apparso così meraviglioso e ti senti parte dell’universo. Non sei più l’uomo e la natura, sei la natura stessa.
Il profumo dell’acqua, che sia lago, mare o fiume, è lo stesso; ti scorre dentro e ti inebria.
È questione di poco, ti prepari… e ti fondi in esso.
Ogni brutto pensiero sparisce, niente rabbia né rancore ma solo desiderio di pace e libertà.
Metti la testa sott’acqua e ti senti forte.
Cosa c’è di meglio che lasciarsi cullare, corpo e mente? Aprire le braccia, chiudere gli occhi e ascoltare… mentre il tuo corpo “vola” nel vuoto?
Nelle prime immersioni ci può essere la paura, il senso dell’ambiente apparentemente ostile, la mancanza del respiro; poi il piacere misto a inquietudine, quel combattere tra un “sembra bello” e un “non lasciatemi solo!”; e piano piano ti pervade la magia.
Ricordo quando appena neofita scoprivo la “mancanza di gravità”, la possibilità di giocare come fanno i pesci e roteare come un bimbo nel grembo. Facevo impazzire l’istruttore perché adoravo danzare in acqua, sbattere le ali, adagiarmi e sdraiarmi sui primi mini relitti a pochi metri e, con la consapevolezza di far pensare all’oblio della narcosi, me lo trovavo a 10 cm dal viso che mi osservava con occhi spalancati, pronto a soccorrermi, per poi scoppiare in una risata nel capire che ero solo fuori di testa.
Ora non sono cambiata, provo ancora le stesse emozioni e mi diverto ancora nello stesso modo.
Ho solo modificato i miei obiettivi, le mie conoscenze e la mia consapevolezza in continua ricerca di colorata adrenalina.
Alcuni di noi hanno la fortuna di sentire dentro di se tutto questo; non importa il freddo che provi, il peso delle bombole che ti tocca trasportare, le ore a fare esercizi in piattaforma a – 5 metri, lo svegliarsi presto in quell’unico giorno di riposo; correre, finita una giornata di lavoro, per riuscire a farti un’immersione… eh già perché essere sub è anche questo.

Incredibile quando in inverno, con pochi gradi e il ghiaccio per terra, esci dall’acqua dopo minimo un’ora e tremi come una foglia con i capelli arruffati, gli occhi in fuori e la pelle del viso bianca cadaverica ma con il sorriso sulle labbra; e condividi il tutto con i tuoi amici di avventure tra una presa in giro e una pacca sulla spalla, ma ti senti comunque alla grande.
“Passione” è una delle parole chiave. Non è importante chi siamo nella vita normale, questo è il nostro mondo parallelo e dovremmo viverlo e condividerlo con orgoglio e complicità. Tutti, nessuno escluso. Essere consci del dono che abbiamo avuto la ventura e l’abilità di acquisire.
Il vedere le pareti verticali, infinite, silenziose, magiche – a volte cupe – dei laghi; il tepore dell’acqua salata, i pesci da enciclopedia e i fantastici, sublimi, miei adorati relitti, al mare; o i labirinti incantati, le conformazioni sinuose e artistiche delle grotte… ti fan sentire l’urlo della vita in due pinne!
Passi da un’immersione dove ti lasci cullare a varie profondità a quella dove ti senti Rambo – anche se devi essere l’esatto contrario di lui – dove ti prepari per la tua immersione più profonda, più impegnativa. La tua eccitazione è a mille e la tua famosa linea di confort va oltre ciò che, magari solo un anno prima, ti pareva irraggiungibile. Mille sono i modi e altrettanti i motivi per essere sub.
Ogni secondo della nostra vita può essere emozione, appartenere a qualcosa di immenso ci rende re e regine assoluti.
Siamo un granello di sabbia nel deserto, o meglio, una molecola d’acqua nel mare, ma siamo parte di un’unica realtà e ognuno di noi è alla continua ricerca di se stesso.
Io stessa ho riscoperto una parte di me da quando faccio subacquea, la bambina vivace, curiosa e un po’ ribelle con l’antipatia per i “proforma”.
Sono ciò che sono.
In acqua non puoi mentirti, le tue paure escono allo scoperto, la tua forza interiore prende forma.
Qualcuno, tempo fa, mi disse che ciò che facevo era per incoscienza e scendevo in profondità per pazzia. Ora gli risponderei che forse ha ragione ma che, se non fossi stata così, se non avessi fatto quel che ho fatto, non mi sarei mai conosciuta davvero.
Non sarei diventata un po’ di più e un po’ meglio quello che sono.

17 Comments

  • Gio
    Posted 24 Novembre 2015 9:44 0Likes

    Questo articolo SPACCA! Complimenti!

    • Isabelle Mainetti
      Posted 25 Novembre 2015 0:33 0Likes

      Grazie Gio!

  • Lorella
    Posted 24 Novembre 2015 23:32 0Likes

    Tutto vero. Soprattutto il fatto che in acqua non si mente. Il contatto con se stessi e la ricerca di se stessi… condivido meno il freddo… accidenti! a quello non mi abituo…

    • Isabelle
      Posted 25 Novembre 2015 0:39 0Likes

      Cara Lorella, credimi, anche io soffro il freddo terribilmente ma, sarà questa “simpatica malattia”, ne soffro meno in acqua che fuori!
      Grazie per il commento.

    • Lorella
      Posted 25 Novembre 2015 21:57 0Likes

      E infatti non è il freddo in mare che mi disturba. Quello lo sopporto. È il prima. E, soprattutto il dopo. Quei passaggi sul gommone o sulla barca quando sei fradicia e magari hai un’altra immersione o hai una muta umida o fai in fretta per coprirti o per asciugarti o toglierti la muta ma tanto rimani con i capelli bagnati e per quanto possa coprirti c’è sempre il vento degli spostamenti e tutto questo purtroppo è poco romantico e io mi becco sistematicamente un raffreddore se mi dice bene o una bronchite. Tutto questo è poco romantico purtroppo…

      • Isabelle
        Posted 25 Novembre 2015 22:27 0Likes

        Simpaticissima!
        Ti capisco benissimo!
        ? forza e coraggio che il caldo ritorna.
        Buone immersioni.

  • Andrea
    Posted 25 Novembre 2015 9:39 0Likes

    Bellissimo articolo complimenti Isabelle. Io ho cominciato da poco ma purtroppo non ho molto tempo per dedicarmi, ma quel poco che ho fatto (in estate) di esperienze di immersioni fanno sì che possa condividere pienamente ciò che hai scritto. Spero di poterti conoscere in futuro per fare nuove esperienze subacquee.

    • Isabelle
      Posted 25 Novembre 2015 20:53 0Likes

      Ti ringrazio Andrea, e ben entrato a far parte del fantastico mondo sommerso.
      Se ti sarà possibile non perderti le immersioni invernali, ti regaleranno nuove emozioni inaspettate!
      A presto!

  • Faktor
    Posted 25 Novembre 2015 13:31 0Likes

    Mi ci specchio anch’io in questo articolo!! Grande Isabelle

  • Stefano
    Posted 25 Novembre 2015 13:47 0Likes

    Da istruttore ti dico solamente di avvertire la guida di turno prima di sbottare. Ci viene un colpo ogni volta che qualcuno dà i numeri 🙂
    Per il resto ottimo articolo, la subacquea è proprio questo.

    • Isabelle
      Posted 25 Novembre 2015 23:03 0Likes

      Haahahah tranquillo Stefano, ero una novellina piena di energia, tanto che il mio istruttore è talmente impazzito che ora è il mio compagno di immersione!
      Giustamente il rispetto per chi è in acqua con noi è’ doveroso.
      Grazie. ?

  • M. Cristina
    Posted 25 Novembre 2015 19:45 0Likes

    Grazie davvero… condivido pienamente 🙂

    • Isabelle
      Posted 25 Novembre 2015 23:04 0Likes

      Grazie a te subba!

  • Massimiliano
    Posted 25 Novembre 2015 21:50 0Likes

    Ciao Isabelle, grazie per il tuo articolo.
    Sei riuscita a descrivere ciò che ho sempre cercato di esprimere in merito alle emozioni che genera un tuffo.
    Sono momenti unici, che anche se spesi nelle immensità oceaniche riescono ad innescare sensazioni di intimità con l’ambiente.
    Complimenti.
    Buone bolle!

    • Isabelle
      Posted 26 Novembre 2015 18:26 0Likes

      Mi fa immensamente piacere Massimiliano condividere con te e altri, i miei, i nostri pensieri.
      Grazie di cuore e buone bolle anche a te!

  • Fiorella Bertini
    Posted 25 Novembre 2016 16:17 0Likes

    Si hai ragione… passione tanta… e un pizzico di follia… altrimenti come dici tu non saremmo quello che siamo… pensa a me… lo faccio dal 1973… sono stata nei laghi, sotto i ghiacci, laghi alpini, ai tropici… immersioni fatte a volte all’alba per vedere passare i martello nella pass… oppure con la barca che salta come un cavallo imbizzarrito in mezzo al mare e tu sei li in equilibrio precario… il freddo patito soprattutto nei primi anni quando le mute non erano così confortevoli e l’attrezzatura era un pò spartana… ma chiudo gli occhi e rivedo tutti i momenti magici che ho vissuto… che nessuno mi può togliere… anche quando per sfinimento e vecchiaia e magari acciacchi vari non potrò mai più scendere… beh come ho detto mi basterà chiudere gli occhi… e rivedere tutto nella mia testa…

Lascia un Commento