Trieste per il 15° anno consecutivo capitale del mare: quattro giorni tra scienza, storia, innovazione, ambiente, tecnologia, subacquea e idro-aviazione. Dal 28 al 31 maggio la XV edizione della manifestazione ha trasformato il cuore della città in un laboratorio a cielo aperto dedicato alla cultura del mare. Raccontando il rapporto profondo fra Trieste e il suo elemento naturale. Ecco lo svolgimento di Mare Nordest – @AMAREINVOLO 2026.
A cura della Redazione. Foto di: repertorio MNE; Max Silvano; Luca Tedeschi; Giulia Livia, Emanuele Vitale.
“Il salto dei pesci che sognano il volo”, per dirla alla Erri De Luca: questo è stato Mare Nordest – alias @Amareinvolo – edizione 2026 che, dal 28 al 31 maggio u.s., ha incantato gli innumerevoli visitatori, grandi e piccini, soffermatisi a curiosare nel Villaggio di stand e postazioni storico-tecnico-scientifiche in piazza Unità d’Italia nonché per scrutare il mare e il cielo prospicienti il Molo Audace.
L’evento, la cui durata è stata per l’occasione estesa a coprire quattro giornate piene, ha racchiuso in sé in realtà ben tre iniziative di grande rilevanza.
Per cominciare la 15^ Edizione di Mare Nordest stessa, il grande raccoglitore di valori. Quindi la 5^ Rassegna Subacquea Internazionale di Trieste, a cura dell’AISTS Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee. Per culminare con il 1° Raduno Internazionale di Trieste di Idrovolanti e Commemorazione del Centenario dell’Aviazione Commerciale Italiana, in collaborazione con l’I.S.I.S. Nautico “Tomaso di Savoia Duca di Genova” di Trieste.
Dunque il nome proprio dell’intera edizione, ribattezzata appositamente @AMAREINVOLO, è stato di per sé tutto un programma. E vediamo perché.
Chiunque conosca quell’attimo dal sentore di magia in cui una barca si stacca dal molo, paragonabile al momento in cui un mezzo volante decollando si separa dalla sua ombra lasciandola a terra, conosce l’esistenza di soglie il cui attraversamento non divide da qualcosa o qualcuno bensì unisce a un’altra dimensione.
Ebbene, in un idrovolante quel passaggio è doppio: prima si stacca da un ormeggio, navigando come un natante; poi, appena è il momento…vola via, lasciando la sua ombra sull’acqua per tuffarsi nel cielo.
C’è niente di più bello?
E quando torna, la magia si ripete all’inverso: ritrovare l’ombra sull’acqua, ammarare, rifarsi navigante per riconsegnarti alla terraferma.
I subacquei sanno moltiplicare l’essenza di tutto questo: basta pensare a quando pianificano la propria immersione, il cui programma è assimilabile a un piano di volo…ma all’arrovescio. Con la superficie del mare che, vista da sotto, è come cielo sopra la testa; e la meta, al posto delle nuvole, diventa il fondale. Tutto il resto è pura meraviglia, mentre muoversi sott’acqua nelle tre dimensioni è come volare! Ce n’è più che abbastanza per sentirsi dentro a un magnifico sogno a occhi aperti.
Una città affacciata sul futuro del mare
E così per quattro giorni Trieste è tornata al centro della scena internazionale dedicata alla cultura del mare. Dal 28 al 31 maggio 2026 la quindicesima edizione di Mare Nordest ha trasformato Piazza dell’Unità d’Italia e gli spazi circostanti in un grande luogo d’incontro nel quale ricerca scientifica, divulgazione, tecnologia, storia marittima, fotografia, sport e tutela ambientale hanno trovato un punto di convergenza.
Nata come manifestazione dedicata principalmente alla subacquea, Mare Nordest ha consolidato negli anni una formula più ampia, diventando un appuntamento nel quale il mare viene raccontato in tutte le sue dimensioni: come ambiente naturale da conoscere e proteggere, come spazio di esplorazione, come patrimonio storico e culturale, come laboratorio di innovazione.
L’edizione 2026 ha avuto come uno dei principali elementi caratterizzanti il centenario del primo collegamento commerciale italiano in idrovolante sulla tratta Trieste-Torino, evento che ha riportato l’attenzione sul ruolo pionieristico della città nello sviluppo dell’aviazione civile italiana e sul legame storico fra Trieste e il volo sul mare.
Accanto al tema dell’idro-aviazione, la manifestazione ha confermato i propri tradizionali ambiti di approfondimento: ricerca oceanografica, monitoraggio ambientale, esplorazione subacquea, fotografia, formazione delle nuove generazioni e valorizzazione della cultura del mare.
Il Villaggio Mare Nordest, allestito in Piazza dell’Unità d’Italia, ha rappresentato per tutta la durata dell’evento il punto di riferimento per il pubblico, con conferenze, esposizioni, mostre fotografiche, incontri divulgativi e attività dedicate a visitatori di tutte le età.
Tra le esposizioni permanenti proposte hanno trovato spazio la mostra internazionale di fotografia subacquea “Sguardi dal Mare” (2^ edizione), quest’anno denominata “Trofeo Fotosub Mare Nordest 2026”, con “1^ Gara di Fotografia Costiera Marina”, il percorso fotografico dedicato alla costa realizzato dagli studenti del CIOFS FVG; e l’esposizione storica dedicata ai fratelli Licio e Mario Visintini, figure legate alla storia dell’aviazione e del territorio istriano.
28 maggio – L’apertura della XV edizione: scuola, ricerca e memoria del mare
La prima giornata di Mare Nordest 2026 ha immediatamente evidenziato uno degli elementi più caratteristici della manifestazione: la volontà di avvicinare il pubblico, e soprattutto i giovani, ai grandi temi del mare attraverso il dialogo diretto con ricercatori, tecnici e professionisti.
L’apertura è stata dedicata in particolare al mondo della formazione, con una serie di incontri rivolti agli studenti e finalizzati a mostrare come il mare rappresenti oggi un ambiente nel quale convergono discipline differenti: dalle scienze naturali all’ingegneria, dalla storia alla tecnologia.
Tra i primi appuntamenti della giornata ha trovato spazio il racconto della storia della S.I.S.A. – Società Italiana Servizi Aerei, la prima compagnia italiana di trasporto aereo passeggeri, nata proprio a Trieste e protagonista della fase pionieristica dell’idro-aviazione nazionale.
Il collegamento con il tema centrale dell’edizione 2026 è stato immediato: ricordare il passato dell’aviazione sul mare non soltanto come elemento storico, ma come occasione per comprendere come innovazione e capacità progettuale abbiano sempre rappresentato i motori dello sviluppo.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al progetto del Team S55 del Politecnico di Torino, impegnato nella reinterpretazione tecnologica del celebre idrovolante Savoia-Marchetti S.55.
L’incontro ha mostrato come un simbolo dell’aviazione storica possa diventare un punto di partenza per sperimentare nuove soluzioni ingegneristiche, coinvolgendo giovani progettisti nella ricerca di tecnologie applicabili alla mobilità sostenibile.
Il tema dell’innovazione si è affiancato a quello della tutela ambientale attraverso gli interventi dedicati al lavoro di ARPA Friuli Venezia Giulia, che ha illustrato il ruolo del monitoraggio scientifico nella conoscenza e nella protezione dell’ambiente marino.
Attraverso il racconto delle attività svolte quotidianamente dai tecnici e dai ricercatori, il pubblico ha potuto comprendere come la salvaguardia del mare passi attraverso raccolta dati, osservazione degli ecosistemi e analisi dei cambiamenti in corso.
La mattinata si è conclusa con la valorizzazione della fotografia come strumento di educazione ambientale, attraverso il progetto dedicato agli studenti del CIOFS FVG.
Gli scatti realizzati lungo la costa hanno offerto una lettura personale del rapporto tra territorio e mare, dimostrando come l’immagine possa diventare un mezzo efficace per sviluppare attenzione e sensibilità verso il patrimonio naturale.
Nel pomeriggio la manifestazione ha proposto un momento di approfondimento storico-scientifico dedicato all’epopea del Batiscafo Trieste, una delle più grandi imprese dell’esplorazione degli abissi, se non la più grande dal punto di vista culturale.
La ricostruzione storico-scientifica dedicata al celebre mezzo progettato da Auguste Piccard, protagonista insieme al figlio Jacques Piccard della storica immersione a Ponza nella Fossa del Tirreno del 1953 e successivamente della leggendaria discesa di Jacques Piccard con Don Walsh nella Fossa delle Marianne del 1960, ha permesso di ripercorrere la pagina fondamentale della ricerca oceanografica, nella quale inventiva, tecnologia, coraggio e collaborazione internazionale di allora permisero di aprire nuove frontiere alla studio del pianeta. Praticamente, le origini stesse di tutta l’Oceanografia abissale come oggi la conosciamo!
Così la prima giornata ha già delineato il carattere dell’intera edizione: un evento nel quale la memoria del passato diventa strumento per guardare al futuro.
–
29 maggio – Tra idro-aviazione e cultura subacquea
La seconda giornata di Mare Nordest 2026 è stata caratterizzata dall’incontro tra due grandi temi della manifestazione: la storia dell’aviazione sul mare e la valorizzazione della cultura subacquea.
La mattinata ha avuto come momento centrale la presentazione ufficiale della XV edizione e della 5ª Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, insieme agli appuntamenti dedicati al centenario dell’idro-aviazione commerciale italiana.
Il ricordo del primo collegamento Trieste-Torino in idrovolante ha permesso di riportare l’attenzione su una stagione nella quale il mare rappresentava non soltanto una via di comunicazione, ma anche una piattaforma naturale per lo sviluppo di nuove tecnologie.
La storia della S.I.S.A. è stata al centro del racconto di una fase fondamentale dell’aviazione civile italiana, nella quale Trieste ebbe un ruolo strategico grazie alla propria posizione geografica e alla propria vocazione internazionale.
Il tema dell’idrovolante è stato inoltre valorizzato attraverso il primo raduno internazionale dedicato a questi velivoli, elemento fortemente caratterizzante dell’edizione 2026.
Nel pomeriggio Piazza dell’Unità d’Italia ha ospitato la sessione dedicata alla 5ª Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee, appuntamento che ogni anno riunisce personalità provenienti dai diversi settori del mondo sommerso: ricerca, esplorazione, fotografia, tecnologia e divulgazione.
La Rassegna ha rappresentato ancora una volta un momento di confronto tra esperienze diverse accomunate dalla stessa finalità: contribuire alla conoscenza del mare e alla diffusione della cultura subacquea.
Il programma della Rassegna si è articolato in due momenti principali: nella mattinata, presso il Palazzo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, la presentazione della XV edizione di Mare Nordest, della 5ª Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee e dei nuovi riconoscimenti AISTS; nel pomeriggio, nella tensostruttura del Villaggio Mare Nordest in Piazza dell’Unità d’Italia, la cerimonia pubblica di conferimento dei Tridenti d’Oro e Academy Award 2026.
L’AISTS protagonista della giornata dedicata all’eccellenza underwater
Ad aprire la giornata istituzionale sono stati i saluti delle autorità e la presentazione dei nuovi insigniti dell’Accademia, alla presenza dei rappresentanti dell’AISTS, guidata dal Presidente Paolo Ferraro, insieme agli esponenti della comunità scientifica e subacquea internazionale.
L’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, attraverso il conferimento dei propri riconoscimenti, persegue da sempre l’obiettivo di valorizzare coloro che hanno contribuito alla conoscenza, alla divulgazione e alla tutela dell’ambiente marino attraverso attività scientifiche, tecniche, culturali, artistiche e sportive.
Il Tridente d’Oro, istituito nel 1960, rappresenta – giova ricordarlo – una delle massime onorificenze mondiali nel settore subacqueo ed è stato assegnato nel corso della sua storia a figure che hanno segnato profondamente il rapporto dell’uomo con il mare, tra cui Jacques-Yves Cousteau, Walt Disney, Folco Quilici, Jacques Piccard ed Enzo Maiorca.
Luciana Civico: il Tridente d’Oro alla storia della subacquea italiana
Il primo conferimento della giornata è stato il Tridente d’Oro 2026 a Luciana Civico, figura di riferimento della subacquea italiana e internazionale.
Due volte detentrice del record mondiale femminile di immersione con autorespiratore ad aria, Civico ha rappresentato negli anni un esempio di ricerca, passione e dedizione alla conoscenza dell’ambiente sommerso. La sua attività, sviluppata anche attraverso la collaborazione con il leggendario comandante Raimondo Bucher, è stata caratterizzata da un costante impegno nella diffusione della cultura subacquea e nella tutela degli ecosistemi marini.
Con questo riconoscimento l’AISTS ha voluto celebrare una protagonista che ha contribuito ad aprire nuove strade alla presenza femminile nell’esplorazione subacquea e alla valorizzazione del mare come patrimonio scientifico e culturale dell’umanità.
Academy Award al Barcelona Underwater Camera Museum
Il secondo momento della cerimonia ha visto il conferimento dell’Academy Award 2026 al Barcelona Underwater Camera Museum, una delle più importanti collezioni dedicate alla storia della fotografia subacquea.
Fondato nel 2007 da Andrés Clarós, che ha ritirato il premio, il museo conserva un incredibile patrimonio di strumenti, apparecchiature e testimonianze che raccontano l’evoluzione tecnologica della fotografia underwater e il ruolo fondamentale dell’immagine nella documentazione degli ambienti sommersi.
Il riconoscimento dell’AISTS ha valorizzato il contributo del Museo alla conservazione della memoria storica della subacquea e alla diffusione della conoscenza attraverso immagini che, nel corso dei decenni, hanno permesso al grande pubblico di avvicinarsi alla straordinaria biodiversità e complessità degli ecosistemi marini.
Donato Giovannelli: il Tridente d’Oro alla ricerca scientifica negli ambienti estremi
Il terzo conferimento della giornata è stato il Tridente d’Oro 2026 assegnato al professor Donato Giovannelli, docente di Microbiologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e ricercatore di fama internazionale nel campo degli ecosistemi profondi ed estremi.
La sua attività scientifica è dedicata allo studio della biodiversità microbica, dell’origine e dell’evoluzione della vita negli ambienti più ostili del pianeta, compresi quelli presenti nelle profondità oceaniche. Fino alle affascinanti prospettive di ricerca di ambientazioni probabilmente simili su pianeti lontani, come certe lune di Giove e di Saturno.
Attraverso spedizioni scientifiche e attività di ricerca condotte anche con veicoli sottomarini per grandi profondità – memorabili le sue discese abissali a bordo del batiscafo Alvin – Giovannelli ha contribuito ad ampliare la conoscenza dei processi biologici che regolano gli ecosistemi abissali, avendone a cuore anche la divulgazione e mostrando come gli oceani rappresentino ancora oggi una delle grandi frontiere della ricerca scientifica.
Academy Award a Marevivo per l’impegno nella tutela degli oceani
A chiudere la cerimonia è stato il conferimento dell’Academy Award 2026 a Marevivo, associazione impegnata nella protezione del patrimonio marino, nella sensibilizzazione ambientale e nella promozione di una maggiore consapevolezza sul rapporto tra uomo e oceani.
L’AISTS ha onorato pubblicamente il valore di un’attività sviluppata attraverso campagne di educazione, iniziative di tutela e progetti finalizzati alla salvaguardia degli ecosistemi marini, riconoscendo il ruolo fondamentale delle organizzazioni capaci di trasformare la conoscenza del mare in concreta azione di protezione.
Trieste capitale della cultura del mare
La 5ª Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee ha confermato il ruolo di Trieste quale luogo privilegiato di incontro tra ricerca scientifica, storia marittima, innovazione tecnologica e divulgazione.
Nel quadro di Mare Nordest 2026, la presenza dell’AISTS e dei nuovi insigniti del Tridente d’Oro e degli Academy Award ha rafforzato il messaggio centrale della manifestazione: la conoscenza del mare costituisce il primo strumento per la sua tutela e per la costruzione di una nuova consapevolezza ambientale.
La cerimonia dei riconoscimenti AISTS ha quindi rappresentato non soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione di confronto internazionale tra scienziati, esploratori, divulgatori e protagonisti della dimensione subacquea, uniti dall’obiettivo comune di promuovere la cultura del mare e la salvaguardia degli ambienti sommersi.
30 maggio – La giornata della ricerca, della tecnologia e della sostenibilità
Se il venerdì aveva rappresentato il momento dell’incontro tra memoria storica e cultura subacquea, il sabato di Mare Nordest 2026 è stato il giorno nel quale la manifestazione ha espresso maggiormente la propria vocazione scientifica e divulgativa.
Il programma della giornata ha riunito temi apparentemente diversi — cambiamento climatico, grandi relitti, storia dell’aviazione, nuove tecnologie energetiche, progettazione sostenibile — accomunati da un unico filo conduttore: la capacità della conoscenza di interpretare il presente e progettare il futuro.
Fin dalle prime ore della mattina Piazza dell’Unità d’Italia ha restituito l’immagine di un vero laboratorio aperto sul mare, con il pubblico che ha alternato la partecipazione agli incontri nella tensostruttura alla visita degli spazi espositivi e delle attività collaterali.
La giornata si è aperta con un momento istituzionale accompagnato dalla Fanfara Bersaglieri “Cav. Gr. Cr. Ambrogio Locatelli” di Abbiategrasso, con l’esecuzione dell’Inno nazionale e l’alzabandiera, sottolineando il carattere pubblico e partecipativo della manifestazione.
Il cambiamento climatico osservato dal territorio
Il primo grande tema scientifico affrontato nella giornata è stato quello del cambiamento climatico, attraverso l’intervento di ARPA Friuli Venezia Giulia con la conferenza “Il cambiamento climatico a casa nostra”, curata da Arturo Pucillo.
L’appuntamento ha portato all’attenzione del pubblico il rapporto tra fenomeni globali e conseguenze locali, mostrando come la trasformazione del clima non sia un processo distante o astratto, ma un fenomeno che interessa direttamente territori, ecosistemi e comunità.
Il contributo di ARPA FVG si è inserito nel percorso divulgativo che Mare Nordest dedica da sempre alla conoscenza dell’ambiente marino, evidenziando il ruolo fondamentale del monitoraggio scientifico per comprendere le trasformazioni in atto e individuare possibili strategie di adattamento.
Attraverso dati, osservazioni e attività di ricerca, il pubblico ha potuto avvicinarsi al lavoro quotidiano degli enti impegnati nella tutela ambientale, comprendendo come la raccolta sistematica di informazioni sia alla base di ogni politica efficace di protezione del territorio.
Il Britannic: il fascino degli abissi e la memoria dei grandi relitti
La dimensione storica dell’esplorazione subacquea è stata al centro delle attenzioni del successivo appuntamento, dedicato a “L’HMHS Britannic: il leviatano degli abissi”, con protagonista l’esploratore Andrea Murdock Alpini, anche autore dello splendido volume che ne parla, presentato sul palco per l’occasione.
Il Britannic, gemello del Titanic e affondato nel Mar Egeo nel 1916, rappresenta uno dei relitti più celebri e suggestivi custoditi dal mare.
L’incontro ha permesso di ripercorrere la storia della nave, il contesto nel quale avvenne la tragedia e il ruolo che le moderne tecniche di esplorazione subacquea hanno assunto nella documentazione e nello studio dei grandi relitti.
La vicenda del Britannic è stata così proposta non soltanto come racconto di un naufragio, ma come esempio di come il mare conservi una straordinaria memoria storica, accessibile oggi grazie all’evoluzione delle tecnologie subacquee.
Ancora una volta è emerso uno dei temi ricorrenti di Mare Nordest: il fondale marino come archivio del passato, nel quale ricerca scientifica e passione esplorativa si incontrano.
Il pomeriggio dedicato all’idro-aviazione: dalla storia alle nuove sfide tecnologiche
La sessione pomeridiana ha riportato alla ribalta il tema guida dell’edizione 2026: l’idro-aviazione.
La scelta di dedicare ampio spazio agli idrovolanti ha permesso di collegare il ricordo delle grandi imprese del passato alle prospettive tecnologiche contemporanee, mostrando come la storia dell’innovazione sia un percorso continuo.
Gianni Widmer, il pioniere del volo
Il primo appuntamento del pomeriggio è stato dedicato a “Idrovolanti e Gianni Widmer, pioniere dell’aviazione”, con l’intervento di Egidio Braicovich.
La figura di Widmer è stata proposta come simbolo della stagione pionieristica del volo italiano, un periodo nel quale l’aviazione rappresentava una delle frontiere tecnologiche più avanzate e gli idrovolanti costituivano una soluzione particolarmente adatta ai territori caratterizzati dalla presenza del mare.
L’incontro ha contribuito ad ampliare il racconto storico dell’idro-aviazione, affiancando al tema delle infrastrutture e dei collegamenti quello degli uomini che, con coraggio e capacità tecnica, contribuirono allo sviluppo del volo moderno.
Verso l’idrovolante del futuro
Il rapporto tra memoria e innovazione è stato al centro della conferenza “Verso l’idrovolante elettrico: propulsione a idrogeno e nuove sfide progettuali”, con Enrico Cestino e Vito Sapienza.
L’incontro ha affrontato una delle grandi sfide dell’ingegneria contemporanea: individuare nuove soluzioni per una mobilità più sostenibile.
La possibilità di sviluppare velivoli alimentati attraverso tecnologie alternative rappresenta infatti uno dei campi di ricerca più interessanti dell’attuale transizione energetica.
Nel contesto di Mare Nordest il tema ha assunto un significato particolare: un secolo dopo i primi collegamenti commerciali in idrovolante, la stessa idea di collegare persone e territori attraverso il mare torna a confrontarsi con nuove esigenze ambientali e tecnologiche.
Il Team S55: il passato come laboratorio per il futuro
A seguire è stato protagonista il Team S55 con l’incontro “Il Volo tra Storia, Tecnica e Passione”.
Il progetto dedicato alla reinterpretazione dello storico Savoia-Marchetti S.55 rappresenta uno degli esempi più interessanti del rapporto tra patrimonio storico e innovazione.
Lo studio di un velivolo simbolo dell’aviazione italiana diventa infatti occasione per sperimentare nuove soluzioni progettuali e coinvolgere giovani ingegneri nello sviluppo di tecnologie applicabili al futuro della mobilità aerea.
La presenza del Team S55 ha rafforzato uno dei messaggi centrali dell’edizione 2026: conoscere la storia non significa soltanto conservarla, ma utilizzarla come punto di partenza per nuove sfide.
Innovazione, design e sostenibilità
La parte conclusiva del programma delle conferenze ha affrontato il tema dell’innovazione attraverso due appuntamenti dedicati al rapporto tra tecnologia e sostenibilità.
Con “Innovazione e sostenibilità”, affidata a Fabio Massimo Frattale Mascioli, e “Innovazione, Design e Mobilità Sostenibile”, presentata da Massimiliano Pinucci, Mare Nordest ha allargato ulteriormente il proprio sguardo.
Il mare, infatti, non può essere considerato separatamente dalle grandi trasformazioni tecnologiche e sociali in corso: progettare nuovi strumenti, nuovi sistemi di trasporto e nuove modalità di utilizzo delle risorse significa anche interrogarsi sul futuro degli ecosistemi e sulla responsabilità delle scelte umane.
Questi incontri hanno completato idealmente il percorso iniziato con la storia degli idrovolanti: dalla capacità innovativa dei pionieri del Novecento alle sfide della sostenibilità contemporanea.
E gli idrovolanti incontratisi a MNE per il raduno triestino sono stati protagonisti anche negli spazi outdoor: con continui voli dimostrativi, fatti di decolli e ammaraggi davanti al Molo Audace, hanno perfino dato modo a molti avventori di essere portati in aria per provare di persona il brivido speciale del volo sull’acqua!
Tecnologia e osservazione del mare: il drone subacqueo
Accanto alle conferenze, il sabato ha proposto anche un momento dimostrativo dedicato alle nuove tecnologie applicate all’ambiente marino.
Nello specchio acqueo antistante Piazza dell’Unità d’Italia si è svolta l’attività di indagine del fondale marino con il drone dell’Accademia Nautica dell’Adriatico.
L’iniziativa ha permesso al pubblico di osservare concretamente come gli strumenti tecnologici oggi disponibili possano essere utilizzati per esplorare e monitorare gli ambienti sommersi, ampliando le possibilità di conoscenza del mare anche senza intervento diretto dei subacquei.
Navigando in un Mare di Stelle: dal mare alla volta celeste
La giornata si è conclusa con un appuntamento dal forte valore simbolico: “Navigando in un Mare di Stelle”, presso la Rosa dei Venti del Molo Audace, curato dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste (UAI).
L’incontro ha unito astronomia e navigazione, ricordando il rapporto millenario tra uomo, mare e cielo.
Per secoli le stelle sono state uno strumento indispensabile per orientarsi durante le navigazioni e ancora oggi rappresentano un elemento capace di unire scienza, storia e immaginazione.
L’iniziativa ha chiuso una giornata nella quale Mare Nordest ha mostrato tutta la propria capacità di spaziare dagli abissi alle profondità siderali, mantenendo sempre il mare come punto di riferimento.
31 maggio – Il mare vissuto: sport, ambiente e partecipazione
La domenica conclusiva ha riportato il protagonista assoluto della manifestazione al suo elemento naturale: l’acqua.
Dopo tre giorni di conferenze, incontri scientifici e approfondimenti culturali, Mare Nordest ha chiuso la XV edizione con una giornata dedicata alla partecipazione diretta, allo sport e alla scoperta del territorio.
La filosofia dell’evento è apparsa ancora una volta evidente: conoscere il mare significa anche viverlo.
La Traversata delle Tre Nazioni
Tra gli appuntamenti più significativi della giornata finale si è svolta la Traversata delle Tre Nazioni, manifestazione natatoria internazionale che ha collegato idealmente le sponde dell’Alto Adriatico. L’evento ha rappresentato molto più di una competizione sportiva: è stato un simbolo del ruolo del mare come elemento di collegamento tra popoli e territori.
Italia, Slovenia e Croazia condividono infatti uno spazio marino nel quale storia, cultura e tradizioni si sono intrecciate nei secoli. La traversata ha quindi interpretato pienamente lo spirito di Mare Nordest: utilizzare il mare come luogo di incontro e non come elemento di separazione.
Geoswim: conoscere il territorio attraverso l’acqua e le coste
La giornata ha visto anche lo svolgimento di Geoswim, iniziativa che unisce attività sportiva e divulgazione scientifica.
Nuotare, fare snorkeling e/o kayak lungo la costa triestina significa attraversare un ambiente nel quale natura e storia geologica raccontano milioni di anni di evoluzione del territorio. È una forma di indagine conoscitiva tipica della “citizen science” che dà modo a chiunque di partecipare e di mettere il proprio spirito naturalistico al servizio della ricerca.
L’iniziativa ha proposto una modalità originale di conoscenza del paesaggio costiero, mostrando come anche un’attività sportiva possa diventare occasione per avvicinarsi alla geologia, alla biodiversità e alla tutela ambientale.
Un festival del mare tra memoria e futuro
Con la chiusura del Villaggio Mare Nordest si è conclusa una XV edizione che ha confermato l’ulteriore crescita della manifestazione e la sua capacità di coinvolgere pubblici diversi, all’interno di un’edizione che appare con ogni probabilità come la più bella, matura e riuscita. Il coronamento ideale d’una storia che viene avanti ininterrottamente da 15 anni. Un plauso per chi l’ha presentata, alternandosi ai microfoni dei momenti migliori, step by step: i giornalisti “amici storici” di MNE, Francesco Cardella e Romano Barluzzi.
Nel corso dei quattro giorni il mare è stato raccontato attraverso prospettive molteplici:
- la ricerca scientifica;
- la tutela ambientale;
- la storia della navigazione;
- l’innovazione tecnologica;
- la fotografia;
- la formazione dei giovani;
- lo sport.
La forza dell’evento è stata proprio nella capacità di mettere in relazione mondi così (apparentemente) differenti.
Ricercatori, istituzioni, scuole, associazioni, sportivi e appassionati hanno condiviso uno stesso spazio, dimostrando come la cultura del mare sia per sua natura multidisciplinare.
Trieste, una città naturalmente legata al mare
La scelta di Trieste come sede di Mare Nordest si conferma ancora una volta particolarmente significativa.
Città portuale, crocevia di culture e sede di importanti istituzioni scientifiche, Trieste possiede nel proprio rapporto con il mare una parte essenziale della propria identità.
La manifestazione ha saputo valorizzare questa vocazione, trasformando il centro cittadino in un luogo nel quale il mare non è stato soltanto osservato, ma raccontato, studiato e vissuto.
Il bilancio della XV edizione
Mare Nordest 2026 si è chiusa dunque come un’edizione nella quale passato e futuro hanno dialogato continuamente. Il ricordo della stagione pionieristica degli idrovolanti si è intrecciato con le sfide della sostenibilità; la memoria dei grandi esploratori con le nuove tecnologie per conoscere il mare; la ricerca scientifica con la divulgazione rivolta al grande pubblico. Ancora una volta Trieste ha dimostrato di essere un luogo privilegiato per parlare di mare: non soltanto come spazio geografico, ma come dimensione culturale, scientifica e umana. Ed è proprio questa capacità di unire conoscenza e partecipazione il valore più significativo di Mare Nordest: ricordare che il mare appartiene a tutti, ma può essere tutelato soltanto se prima viene conosciuto.
Concludendo…
È così che ci viene da ricongiungerci a Erri De Luca e alla sua “Opera sull’acqua”, per accostarla ai componenti di questo “dream-team” che anima MNE, ossia a Roberto Bolelli, Edoardo Nattelli, Tiziana Tassan, Monica Rana, Manuela Rizzo ed Elena Piccoli:
«…questi sanno che le acque hanno volti.
E sopra i volti affiorano
burrasche, bonacce, correnti
e il salto dei pesci che sognano il volo.»



