Un gruppo inter-club, un progetto divulgativo, un podcast, un convegno, i primi interventi in pubblico, questo stesso articolo e le tante prospettive. Tutto ciò e molto altro è la comunicazione nell’esperienza della subacquea al femminile.
A cura di Roberta Vezzosi, Francesca Maria Marziano e Brigida Cirillo
«A volte le idee nascono a margine delle lezioni, nei corridoi e negli spogliatoi delle piscine. Poi crescono tra appunti presi durante un esame istruttori, tra domande rimaste sospese e la sensazione che qualcosa meriti di essere approfondito. Così è nato il GDPS Fipsas “NEREIA”. E così, al Palazzo delle Federazioni del CONI di Bologna, ha preso forma il primo convegno del GDPS Fipsas NEREIA che abbiamo intitolato “Esploratrici del Blu”: fisiologia e comunicazione nell’esperienza della subacquea al femminile.
Non solo un evento formativo ma un momento di consapevolezza collettiva.
Il gruppo che ha lavorato a questo evento è composto da tre istruttrici di subacquea, Roberta Vezzosi, Francesca Maria Marziano e Brigida Cirillo, provenienti da tre associazioni subacquee, tutte affiliate FIPSAS, di tre territori diversi: “Sesto Continente” di Reggio Emilia, “Club Sub Nettuno” di Bologna e “CSD- Centro Didattico Subacqueo” di Firenze.
NEREIA e il convegno organizzato hanno voluto sfatare i falsi miti legati all’attività subacquea al femminile, normalizzare i dubbi che possono inibirne l’accesso e far sì che questo meraviglioso sport sia sempre più inclusivo.
Davanti a una sala gremita di istruttrici, istruttori, allievi e appassionati, fin dalle prime parole è stato chiaro l’obiettivo: creare uno spazio di confronto serio e competente su temi che riguardano da vicino il nostro ruolo educativo.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto alla FIPSAS stessa, rappresentata da Guido Capraro, ai Comitati Regionali Emilia Romagna e Toscana, ai direttori dei CEFIS, al CONI per l’ospitalità e alle associazioni di appartenenza del gruppo promotore Sesto Continente di Reggio Emilia, Club Sub Nettuno di Bologna e CSD- Centro Didattico Subacqueo di Firenze.
“Nereia” nasce per valorizzare competenze, esperienze e prospettive diverse, con un intento preciso: rendere la subacquea sempre più consapevole, sicura e inclusiva.
La scienza che illumina l’esperienza
Il primo intervento, affidato alla Dott.ssa Francesca Maria Marziano, ha portato al centro il tema delle differenze di genere nella fisiologia dell’immersione e nei profili di rischio decompressivo. Non un discorso ideologico, ma un confronto basato su dati, fisiologia, ormoni ed evidenze scientifiche. Il contributo ha permesso di dare parole e spiegazioni a esperienze spesso vissute in silenzio da molte subacquee, riportandole all’interno di una cornice medica e scientifica. Tra i temi più rilevanti, sono stati discussi gli ultimi dati emersi dalle ricerche del DAN, che individuano il sesso femminile come possibile fattore associato a un maggiore rischio di malattia da decompressione. Un punto delicato, che non va letto in modo semplificato o allarmistico, ma compreso alla luce dei potenziali meccanismi fisiologici coinvolti: dalla composizione corporea alla risposta infiammatoria, dalle variazioni ormonali alla diversa distribuzione dei gas inerti nei tessuti.
Comprendere questi aspetti non significa creare differenze, ma renderle visibili, misurabili e quindi gestibili. La scienza, in questo senso, diventa uno strumento di consapevolezza: permette di superare luoghi comuni, migliorare la prevenzione e costruire una subacquea più sicura, più competente e più rispettosa delle differenze individuali.
Dare voce alla memoria: il podcast Nereia
La seconda parte della mattinata ha visto il lancio del progetto divulgativo Nereia: un podcast nato per raccogliere e custodire la memoria delle donne che hanno vissuto la subacquea fin dai suoi esordi.
Le prime due interviste, disponibili su Spotify, raccontano storie iniziate nel 1972, tra brevetti conquistati con fatica, attrezzature ben diverse da quelle odierne e un contesto quasi interamente maschile.
Non si è trattato di uno sguardo nostalgico, ma di un’operazione culturale precisa: trasformare la memoria in consapevolezza, offrire modelli, mostrare che la passione, la determinazione e la competenza non hanno genere. Il passato diventa così una chiave per leggere il presente e progettare il futuro della didattica.
Comunicazione, fiducia, relazione: il cuore della didattica
Dopo la pausa, l’intervento di Guido Capraro — istruttore, commissario, formatore e membro del Comitato di Settore Didattico FIPSAS — ha toccato una dimensione ancora più profonda: il ruolo della comunicazione come fondamento dei processi educativi.
La subacquea non è solo tecnica. È relazione. È costruzione di fiducia.
Nel corso della mattinata è emerso con forza un concetto che molti hanno riconosciuto come centrale nella propria esperienza: “mi fido di te, mi affido a te, confido in te”. Tre passaggi che descrivono il delicato equilibrio tra allievo e istruttore. Un equilibrio che non si impone, ma si costruisce con ascolto, pazienza, adattamento della didattica e rispetto delle differenze individuali.
Una delle mail ricevute dopo l’evento racconta proprio questo. Una partecipante ha scritto che, nonostante un percorso non sempre semplice, grazie alla pazienza e all’ascolto del proprio istruttore è riuscita a trovare un modo che funzionasse davvero per lei. Oggi non riesce a immaginare la sua vita senza la subacquea — non solo come sport, ma come spazio di fiducia, crescita e libertà.
Le parole di Guido, ha raccontato, le hanno fatto ascoltare la presentazione “con gli occhi lucidi”, perché hanno dato forma e legittimità a emozioni vissute in prima persona.
Non sentirsi diverse, ma parte
Forse il feedback più potente arrivato dopo il convegno è racchiuso in una frase semplice:
“Grazie a voi non mi sono sentita diversa ma parte di qualcosa.”
È questo il senso più profondo di “Esploratrici del Blu”. Non creare categorie, ma appartenenza. Non dividere, ma comprendere meglio. Non sostituire, ma integrare.
La tavola rotonda finale, partecipata e ricca di interventi, ha confermato che la comunità subacquea è pronta a mettersi in discussione, a crescere, a riconoscere che conoscere meglio chi abbiamo davanti — allieve e allievi, donne e uomini, persone con storie ed esigenze diverse — significa insegnare meglio e aumentare la sicurezza.
Un punto di partenza
Nei saluti conclusivi è stato ribadito che “Esploratrici del Blu” non rappresentava un traguardo, ma un inizio.
E da quel giorno, Nereia di strada ne ha fatta. Un percorso nato dalla conoscenza scientifica, dalla memoria condivisa, dalla comunicazione consapevole e dalla fiducia reciproca, che ha già raccolto conquiste importanti: tra queste, un intervento dedicato al Convegno SIMSI, tenutosi a Cattolica il 10 e 11 aprile 2026.
Ma il cammino continua. E accade che il 27 agosto 2026, alle ore 18.00, Nereia è nuovamente protagonista a Cattolica, presso l’Altamarea Beach Village, con un intervento dedicato alla subacquea al femminile, realizzato in collaborazione con la delegazione Emilia-Romagna di Marevivo.
Perché Nereia non trasmette solo informazioni: costruisce visione, appartenenza e consapevolezza. E ricorda che la subacquea, quando è insegnata e vissuta così, non è soltanto un’attività sportiva. È uno spazio in cui crescere, affidarsi, superare limiti e sentirsi parte.
Buone bolle.»



