Si è compiuta la 14^ edizione dell’evento fieristico culturale “MARE NORDEST” all’insegna di “Tutti i Riflessi del Mare”, di nome e di fatto. E quali riflessi più splendenti dei nuovi Tridenti d’Oro dell’AISTS Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee conferiti – nell’ambito della concomitante “4^ Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee” – a chi ha consacrato la propria vita per far progredire le attività sottomarine?
A cura di Davide Torricelli. Foto di Giuseppe d’Iglio e Demetrio Loretti
Per il 4° anno consecutivo la “Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee”, creazione dell’ “AISTS Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee” che l’ha concepita in stretto partenariato con l’evento fieristico annuale “Mare Nordest” a Trieste in piazza Unità d’Italia, giunto a sua volta alla propria 14^ edizione, ha determinato il contesto più prestigioso nel quale conferire ad alcuni personaggi il riconoscimento più ambito per la loro “carriera” subacquea d’eccellenza: il Tridente d’Oro. Nonché l’Academy Award, che è l’equivalente del Tridente, ma attribuito a enti, istituzioni, associazioni o aziende.
Riassumendoli in ordine di apparizione secondo il programma di Mare Nordest 2025 e per come sono stati presentati nella conferenza stampa inaugurale di venerdì 23 maggio mattina presso il salone di rappresentanza nel palazzo sede della Regione FVG – Friuli Venezia Giulia in Trieste, si è trattato dei seguenti nominativi, su ciascuno dei quali torneremo poi con i rispettivi dettagli: Giulia Boetto, François Guerrero, Veselin Mijajlović, Stefano Furlani, Jonian Dolphin Conservation (ente premiato con l’Academy Award). Anticipiamo ancora soltanto che ogni Tridente d’Oro e l’Award sono stati conferiti personalmente dal Presidente dell’AISTS Paolo Ferraro, con la consegna a ciascuno della pergamena (e connessa lettura pubblica delle motivazioni e della categoria di assegnazione del premio) e del Tridente (o Award) stesso, atti rituali coronati dall’appuntatura della spilla tridentina sulla giacca. Una tradizione che si ripete e sempre pervasa da mille suggestioni.
Giulia Boetto
Archeologa (subacquea) italiana di fama internazionale, ha ricevuto il Tridente d’Oro per prima, venerdì 23 maggio alle ore 15:30, nella tendostruttura del villaggio Mare Nordest in piazza Unità d’Italia a Trieste, per il suo impegno scientifico nell’ambito dell’archeologia sommersa e delle acque. Giulia Boetto – che, per quanto italiana, ha svolto la maggior parte della propria attività e carriera professionale Oltralpe – è Direttrice di ricerca presso il CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) e guida il Centre Camille Jullian, uno dei principali centri di ricerca in archeologia subacquea del sud della Francia. Laureata in Lettere Classiche e specializzata in Archeologia Classica presso l’Università di Torino, è una delle maggiori esperte di architettura navale antica, dunque dell’affascinante campo riguardante le tecniche di progettazione e costruzione dei navigli più antichi. Dal 2004 coordina lo studio dei relitti nel porto antico di Napoli. Nel 2007 ha lanciato il programma di ricerca “Adriboats” in collaborazione con istituzioni croate, focalizzato sulla ricostruzione e lo studio delle imbarcazioni antiche dell’Adriatico. Questo progetto ha ottenuto nel 2024 il premio della Fondazione Simone e Cino Del Duca dell’Institut de France. Oltre alla ricerca sul campo, Giulia Boetto è docente nel master internazionale MoMArch, direttrice editoriale della rivista Archaeonautica e autrice di numerose pubblicazioni accademiche. L’intero suo profilo culturale conferma l’aura d’internazionalità propria del premio “Tridente d’Oro” ed evoca nei subacquei tutto l’attraente fascino insito nella sensazione che la storia della navigazione costituisca la storia stessa dell’umanità.
François Guerrero
Il Tridente d’Oro è stato assegnato sempre venerdì 23 maggio intorno alle ore 17:00 a François Guerrero per il suo eccezionale contributo alla fisiologia subacquea e alla sicurezza in immersione. Professore presso l’Università della Bretagna Occidentale (UBO) a Brest, in Francia, Guerrero insegna fisiologia applicata alla prevenzione sanitaria. Dal 2014 co-dirige il laboratorio ORPhy (Optimisation des Régulations Physiologiques), focalizzato sulla regolazione – e autoregolazione – fisiologica in ambienti estremi. La sua attività di ricerca riguarda in particolare la malattia da decompressione (DCS), analizzata attraverso modelli cellulari e animali, fino allo sviluppo di protocolli applicabili in ambito subacqueo umano. Durante il programma europeo PHYPODE, Guerrero e il suo team hanno esplorato il legame tra la funzione endoteliale e la DCS, studi che attualmente proseguono in ambito genetico, date le frontiere apertesi in seguito ai più recenti studi sul genoma umano. È inoltre istruttore subacqueo dal 1983 e membro attivo della Società Francese di Medicina Iperbarica e Subacquea (MedSubHyp) e dell’EUBS (European Underwater and Baromedical Society). Il suo lavoro si distingue per rigore scientifico, applicazioni concrete alle immersioni umane e per l’impegno costante in favore della sicurezza dei subacquei. (Aveva in realtà già conseguito il Tridente ma per ragioni di salute non era potuto intervenire di persona a ritirarlo – come prescrive l’Accademia – durante le consegne effettuate nell’evento EudiShow a Bologna pochi mesi fa.)
Veselin Mijajlović
Sabato 24 maggio verso le ore 10:00 è stata la volta di Veselin Mijajlović che ha ricevuto il Tridente d’Oro per la sua straordinaria carriera nel particolarissimo settore dello sminamento subacqueo. Di origini montenegrine, con decenni di esperienza nella disattivazione di ordigni esplosivi sommersi, ha operato in aree ad alto rischio contribuendo in modo decisivo alla sicurezza di intere comunità costiere, alla salvaguardia ambientale e al ripristino dei traffici e dei lavori su tratti di mare cruciali per le economie di molte zone. La sua attività, altamente specializzata e spesso altrettanto pericolosa, ha permesso di bonificare numerose aree marine da residuati bellici, rendendo più sicuri i fondali e proteggendo gli ecosistemi più vulnerabili. Mijajlović è anche impegnato nella formazione di nuove generazioni di subacquei specializzati in operazioni di sminamento e disinnesco, contribuendo a costruire competenze fondamentali per la sicurezza marittima globale, con referenze in tutto il mondo. Il suo approccio coniuga precisione tecnica, spirito umanitario e profonda dedizione personale, rendendolo una figura di riferimento in questo ambito anche a livello internazionale. Durante la sua relazione il pensiero di molti non poteva che correre – nel clima di tangibile emozione creatosi in sala – alle tante guerre purtroppo in atto; così come non poteva che scaturire spontanea una lode nei suoi confronti per aver messo competenze militari tanto specializzate al servizio dell’umanità intera e, in definitiva, della “pace” intesa nella sua accezione più profonda di bene supremo, un valore assoluto da difendersi come tale ovunque e sempre.
Stefano Furlani
Il Tridente d’Oro è stato infine conferito sabato 24 maggio intorno alle ore 17:00 a Stefano Furlani, triestino, subacqueo, Professore Associato di Geografia Fisica e Geomorfologia presso l’Università degli Studi di Trieste, in riconoscimento del suo contributo innovativo nel campo della geomorfologia costiera. Dopo essersi laureato nel 2000 con una tesi in geomorfologia costiera, Furlani ha conseguito un dottorato in Geomatica e Sistemi Informativi Territoriali, concentrandosi sul degrado delle rocce in vari contesti ambientali. Dal 2017 è docente presso il Dipartimento di Matematica e Geoscienze. Nel 2012 ha ideato e varato il progetto GEOSWIM, un ambizioso programma di ricerca che prevede il rilevamento geomorfologico a nuoto lungo 25.000 chilometri di coste del Mediterraneo. Il progetto consente di mappare – anche a cura di semplici subacquei volontari in snorkeling – ogni anno porzioni di litorale roccioso, coniugando precisione scientifica, sostenibilità e un approccio diretto all’ambiente marino. La sua attività rappresenta quindi una sintesi di passione, innovazione e scientificità, ponendolo tra i protagonisti della tutela e dello studio delle coste mediterranee. Ma non solo: si può aggiungere e anzi sottolineare il fatto che Stefano Furlani abbia contribuito in maniera determinante allo sviluppo della “citizen science” applicata al mare (cioè l’indagine scientifica praticata da comuni cittadini, per quanto opportunamente informati, guidati e addestrati) in un’epoca in cui si era ancora rimasti alla fase pionieristica di questa metodica e lo snorkeling veniva addirittura snobbato dagli stessi subacquei che lo tacciavano di non appartenere nemmeno alle attività subacquee propriamente intese. Se oggi invece ne fa parte integrante, se da tempo le AMP han preso a noleggiare kit da snorkeling completi per escursioni naturalistiche a zero impatto ambientale, se lo stesso mercato propone attrezzature specialistiche per lo snorkeling – e se non c’è praticamente ramo delle scienze naturali che oggi non si serva di operazioni di citizen-science – lo si deve (anche) alle modalità di fruizione del programma GEOSWIM, concepito proprio per finalizzare l’attività di snorkeling alla perlustrazione mirata nella bassa batimetrica costiera con il solo ausilio del “barchino da rilevamento”, una sorta di galleggiante da sospingere davanti a sé, con a bordo l’essenziale per rilevare punti cospicui, orientarsi nella direzione, acquisire dati fisico-chimici, fotografare e filmare, a seconda delle configurazioni adottate. Di fatto, all’attualità, solo per limitarci all’esempio dell’acquisizione delle immagini, sono svariati milioni i fotogrammi raccolti dalle campagne GEOSWIM nell’apposito database!
Jonian Dolphin Conservation
Intorno alle ore 15:30 di sabato 24 maggio, subito prima della relazione del neo-tridente Stefano Furlani, il prestigioso Academy Award 2025 è stato conferito all’Associazione Jonian Dolphin Conservation (JDC) e ritirato dal suo presidente, Vittorio Pollazzon, lui stesso subacqueo, alla presenza anche del founder JDC Carmelo Fanizza. L’Associazione-Ente di ricerca è in attività dal 2011 nel Golfo di Taranto per lo studio e la tutela dei cetacei. Iscritta all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche, l’Associazione ha condotto più di 2500 giornate di monitoraggio, con oltre 2400 avvistamenti documentati di 7 specie di cetacei, tra cui capodoglio, tursiope e grampo. Il lavoro del JDC ha prodotto oltre 60 pubblicazioni scientifiche, colmando significative lacune nella conoscenza delle popolazioni di cetacei del Mar Ionio. Le sue attività di ricerca si avvalgono anche dell’impiego di apparecchiature fono-acustiche, idrofoni subacquei per rilevare i suoni vocali che tracciano la presenza e il comportamento di singoli esemplari e di gruppi familiari di cetacei. Il progetto si distingue anche per l’approccio inclusivo alla citizen science: ogni anno coinvolge circa 6000 persone provenienti da tutto il mondo in attività educative a bordo delle imbarcazioni – catamarani – da ricerca. Questo premio riconosce di fatto il valore di un’attività forse meno nota ma che fonde assieme tutti i crismi della ricerca scientifica naturalistica, della sensibilizzazione ambientale e del coinvolgimento attivo della comunità, in difesa dei mammiferi marini e dell’ecosistema del Mediterraneo, onde preservarne l’integrità per le future generazioni.
Ma, com’è ormai consuetudine da quattro anni a questa parte, Mare Nordest 2025 oltre alle relazioni-spettacolo dei nuovi Tridenti (e del nuovo Award) componenti dell’Accademia, ha fatto registrare – in quanto 4^ Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee – l’intervento di svariati altri esponenti d’eccellenza della moderna subacquea, espressioni di altrettanti “mondi marini” e modi di vivere e d’interpretare il mare. E per la verità non di solo subacquea si è trattato ma anche di nautica (vela e motore), climatologia, ricerca, blu-economy, trasformando l’evento in una kermesse di idee, esperienze educative, sportive e artistiche, momenti di approfondimento e divulgazione scientifica, il tutto in un’atmosfera indimenticabile! Che cerchiamo qui di rievocare, all’insegna della missione comune di sensibilizzazione per la tutela del mare.
ANDREA MURDOCK ALPINI, l’esploratore e documentatore di relitti
«Belle navi, meravigliosi relitti.», così esordisce sui Social il nostro indagatore di maestosi relitti profondi Andrea Murdock Alpini all’indomani di Mare Nordest 2025, cui ha preso parte da indiscusso protagonista quale è diventato, con una superlativa relazione dal titolo “I relitti di Trieste nello Stretto di Messina”. Ed è proprio in omaggio alle sue doti di narratore – che vanno a fondersi magistralmente con quelle di esploratore e documentatore – che preferiamo continuare a riportare qui il modo in cui lui stesso racconta di sé e delle proprie imprese.
«In occasione di Mare Nordest 2025 a Trieste ho raccontato le storie di due navi triestine affondate in Calabria durante la Seconda Guerra Mondiale: la motonave Viminale e il piroscafo Carlo Martinolich. La prima si trova alla profondità di – 107 m a nord dello Stretto di Messina, la seconda a – 105 m a sud, nella Calabria Grecanica. Durante gli ultimi tempi ho svolto numerose ricerche per dare un’identità a relitti del genere. Ho studiato così gli archivi degli armatori triestini e ungheresi, quelli dei Lloyd’s di Londra, dei cantieri che hanno costruito gli scafi – quello del Viminale per esempio risale al lontano 1928 – e infine i documenti della Royal Navy.
La mia immersione per filmare questo relitto è stata svolta con Andrea Fattore: quel giorno per noi è stato davvero speciale. Non siamo stati i primi a posare gli occhi su questa nave, del resto non era nemmeno questo il nostro intento. Sicuramente siamo stati preceduti da onorevoli subacquei che si sono immersi su questo relitto e a loro vada il merito delle prime discese. Ma a noi interessava riportare alla luce le storie, i documenti e le ricostruzioni più fondate sulle vicende che hanno costituito la nascita e il vissuto di questi vascelli; e il come siano finiti dove oggi si trovano. Ora ho un altro grande sogno: il relitto del super-transatlantico REX che si trova in acque slovene. È una gloriosa nave italiana, detentrice del prestigioso “Nastro Azzurro” ma che ormai da troppi anni è sepolta e dimenticata sotto la sabbia del Mar Adriatico … si riuscirà a riportarla alla luce con il supporto di Mare Nordest? Il “mare delle tre nazioni”, anche detto “il mare dell’intimità”, esprime suggestioni che uniscono storie meritevoli di essere spolverate e riportate in superficie. È una “ricongiunzione d’animi”!»
COMSUBIN, basta la parola!
Il Comando del Raggruppamento Subacquei e Incursori “Teseo Tesei” della Marina Militare Italiana, “COMSUBIN” appunto, ha letteralmente incantato un’intera sala strapiena di ragazze e ragazzi dell’Istituto Nautico di Trieste presso Mare Nordest 2025 con la storia, l’attualità e le prospettive delle attività (soprattutto – ma non solo – subacquee) del prestigiosissimo corpo d’élite la cui eccellenza è nota in tutto il mondo. Il raggruppamento in realtà è costituito da due principali gruppi: il GOS Gruppo Operativo Subacqueo e il GOI Gruppo Operativo Incursori, diversificati per competenze e ruoli d’impiego, una volta compiuto il corso annuale addestrativo di base condiviso. La presentazione agli studenti è stata preziosamente coadiuvata da un magnifico cortometraggio, girato evidentemente con tecnica e qualità cinematografiche, che ha catapultato tutti in atmosfere alla “Mission: Impossible!” per arrivare a mostrare e far comprendere fino a che punto questi operatori gestiscano situazioni davvero straordinarie come parte integrante della loro attività ordinaria. Con il progressivo affermarsi della necessità di sorveglianza e protezione a infrastrutture sensibili – come i cavi sottomarini, le condotte sommerse ecc – e il conseguente sviluppo del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea diventano cruciali pure quelle attività di COMSUBIN dotate di elevata “dualità”, ossia a valenza e applicabilità non soltanto militare ma anche civile. L’auspicio dei vertici COMSUBIN è stato che iniziative promozionali come quella svolta presso Mare Nordest possano mettere a conoscenza fasce di giovani più ampie di prima circa le attività del Raggruppamento in modo che più giovani d’un tempo possano trovare interessante per il proprio futuro anche professionale richiedere di entrare in servizio nel COMSUBIN.
EUROPE DIRECT, Un Mare di Centri e la Conduttrice e Divulgatrice TV Mariasole Bianco
Mare Nordest rientra per il secondo anno consecutivo nel progetto “Un mare di centri” del Centro di Informazione europea EUROPE DIRECT Trieste, gestito dal Comune di Trieste – Ufficio Comunicazione, Direzione Generale, Servizio Informazione Istituzionale e Open Government in convenzione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia.
Al progetto “Un mare di centri” partecipano diversi centri della rete italiana Europe Direct con il sostegno della Rappresentanza della CE in Italia a Roma, con l’obiettivo di creare eventi e attività per sensibilizzare e contribuire a far crescere la consapevolezza che le azioni positive di ognuno possono portare a un grande risultato: quello della salvaguardia dell’ambiente marino. Missione che è ben rappresentata da quelle priorità della Commissione europea (https://commission.europa.eu/priorities-2024-2029_it) che si fondano sull’Agenda strategica dell’UE per il periodo 2024-2029. Trieste è stata scelta per ospitare – all’interno di Mare Nordest – la tappa conclusiva del tour di divulgazione scientifica “Un mare di centri: Insieme per il Futuro del Mare”, a cura della Commissione europea – Rappresentanza in Italia e di Worldrise, organizzazione no profit che da oltre 10 anni si dedica alla conservazione efficace dei mari italiani e per l’occasione è stato concesso a Mare Nordest 2025 il patrocinio da parte della Commissione. EUROPE DIRECT Trieste è così stata a fianco della divulgatrice scientifica Mariasole Bianco che, nell’incontro aperto a tutti ospitato nella tensostruttura di Piazza dell’Unità d’Italia venerdì 23 maggio alle ore 16.00, ha raccontato, con l’ausilio di immagini suggestive, meraviglie e fragilità del mare per suggerire come cittadini, istituzioni e terzo settore possano agire insieme per proteggere in maniera efficace almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030 perseguendo l’obiettivo 30×30, prioritario nella Strategia per la Biodiversità 2030 dell’Unione europea. La biologa marina Mariasole Bianco, fondatrice di Worldrise – organizzazione che opera su vari fronti, tra cui la ricerca scientifica, la formazione e l’educazione ambientale e la promozione di politiche sostenibili – è stata designata dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia a Roma per promuovere la consapevolezza riguardo alle questioni ambientali. Nella sua qualità anche di presentatrice di documentari e programmi televisivi, tra cui “Kilimangiaro” (Rai3), condivide la sua passione per il mare e le meraviglie marine educando il pubblico all’importanza della salvaguardia degli oceani e delle specie che li abitano come azione di salvataggio dell’umanità intera. L’intera manifestazione Mare Nordest è stata registrata in EMD – European Maritime Day in my Country, della Direzione generale degli Affari marittimi e della pesca (MARE) – Commissione europea, campagna europea che promuove la conservazione degli oceani e le pratiche sostenibili di economia blu.
La PRIMATISTA di APNEA Sanda Delija
Grande successo e adrenalina alle stelle per l’incontro con Sanda Delija a Mare Nordest!
Abbiamo avuto il piacere di ascoltare Sanda Delija, la straordinaria campionessa di apnea, che ci ha raccontato e mostrato le sue emozionanti esperienze e i recentissimi record mondiali.
Sanda, croata e triestina di adozione, ha condiviso con noi la sua impresa in un lago ghiacciato, il lago Baikal in Siberia, il più profondo del mondo, dove ha trattenuto il fiato per oltre due minuti e mezzo, superando sé stessa. Il 17 marzo scorso ha infatti raggiunto i 55 metri di profondità sotto uno strato di ghiaccio spesso quasi un metro, stabilendo un nuovo record mondiale femminile di apnea in immersione sotto ghiaccio secondo le regole AIDA.
Sanda ha raccontato molto di sé, delle proprie sensazioni nell’affrontare l’impresa di queste apnee profonde; di come quel lago sembri un altro pianeta; e come il suo spirito di perseveranza l’abbia portata a superare ogni limite, nonostante le difficoltà delle temperature rigide e delle sfide tecniche. «È uno scenario mozzafiato, un lago enorme, che dà un senso di infinità: sembra di atterrare su un altro pianeta. Il ghiaccio è trasparente con striature, è una distesa immensa, circondata da montagne». Per far svolgere le gare di apnea ogni giorno devono essere creati due buchi, dal momento che il ghiaccio si riforma velocemente nel corso della notte. «La gente del posto dice che il lago ti parla: se si appoggia l’orecchio, si sentono effettivamente i rumori del ghiaccio che si spacca. E questa cosa la si percepisce anche mentre si scende…». Le temperature rigide di un lago ghiacciato impediscono di raggiungere le profondità di acque calde come quelle delle Filippine dove pochi giorni fa, il 4 maggio 2025 per la precisione, durante la stagione di AIDA Mabini Depth Quest, Sanda ha raggiunto la profondità sbalorditiva di – 103 metri in Free Immersion (FIM), stabilendo un nuovo Record Mondiale Femminile AIDA.
L’incontro è stato un’occasione unica per conoscere da vicino un’atleta determinata, che con passione e dedizione ha raggiunto traguardi incredibili, dimostrando che con la volontà e l’impegno si può andare oltre ogni confine. «Un ringraziamento speciale a Sanda Delja – dicono a Mare Nordest – per aver condiviso il suo mondo con noi e averci ispirato a credere nei nostri sogni! Non vogliamo certamente cadere nella facile retorica del campanilismo, ma possiamo comunque dichiarare il nostro orgoglio e la nostra immensa soddisfazione per il fatto che tali risultati siano stati ottenuti da un’atleta appartenente alla nostra comunità».
MAREVIVO, LE RETI FANTASMA E MOLTO ALTRO ANCORA…
Crediamo che per parlare di cosa sia stato l’intervento di Massimiliano Falleri di MAREVIVO a MNE nulla valga di più dei “grazie di cuore” espressi dagli organizzatori di Mare Nordest nei suoi confronti: «Vogliamo esprimere la nostra più sincera gratitudine per il patrocinio e il supporto che ci offrite nella realizzazione del nostro evento – hanno sostenuto. La vostra presenza e il vostro impegno sono fondamentali per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio marino. Un ringraziamento speciale va a Massimiliano Falleri, Presidente della Divisione Subacquea di Marevivo e nostro prezioso punto di riferimento. La sua passione per il mare e il suo impegno nella salvaguardia degli ecosistemi marini sono un esempio per tutti. Grazie ancora a Marevivo e a tutti i suoi volontari per il vostro instancabile lavoro e per accompagnarci in questa importante avventura a favore del nostro mare». Sentiamo ancora il fragore degli applausi del pubblico presente al Convegno per illustrare il progetto “Operazione Reti Fantasma” tenuto da Massimiliano Falleri a Mare Nordest alle ore 10:30 di sabato mattina 24 maggio proprio nella sua veste di Responsabile della Divisione subacquea! «Un’iniziativa fondamentale per il nostro ecosistema marino, volta al recupero delle reti da pesca abbandonate (ALDFG) che minacciano la biodiversità – ha dichiarato Falleri. Queste reti, infatti, possono intrappolare animali e generare microplastiche, contribuendo alla perdita di circa 100.000 mammiferi marini e 1 milione di uccelli marini ogni anno. Continuiamo insieme a sensibilizzare e agire per proteggere il nostro mare!» Fondata nel 1989, la Divisione Subacquea di Marevivo si impegna attivamente in iniziative di monitoraggio, prevenzione e divulgazione della salute del mare, collaborando con diving, enti e associazioni per rimuovere reti fantasma e altri detriti che minacciano la vita marina. La lotta contro l’abbandono di reti e attrezzature da pesca è fondamentale per proteggere gli animali marini e conservare la biodiversità di tutti i fondali.
Nascita e sviluppo della SUBACQUEA TECNICA by Fabio Ruberti
Nell’edizione di quest’anno di MNE è stata rivolta un’attenzione particolare a ricordare quale sia stata la storia evolutiva della subacquea tecnica in Italia, fin dal tempo della sua nascita che ha visto in Fabio Ruberti il patrocinatore dell’avvento di tale branca dell’immersione subacquea nel nostro Paese. Fu lui infatti a introdurre da noi la IANTD nel 1993, agenzia didattica pioniera nella formazione su Nitrox e Miscele per tecniche avanzate, tramite le quali si può scendere in immersione a profondità molto maggiori rispetto all’impiego dell’aria compressa ma alle stesse condizioni di sicurezza (anzi, migliori). Naturalmente questi vantaggi sono condizionati alla premessa che le relative tecniche siano oggetto di una preparazione e un addestramento speciali, donde la necessità di una didattica specificamente concepita. Infatti, oltre a essere un genere di attività subacquea, l’immersione tecnica è una filosofia che richiede dedizione a una vera e propria cultura della sicurezza, con la quale aprirsi a esperienze straordinarie, che vanno dall’esplorazione di grotte sommerse alla perlustrazione di miniere allagate, dall’indagine su relitti profondi allo studio della biologia nelle fasce batimetriche maggiori. Si sarebbe dovuto parlare anche del CCR Symbios, un innovativo sistema di respirazione subacquea progettato da Anne Sieber, che offre sicurezza, confort ed efficienza superiori grazie al riciclo dell’aria, rendendolo ideale per immersioni prolungate in diversi scenari; l’assenza della progettista però non l’ha consentito, anche se il contenuto di notizia c’era già nel preannuncio del programma e perciò lo riportiamo. Al di là delle novità tecniche comunque la relazione di Ruberti fa anche capire i motivi di fondo in base ai quali nel tempo si è osservata una certa “ricaduta di utilità” degli elementi dell’immersione tecnica perfino in configurazioni, attrezzature e procedure proprie dell’immersione ricreativa e sportiva, come dire che in realtà tutta la subacquea si è avvantaggiata delle acquisizioni provenienti dall’immersione tecnica.
La Conferenza “Storia del Bagno Ausonia” di Enrico Torlo
L’Architetto e Istruttore subacqueo Enrico Torlo ha tenuto a battesimo questo incontro che non esitiamo a definire a suo modo unico. Uno studio certosino frutto appassionato delle sue competenze che gli hanno permesso di condurre il pubblico in un viaggio affascinante – rivelatosi di grande successo date le tante e partecipate presenze – attraverso la storia di uno dei simboli di Trieste, il Bagno Ausonia, appunto. Inaugurato il 1° giugno 1934, questo luogo così iconico per la città è stato protagonista di un percorso storico tra il periodo austriaco, gli anni Trenta italiani, fino all’era della ritrovata libertà degli anni Cinquanta, mettendo in luce la vitalità di Trieste quale centro cosmopolita e mitteleuropeo. «È stato davvero come toccare il cuore di Trieste, la sua anima d’internazionalità e al tempo stesso di radicamento sul territorio, la sua essenza di città di mare…davvero un bel momento! – ha osservato ancora emozionata una signora appena terminato l’incontro. – Ci auguriamo possa essere replicato con altri luoghi-simbolo di Trieste, altrettanti crocevia di valori, tra la terra, il mare e il cielo. L’abbiamo chiesto al relatore e lui ci ha assicurato che non mancherà!»
IL CLIMA: UN VIAGGIO TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO by ARPA
“Il clima: un viaggio tra passato, presente e futuro” è stato per Mare Nordest 2025 un evento ricco di approfondimenti e spunti sul nostro pianeta e le sue trasformazioni nel corso del tempo, curato da ARPA FVG Agenzia Regionale per l’Ambiente – Friuli Venezia Giulia. ARPA FVG dunque “non è solo meteo”, com’è stato sottolineato nel momento convegnistico. Durante l’evento, il dott. Arturo Pucillo di ARPA FVG ha condiviso preziose riflessioni sulla transizione dalla semplice previsione meteorologica alla comprensione approfondita del clima, sottolineando come le tecnologie moderne stiano rivoluzionando la previsione degli eventi atmosferici e contribuendo con ciò alla tutela ambientale. ARPA FVG si conferma un attore fondamentale nel monitoraggio ambientale e nella protezione della biodiversità, promuovendo attività di educazione e sensibilizzazione sulla sostenibilità. E questo approccio alla divulgazione scientifica di qualità si rivela quanto mai importante, proprio in un tempo in cui autentiche campagne di disinformazione – specie sui Social – alimentano atteggiamenti antiscientifici o perfino negazionisti della crisi climatica, in fasce di pubblico che ancora fatica anche semplicemente a distinguere tra “climatologia” e “meteorologia”!
Inoltre, il pubblico presente ha avuto l’opportunità di conoscere il progetto europeo ALIENA – ALIgning Efforts to control Non-indigenous species in the Adriatic sea, promosso attraverso il programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Croazia. «Proseguiremo nel lavorare insieme per un futuro più sostenibile e consapevole – garantiscono a Mare Nordest – e in ciò ringraziamo il dott. Pucillo, i suoi colleghi e collaboratori nonché tutti i partecipanti».
ASSONAUTICA, turismo nautico sostenibile
La Conferenza “Turismo nautico sostenibile” organizzata da Assonautica Trieste a Mare Nordest 2025 è stata un evento di successo che ha riunito esperti, operatori e appassionati del settore con l’intento di promuovere un turismo nautico responsabile e rispettoso dell’ambiente lungo la splendida costa adriatica. Durante l’evento, Roberto de Gioia, Vicepresidente di Assonautica Trieste e tra i fondatori dell’iniziativa “Appuntamento in Adriatico”, ha presentato un innovativo progetto volto a valorizzare la navigabilità della zona e a incentivare un turismo nautico sostenibile. Un focus particolare è stato dedicato alle strategie per coniugare la passione per la vela, la nautica e il mare in generale, con la tutela dell’ambiente, promuovendo un modello di turismo che rispetti e valorizzi il patrimonio naturale dell’Adriatico. «Ringraziamo tutti i partecipanti per aver contribuito a rendere questa giornata un momento di confronto e crescita. Continueremo a lavorare – assicura De Gioia – per un futuro in cui il turismo nautico sia sinonimo di sostenibilità e rispetto per il mare.»
IL BATISCAFO TRIESTE e la rivista NORD ADRIATICO MAGAZINE
All’interno della manifestazione MNE 2025, l’Assessore alla Cultura del Comune di Trieste, co-organizzatore di Mare Nordest 2025, Giorgio Rossi, ha presentato il progetto che prevede la realizzazione di una replica in scala 1:1 del Batiscafo Trieste! Una storia così affascinante che ci torneremo presto più in dettaglio ma intanto ricordiamo che l’intervento dell’Assessore Rossi, presentato da Silvio Maranzana, Direttore della rivista Nord Adriatico Magazine, ha evidenziato l’importanza storica e scientifica di questa impresa, che vede il coinvolgimento di un team di esperti, ingegneri, storici e imprenditori, con il supporto finanziario del Comune di Trieste, della Regione Friuli Venezia Giulia e di sponsorizzazioni private. «Una volta completata, la replica 1:1 del più famoso batiscafo della storia – dicono quelli di Mare Nordest – sarà esposta all’interno del Museo della Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” nella nostra città». Si tratterà così di una sorta di “ritorno a casa”, aggiungiamo noi: il batiscafo fu infatti costruito nei cantieri di Monfalcone su progetto dello svizzero Auguste Piccard e grazie ai finanziamenti raccolti proprio da Diego de Henriquez. E questa parte sulle radici della vicenda è dettagliatamente raccontata in un libro dello scrittore e giornalista triestino Enrico Halupca – presente all’evento – che l’ha resa degna di un thriller storico per l’accuratezza delle fonti e dei documenti reperiti e riportati nell’opera. Fatto sta che, dopo i primi record d’immersione conseguiti in Mediterraneo e in seguito all’acquisizione da parte della Marina Militare degli Stati Uniti, nel 1960 il Trieste si rese protagonista del record di profondità sotto il livello del mare, a 10 902 metri di profondità, nella Fossa delle Marianne. Il progetto, basato sui disegni originali, ha preso avvio con il supporto finanziario del Comune di Trieste, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di sponsorizzazioni private, con un team di lavoro multidisciplinare. «Salutiamo con un ringraziamento davvero speciale – dichiarano in coro i patron di mare Nordest – tutti gli intervenuti e tutti coloro che stanno operando per attuare questo straordinario, visionario progetto!»
Il GOMMONAUTA OCEANICO Sergio Davì
Ospite speciale della manifestazione per la terza volta consecutiva è stato Sergio Davì, gommonauta esperto di navigazione oceanica. Skipper professionista con la passione per le avventure estreme, di trascinante e sicula simpatia, ideatore e comandante di ben cinque imprese nautiche di portata mondiale, tra cui la “Ocean to Ocean RIB Adventure”, transoceanica in gommone da Palermo a Los Angeles e già ospite nelle ultime due edizioni di Mare Nordest, Davì ha presentato la sua nuova impresa “Japan Sea Expedition”, che lo porterà da Palermo a Tokyo su un gommone di 11 metri tra il 2025 e il 2026. Per la spedizione, che avrà anche un’importante componente scientifica, mirata alla ricerca e monitoraggio della salute ambientale, in collaborazione con il CCM e l’Università degli Studi di Palermo, Davì utilizzerà il gommone Nuova Jolly Prince 38 cc, già impiegato nella sua precedente impresa. Con la sua innata empatia, Sergio Davì ci ha abituato a descrizioni delle sue imprese che le fanno sembrare naturali, quasi alla portata di tutti, mentre in realtà non lo sono affatto; ma proprio per questo esercitano tanta presa sul pubblico che riesce con l’immaginazione a immedesimarsi nel cuore di avventure così straordinarie, nelle quali l’adrenalina scorre sempre a fiumi. Allo stesso modo come può venire spontaneo credere che in traversate del genere prevalgano aspetti tecnici e tecnologici – si pensi anche soltanto alle potentissime motorizzazioni – mentre invece il fattore umano vi gioca ancora un ruolo chiave.
LA VELISTA LISA BLAIR A MNE – Record circumnavigazione Antartide in solitaria, senza scalo né assistenza
Con all’attivo niente di meno che il Record mondiale di circumnavigazione dell’Antartide in barca a vela in solitaria, senza scalo né assistenza, la velista australiana Lisa Blair è stata l’indiscussa “madrina” di questa edizione di Mare Nordest e i suoi racconti descritti con passione e illustrati in filmati eccezionali hanno coinvolto ed entusiasmato tutti. Il suo primo incontro all’inaugurazione di MNE 2025 è stato seguito da svariati altri momenti che hanno percorso un po’ tutta l’edizione della tre giorni triestina dedicata al mare e che l’hanno vista protagonista sia nella sua relazione circa l’incredibile avventura vissuta, sia in interviste video, sia nei colloqui con i più giovani delle scuole. Con la sua simpatia e il suo spirito indomito, Lisa ha incantato il pubblico raccontando con autenticità le sue avventure in mare, senza risparmiare dettagli sui momenti più imprevedibili, sullo sconforto di quelli più difficili, diventando subito simbolo di resilienza, coraggio e di sogno estremo che si realizza. Dalla partenza nel 2017 da Albany, in Australia, con l’obiettivo di circumnavigare l’Antartide in solitaria, senza scalo e senza assistenza, Lisa ha affrontato condizioni estreme, tra tempeste furiose, iceberg e onde gigantesche. Un episodio memorabile è stato il suo disalberamento in una regione dell’Oceano del Sud così pericolosa da essere ritenuta disumana. Il terribile incidente avvenne a 72 giorni dal via, a quasi 1500 km da Città del Capo. Nonostante le condizioni meteomarine a dir poco estreme, Lisa ha sfidato l’impossibile, facendo rotta verso la terraferma, riparando la barca e ripartendo per terminare il suo viaggio, diventando la prima donna a completare questa sfida incredibile, anche se … senza battere il record. Ma non si diede per vinta: nel 2022 ritentò l’impresa e questa volta stabilì un nuovo record mondiale di circumnavigazione dell’Antartide, in solitaria senza assistenza né scalo, in 92 giorni, 18 ore e 20 secondi. Ospite davvero speciale di questa edizione di MARE NORDEST, Lisa Blair ha condiviso con entusiasmo le sue esperienze, emozionando il pubblico e trasmettendo come pochi il suo messaggio di speranza e determinazione. «La sua presenza è stata un vero e proprio inno alla forza dell’animo umano e alla volontà di non arrendersi mai di fronte alle sfide – esclamano gli organizzatori di MNE. Perciò grazie di vero cuore a Lisa Blair per averci regalato un pezzo di mare e di avventura, e per averci ricordato che i sogni, se coltivati con passione e tenacia, tecnica e determinazione, possono diventare realtà».
Dalla BARCOLANA, la velista Giovanna Micol
L’intervento di Giovanna Micol può essere riassunto in una sola espressione: emozione pura! All’edizione 2025 di Mare Nordest si è vissuto anche questo, l’onore di ospitare una presenza davvero speciale: Giovanna Micol, velista del prestigioso team femminile di Luna Rossa Prada Pirelli, che ha conquistato, nel 2024, la prima edizione della Puig Women’s America’s Cup. Questa squadra di altissimo livello, che al suo interno annovera 3 veliste triestine, rappresenta non solo l’eccellenza nello sport, ma anche un esempio di determinazione, talento e passione femminile nella vela. Giovanna, originaria di Trieste, ha raccontato le emozioni e le sfide di questa incredibile avventura, condividendo con il pubblico come il team si prepara per le regate più impegnative, le storie di amicizia e la passione che le hanno portate a raggiungere traguardi così importanti. Un momento di grande ispirazione e di scoperta, che ci ha permesso di conoscere da vicino questa straordinaria atleta e il mondo affascinante della vela internazionale. «Non è certamente nostra intenzione nemmeno in questo caso – assicurano a Mare Nordest – cadere in una campanilistica ampollosità, tuttavia possiamo esprimere con fierezza e senza il minimo imbarazzo il fatto che siamo davvero felici che tali risultati siano stati raggiunti da un’atleta triestina che fa parte della nostra comunità».
L’AFFONDAMENTO DEL CONTE ROSSO
Domenica 25 maggio, a Trieste, in occasione della prestigiosa edizione di Mare Nordest 2025, si è tenuta nella bellissima piazza Unità d’Italia, la proiezione del documentario “La notte del Conte Rosso”. «Grazie al Nastro Azzurro Trieste e al Suo Presidente, l’amico Lucio Rossi Beresca, che hanno lavorato appassionatamente e senza risparmio per far sì che l’evento avesse luogo. Grazie anche alla Podet Production ed Emerafilm per essere stati presenti – affermano a Mare Nordest. Una importante celebrazione proprio nei giorni della tragedia di 84 anni fa. Il nostro cuore è lì con il Vostro». Senza contare che il relitto del piroscafo non è ancora mai stato localizzato con certezza – era nota solo la zona di affondamento in superficie ma data la profondità molto elevata (si tratterebbe di una fascia di quote stimabili fra i 2.000 e i 2.500 m) può essere finito anche a grande distanza dalla verticale del punto di inabissamento – e custodisce quindi in sé tutti i suoi misteri. Almeno per ora! «È stato un momento di grande emozione e riflessione quello in cui abbiamo rivissuto, attraverso un così potente documentario, la tragedia del piroscafo Conte Rosso, affondato nel 1941 e che portò via con sé 1297 giovani vite italiane – osservano gli organizzatori di Mare Nordest 2025. Questo film-doc, presentato dai registi Mario Bonetti e Giovanni Zanotti, ci ha immersi in una pagina importante della nostra storia, invitandoci a ricordare e a onorare il sacrificio di quei nostri giovani soldati. Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato e condiviso questa mattinata di memoria e consapevolezza. Uniti nel ricordo, costruiamo un futuro più consapevole e rispettoso del passato.»
Ha scritto a sua volta sui Social Marina (con Annalisa) Dal Bon, lettrici di Latina:
«Ringraziamo Mare Nordest per aver fatto conoscere la storia dell’affondamento del Conte Rosso e i registi per il grande lavoro realizzato. Abbiamo assistito alla proiezione in ricordo di nostro nonno Vittorio Giovanni Dal Bon a bordo del piroscafo e disperso in mare. Marina e Annalisa»
CENTRO STUDI ASTRONOMICI ANTARES
Anche nell’edizione 2025 di Mare Nordest il Centro Studi Astronomici Antares Trieste ha riscontrato un grande successo in termini di visite e interesse da parte del pubblico sui temi astronomici, inseriti in questa manifestazione il cui focus è la promozione della cultura del rispetto del Mare e della subacquea, in tutti i loro riflessi.
Tra i contenuti divulgativi portati dal Centro Studi Astronomici Antares Trieste a Mare Nordest, il Sole è certamente stato il protagonista principale: Mediante i loro strumenti dotati di filtri specifici e sicuri per il Sole, fotosfera e cromosfera sono state mostrate dal vivo in tutta la loro magnificenza ai numerosi visitatori che hanno potuto osservare nel dettaglio la nostra stella madre e ASSISTERE IN DIRETTA ALLA COMPARSA DI UN BRILLAMENTO!
Molta attenzione è stata rivolta anche ai bambini, coinvolti in laboratori e amichevolmente introdotti alle tematiche astronomiche dagli “ASTROGATTI”.
«Il nostro più apprezzato riscontro – affermano quelli di Antares – sono state le numerose domande e considerazioni poste al nostro staff da grandi e piccini. Un sentito ringraziamento va pertanto a Mare Nordest Trieste per l’opportunità di prendere parte a una così bella iniziativa e a tutti i soci del Centro Studi Astronomici Antares Trieste che hanno contribuito alle creazioni dei contenuti, all’allestimento e nel supporto al pubblico durante l’osservazione ai telescopi e le visite al nostro stand.»
IMMAGIMARE, “IL” LIBRO
Anche qui preferiamo andare di citazioni riprese dalle pagine Social di MNE successive ai vari eventi. «Durante Mare Nordest 2025 abbiamo assistito alla presentazione del progetto editoriale “ImmagiMare – immagini e parole dal mondo sommerso”! Romano Barluzzi ci ha guidato in un viaggio interiore tra immagini e parole, creando un legame evocativo con l’acqua e il mare. Questo lavoro unico, che lo vede al fianco del coautore fotosub Emanuele Vitale, esplora il mondo subacqueo attraverso il vicendevole dialogo tra fotografie e testi, richiamando emozioni profonde legate alle creature marine, alle loro reciproche interrelazioni nell’ambiente sommerso e al nostro rapporto di “animali umani” con loro. In effetti, “ImmagiMare” è stato valutato nell’ambito della pedagogia come uno strumento educativo sotto il profilo naturalistico e ambientale, pensato per coinvolgere anche le scuole superiori, offrendo una lettura semplice quanto intrigante che può diventare un prezioso supporto pedagogico. In ciò è un libro sperimentale improntato a un approccio mai tentato prima su temi riguardanti il mondo sottomarino che – ne sono convinti autori, editore “DIPLE” e gli stessi artefici di Mare Nordest – appena prodotto e distribuito in serie non mancherà di far parlare di sé, perfino al di fuori dell’universo dell’immersione subacquea.
MOSTRA Opere Pittoriche e a Bassorilievo di Giuseppe D’iglio
Venite a trovarci in piazza Unità, ultimo giorno per l’esposizione delle opere di Giuseppe D’Iglio
La recente Mostra di pittura intitolata “REALISMO E ASTRAZIONE, PERCEZIONE E VERITÀ” di Giuseppe D’Iglio si è rivelata un grande successo, attirando un pubblico numeroso e appassionato. Originario della provincia di Avellino, D’Iglio ha conquistato gli spettatori con il suo talento e la sua passione, offrendo un viaggio attraverso le molteplici sfaccettature dell’arte.
Dopo aver maturato studi in pittura, scultura e fotografia al liceo artistico di Benevento, l’artista ha ampliato il suo percorso partecipando a mostre internazionali e concorsi di pittura e fotografia. La sua esperienza si arricchisce ulteriormente grazie a collaborazioni con associazioni di non vedenti, con le quali ha realizzato opere tattili e sculture in materiali come carta pesta, legno e materiali naturali, dimostrando una sensibilità artistica capace di andare oltre i confini della visione. La mostra presentata a Mare Nordest ha rappresentato un’occasione imperdibile per immergersi nell’universo di Giuseppe D’Iglio, un artista che con sensibilità e innovazione esplora i grandi temi dell’arte contemporanea. La partecipazione entusiasta del pubblico sottolinea quanto questa esposizione abbia saputo emozionare e stimolare riflessioni profonde tra visitatori di ogni provenienza.
LABORATORI DIDATTICI per BAMBINI
Questo autentico “polo scientifico-divulgativo-educativo” di Mare Nordest, nella tradizione della divulgazione scientifica d’alto livello tipica di Trieste, rappresenta da anni un’esperienza educativa caratteristica della speciale attenzione alle generazioni dei più giovani! Così, anche stavolta, è stata data vita a una entusiasmante attività educativa dedicata all’ambiente-mare, al pianeta Terra e al “nostro” Universo. Bambini dai 5 anni in sù (con qualche fratellino più piccolo al seguito) hanno partecipato con curiosità ed entusiasmo a laboratori e seminari, approfondendo le tematiche proposte insieme a esperti, ricercatori e scienziati! L’iniziativa ha pervaso in più momenti le tre giornate ma ha avuto il suo culmine con le premiazioni dei giovanissimi “scienziati in erba” domenica 25 mattina. Grazie alla preziosa collaborazione di Federico e Sergio di Arpa FVG – non solo meteo, Alessandra ed Elisa di OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, Mila Museo Nazionale dell’Antartide – Sezione di Trieste, Stefano, Alessandro e Andrea del Centro Studi Astronomici Antares Trieste e i percorsi di innovazione sociale promossi dalla Fondazione Pietro Pittini, i più giovani partecipanti hanno vissuto un’esperienza di grande valore, imparando l’importanza della tutela del mare e della ricerca scientifica. «Un grande GRAZIE DI TUTTI A TUTTI coloro che hanno contribuito – rimarcano a Mare Nordest domenica – a rendere possibile questa straordinaria mattinata! Ringraziamo Eva Zukar di EUROPE DIRECT Trieste per la sua preziosa presenza e per i gadget offerti e tutti i nostri partner che ci sostengono! Senza di voi tutto questo non sarebbe possibile. Avete contribuito a riempire il cuore dei nostri giovani ospiti di oggi di grande, grandissima meraviglia». Dopotutto, erano proprio di Albert Einstein queste parole: “Chi non è più capace di provare meraviglia o sgomento, è già mezzo morto, ha gli occhi chiusi!”
LA DANZA A MARE NORDEST
Tra i “riflessi del mare” più artistici che hanno trovato espressione in Mare Nordest c’è stato anche uno spettacolare momento in piazza dedicato alla danza! «MARE NORDEST – parola dei suoi organizzatori – crede nel potere delle azioni collettive e per questo collabora con tantissime altre realtà che condividono questa nostra visione di confronto e voglia di costruire, di bellezza e servizio per la comunità, come “GeA Danza” che, per il nostro pubblico, ha messo a punto uno spettacolo di danza contemporanea a dir poco meraviglioso! Il nome GeA è un acronimo che racchiude – non per caso – due significati speciali: da un lato, le iniziali di Giovanna e Ambra, le due fondatrici di questa meravigliosa realtà; dall’altro, la parola “Gea”, che nella mitologia greca è la dea della Terra, simbolo di vita, crescita e armonia con il mondo che ci circonda. GeA Danza nasce dall’incontro e dall’amicizia tra Ambra Cadelli e Giovanna Cavan, due persone unite dalla passione per la danza e con la stessa visione artistica e pedagogica. Dal 2016 l’associazione si è evoluta, ampliando la sua offerta. GeA Danza offrono corsi per tutte le età, dai più piccoli con i percorsi di giocodanza, ai bambini e ragazzi con corsi di danza moderna, classica e contemporanea. Per gli adulti, propone un’ampia gamma di possibilità, dai corsi amatoriali a quelli più avanzati, inclusi la danza creativa seguendo il metodo Maria Fux. Venerdì 23 maggio, alle 19:30, in Piazza dell’Unità d’Italia si sono esibiti il gruppo di adulti avanzato e il gruppo intermedio di giovani allieve. Si sono avvicendate quattro coreografie, una più emozionante dell’altra: MARE, CORALLI, VOLARE e WOOD. È stato un momento di arte e condivisione, un’occasione speciale per apprezzare il talento e la passione di tutte le danzatrici e il lavoro della coreografa e insegnante Ambra Cadelli. Un’esibizione multipla di danza contemporanea, risultato di mesi di impegno e dedizione, altamente evocativa dei valori della bellezza, della Natura e dell’Amicizia».
TRAVERSATA DELLE 3 NAZIONI
L’evento di chiusura di questa ricchissima edizione di Mare Nordest è stato, come da programma, la 2^ Traversata delle Tre Nazioni, una sfida straordinaria che ha visto i nuotatori affrontare 27 km di acque libere, in gara singola e staffetta, partendo dalla Croazia, attraversando le acque territoriali della Slovenia e approdando infine sulle coste dell’Italia, a Trieste! Un percorso affascinante e impegnativo, dove ogni bracciata è stata un tributo alla determinazione, alla resistenza e alla passione per il mare. Gli atleti hanno sfidato le correnti e la fatica, regalando momenti di pura emozione e dimostrando che lo sport può abbattere confini e unire culture. Creare ponti e collegamenti. «Un grande applauso a tutti i partecipanti che hanno reso questa traversata un evento INDIMENTICABILE!» – esclamano da Mare Nordest e, dopo aver nominato gli atleti partecipanti – in gara singola: Monica Cordano, Giovanni Ricci; in staffetta: Marco Bussolo, Alessia Casali, Ilaria Cobessi, Michele Cumin, Elena Fornasarig, Ingrid Frandolic, Dario Rota e Alessandra Szego – approfittano per estendere i ringraziamenti così: «GRAZIE a Dino Schorn di Hadria e Silvia Boidi, rispettivamente testimonial e madrina di questa gara; ai volontari OPSA – Operatori Polivalenti di Salvataggio in Acqua di Croce Rossa Italiana; ai volontari del Circolo Sommozzatori Trieste e del Murena Diving Sporting Club Trieste – PADI 5 Star Dive Resort; al Corpo dei Piloti di Trieste, che ci è stato davvero di grande supporto; alla Guardia Costiera di Trieste e alle Capitanerie, non solo quella di Trieste che, come sempre, ci è preziosamente stata vicina, ma anche quelle di Croazia e Slovenia; al nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza e agli operatori della Questura di Trieste Polizia di Stato sezione nautica che ci hanno supportato nella fase finale; ai CaniSalvataggioTrieste per l’emozione che ci hanno regalato; ad Assonautica Trieste per l’ospitalità e la logistica, aspetti fondamentali; a tutti i piloti, timonieri e skipper che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro imbarcazione, e a tutti coloro che, con il proprio supporto, hanno contribuito al successo di questa avventura internazionale! Un applauso scrosciante e colmo di gratitudine a Elena Piccoli, anima pulsante dell’organizzazione di Mare Nordest e che ha coordinato in modo impeccabile le operazioni di sicurezza. Grazie a tutti, agli atleti e ai volontari gommonauti, agli apneisti e al medico di gara. La Traversata delle Tre Nazioni resta un simbolo di amicizia e passione per il nuoto in acque libere, per il mare. La premiazione stessa della 2^ Traversata delle Tre Nazioni è il nostro miglior modo per salutare tutto quanto il nostro pubblico e dargli – darvi! – appuntamento alla 15^ edizione di Mare Nordest!»
L’intero STAFF “allargato” di MNE 2025, ossia i patron Roberto Bolelli e Edoardo Nattelli; la CEO Tiziana Tassan; le colonne portanti Manuela Rizzo, Monica Rana, Elena Piccoli; la segreteria sul campo Giulia Livia; i fotografi Giuseppe d’Iglio e Demetrio Loretti; i giornalisti Gianfranco Terzoli, Francesco Cardella e Romano Barluzzi… ringraziano ogni partecipante intervenuto e danno appuntamento alla prossima edizione di MNE, che segnerà il proprio 15° Compleanno!
Organizzazione
Mare Nordest ssd arl; AISTS Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee.
Co-organizzazione
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia; Comune di Trieste.
Patrocini
ASI – Associazioni Sportive Sociali Italiane; FIPSAS; Sport e Salute; Capitaneria di Porto di Trieste; Commissione Europea – Rappresentanza in Italia; Europe Direct Trieste; European Maritime Day; GO! BORDERLESS GO2025.EU; IO SONO FVG; Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Museo Nazionale dell’Antartide; OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale; Università degli Studi di Trieste.
Collaborazioni
ARPA FVG; Associazione Parleranno le Pietre; Cani Salvataggio Trieste; Centro Studi Astronomici – ANTARES; CST – Circolo Sommozzatori Trieste; D’Iglio Photograph; Fondazione Ambientalista Marevivo; IANTD; Murena Sporting Diving Club Trieste; Eataly; GeA Danza; Ocean Film Festival World Tour Italia; Worldrise.
Partner
BAT Italia; CABI Cattaneo spa; Logica srl; M23; Trieste Trasporti spa; Accademia Nautica dell’Adriatico; Assonautica Trieste; Fondazione Pietro Pittini; Pier on the Roof.
Media partner
Mirodata; Radio Punto Zero; RAI sede regionale del FVG; RAI TGR; SerialDiver; Nord Adriatico Magazine; Telequattro.
Associati
Discover Trieste Convention and Visitors Bureau.



