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È stato questo il nome di battesimo dato alla foto risultata vincitrice dell’EUDI Photo Show categoria Compatte Apnea. Ed è così che c’è venuto in mente di chiedere ai protagonisti quali fossero stati i “dietro le quinte” di un successo del genere

La Redazione. Foto interne Massimo De Mari

Foto di Emanuele VitaleCosa c’è dietro una foto subacquea vincente come questa che s’è aggiudicata la categoria Compatte Apnea proprio nel 25° compleanno della fiera dedicata alle attività subacquee più importante di tutte? E tra l’altro in un’edizione in cui il concorso fotografico dedicato, il cosiddetto EUDI Photo, si presentava tanto ricco di agguerriti concorrenti? Lo abbiamo chiesto ai protagonisti dello scatto: il fotografo, la sua giovanissima modella e la mamma di lei. Il che significa comprenderci anche l’intero loro staff. Cominciamo perciò con chi ha premuto il dito sul pulsante di scatto per questo splendido clic…e che forse non ha fatto “solo” questo.

Emanuele Vitale
«Se penso ogni volta da dove siamo partiti con Lucrezia mi viene da sorridere. Tutto è nato 4 anni fa, vedendola giocare davanti al diving mentre faceva delle figure di nuoto sincronizzato. La guardavo…e pensavo: “chissà se tutto questo fosse possibile riprodurlo sott’acqua…”. Allora fu lì che realizzai la possibile soluzione, chiedendomi: “ma se imparasse ad andare sott’acqua bene, potrebbe unire le due cose?”. Sì, perché il punto era quello, il fatto di saper fare un’apnea per il nuoto sincronizzato, realizzato in piscina in pochi metri d’acqua, non voleva dire che sapesse fare dell’apnea in mare. E allora scattò la molla che ci fece passare all’azione. Grazie anche a un collega istruttore di apnea abbiamo incominciato a perfezionare le tecniche di allenamento in questa disciplina, personalizzandole per lei, e ad ottimizzare la stessa performance fino ad arrivare a fare delle prestazioni interessanti anche sotto il profilo dell’apnea in mare. Proprio quelle che servivano. Da qui lei, vedendo pian piano i risultati, ha iniziato ad appassionarsi e sono incominciati ad arrivare i primi scatti vincenti (vedi Venezia 1° posto 2014, 2° posto 2015) ma tutto ancora per gioco. Poi l’anno scorso le chiesi se era disponibile a provare a fare delle foto un po’ più impegnative, che richiedevano cioè un’applicazione fisica e psichica particolare, che comunque lei aveva come potenzialità ma non aveva mai testato… e così fu. Fino ad arrivare a tutta una serie di foto molto belle di cui fa parte anche quella che abbiamo presentato all’Eudi quest’anno. Una foto che nasce totalmente in apnea, senza ausilio di attrezzatura subacquea – tantomeno autorespiratori –, un vestito che ne esaltasse la silhouette ma senza scadere nel volgare, con un assistente (Luisa, la mamma) che le dava le indicazioni da me trasmesse poiché io mi trovavo dentro la grotta dalla quale poter fotografare tutto il cerchio dei raggi solari che andavano a riflettersi sul fondo. Lo scatto è stato realizzato con luce naturale, senza flash, con una compatta Sea&Sea Dx2g, un tempo di 1/100 – f 6.5 – ISO 64, con una lente aggiuntiva grandangolo. La location si trova all’interno dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Cosa dire: dopo aver ricevuto anche una menzione d’onore al Monochrome Photography Awards, ci siamo presentati al concorso dell’Eudi Show 2017 e siamo arrivati primi… una bella soddisfazione! Peccato che alla consegna del premio non fosse presente Luisa, la mamma, rimasta a casa per una brutta bronchite, anche se successivamente, appena rientrato, in serata, ci siamo sentiti e le ho chiesto alcune considerazioni cui lei ha risposto così:…»

Mamma Luisa
E da qui in poi la parola passa a mamma Luisa Giannini De Mari: «È stato un weekend ricco di emozioni, forti emozioni anche se vissute indirettamente. È stato emozionante cogliere negli occhi di mia figlia Lucrezia la gioia nel vedere la foto in cui lei ha fatto da modella, premiata all’ultimo Eudi Photo Show. 
Sono stati due giorni importanti per lei, ha incontrato, conosciuto, parlato con i fotografi subacquei più importanti e premiati del momento. Ha conosciuto il nuovo c.t. della nazionale di fotografia subacquea. Si è sentita importante e al centro dell’attenzione e ho visto in lei crescere la consapevolezza del valore di quanto fatto in questi anni. 
Anni di duro lavoro in piscina allenandosi per ore e ore tutti i giorni in una delle discipline sportive più faticose che io conosca, il nuoto sincronizzato. 
Anni senza vacanze, senza feste, sacrificando tutto per poter rincorrere un sogno, arrivare in finale ad un campionato italiano o addirittura conquistare una medaglia.
È grazie a questo però che in acqua Lucrezia riesce a trasmettere così tante emozioni. 
L’acqua è il suo mondo, il suo elemento, in acqua non sente la stanchezza, in acqua respira senza fatica e meglio di quando sta fuori. 
Vedere la foto premiata mi rammenta e mi rimanda anche tutte le emozioni vissute nel momento dello scatto, la preparazione prima della foto, il lavoro fatto con Emanuele Vitale per rassicurarla che tutto sarebbe stato in piena sicurezza, il supporto dato sott’acqua e in superficie da Valentina, Sebi, dal fratello Lorenzo, da suo padre e da me. 
Sì, perché quella foto è il risultato di un lavoro di gruppo, un gruppo di amici, di professionisti, di familiari, un gruppo speciale insomma, unico nel suo genere ma proprio per questo in grado di trasmettere le emozioni che tutti dicono di provare osservando quella foto. 
È stato duro non poter essere presente alla premiazione, ma sono stata felice di vedere arrivare a casa Lucrezia con un volto diverso, più consapevole. 
È stato bello abbracciare la mia piccola donna ieri sera e attraverso quell’abbraccio gioire per quel primo premio come se fossi stata lì con lei e suo padre Massimo a ritirarlo.»

La sirenetta Lucrezia
E Lucrezia? La “principessa” modella Lucrezia De Mari? La protagonista assoluta di questo scatto vincente, insieme ovviamente al suo autore, come s’è espressa in proposito? Alla sua maniera, fatta di propensione a una sintesi giovanile che sa di preziosa, ispirata autenticità, ha affidato ai social la frase che segue. E che a noi sembra pure la didascalia migliore per la foto vincitrice che la ritrae: «Alza lo sguardo verso il cielo e lasciati andare: perditi nei tuoi pensieri, nel tuo essere, nei tuoi sogni. La vita è un dono! Ogni volta che hai paura, ogni volta che sei felice, ogni volta che ti scontri con la vita, manda i tuoi pensieri verso il cielo, prendi un respiro… e aspetta!»

La Redazione

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