Quando si verifica un incidente, è utile analizzarne le cause per ridurre la probabilità che lo stesso evento si ripeta in futuro. Esistono varie metodologie per effettuare tali analisi; una delle più utilizzate è la Fault Tree Analysis (FTA).

A cura di Giorgio Caramanna.

La FTA è utilizzata da una varietà di entità che operano in contesti complessi, tra cui l’industria dell’energia nucleare e quella aerospaziale.

La FTA è un processo deduttivo che mira a identificare le cause alla radice (eventi di base) di un incidente o infortunio. Si basa su un diagramma di flusso dei diversi eventi intermedi che conducono al risultato finale, utilizzando porte logiche conformi alle regole dell’algebra booleana.

Da un punto di vista logico-probabilistico, a partire dall’evento superiore, le sue cause dirette sono identificate con l’evento successivo inferiore. Se ciascuno di questi eventi può causare autonomamente l’evento principale, si utilizza una porta logica “OR”; se tutti gli eventi devono accadere contemporaneamente, si utilizza una porta logica “AND”. La presenza di porte logiche “AND” riduce la probabilità che l’evento si verifichi, poiché più elementi del sistema devono smettere di funzionare contemporaneamente affinché il guasto si propaghi.

La FTA presenta un certo grado di soggettività, poiché si basa sull’esperienza e sulle capacità dell’analista, che definirà la catena di eventi che porta all’evento principale. Analisti diversi possono progettare percorsi differenti, ma gli eventi di base identificati dovrebbero essere uguali o quantomeno equivalenti.

Applicare l’FTA agli incidenti o infortuni subacquei può aiutare a identificare le cause di base che, se gestite correttamente, avrebbero potuto impedire l’insorgenza di esiti negativi.

Come metodo per aumentare la resilienza del sistema ai guasti, si possono utilizzare “interblocchi” nella sua progettazione. Si tratta di misure di sicurezza volte a prevenire, per una determinata funzione del sistema, lo sviluppo di una modalità non sicura. La ridondanza è un altro metodo per aumentare l’affidabilità del sistema. Ad esempio, utilizzare due erogatori indipendenti riduce la probabilità di rimanere senza gas respiratorio perché entrambi i sistemi dovrebbero guastarsi contemporaneamente. Con questi accorgimenti introduciamo porte logiche “AND”, riducendo la probabilità che si verifichi un evento indesiderato.

Un’altra strategia per ridurre la probabilità che si verifichi un incidente consiste nel limitare il tempo di esposizione del sistema a condizioni potenzialmente avverse. Un esempio classico viene dall’aviazione, dove i componenti vengono sostituiti in base a un intervallo temporale ben definito che limita la probabilità che si guastino mentre sono ancora installati.

Un’applicazione di questo concetto alla subacquea è l’intervallo di manutenzione suggerito per gli erogatori subacquei (di solito almeno annuale), in modo che sia molto probabile che i vari componenti vengano controllati e sostituiti ben prima di raggiungere il loro limite di vita.

Sulla stessa linea del “limite di vita”, dovremmo considerare anche che le competenze si degraderanno nel tempo se non vengono rivalutate periodicamente. Per questo motivo, i subacquei dovrebbero considerare l’addestramento continuo come una strategia per mantenere l’efficacia delle abilità apprese. Non è un caso, infatti, che in molti contesti professionali si debba fare un minimo di immersioni all’anno per mantenersi in stato “attivo”. In caso contrario, sarà necessario effettuare delle immersioni di “recupero” per tornare in stato attivo.

Applicare alcuni elementi della FTA alla subacquea non è un mero esercizio teorico, ma può contribuire a ridurre i rischi potenziali, poiché è possibile identificare alcune delle “condizioni di rischio” e applicare procedure di mitigazione appropriate per evitare che si attivi la catena di eventi che porta a un incidente.

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