«Le operazioni più complesse sono maggiormente esposte al rischio in presenza di stress. Conoscenza, esperienza e sovrapprendimento possono compensare l’effetto dello stress, migliorando le prestazioni.» La nostra 6^ puntata della serie di Giorgio Caramanna sulla Gestione del rischio fa luce sul rapporto fra stress e prestazione!
A cura di Giorgio Caramanna.
Lo stress è parte della nostra esperienza quotidiana: ogni volta che ci confrontiamo con qualche problema, sia a livello fisico sia a livello mentale. Può essere causato da svariati motivi, alcuni legati all’ambiente, altri al nostro stato psicofisico.
Un certo livello di stress è considerato positivo perché ci stimola a reagire in modo efficace. Se riusciamo a gestire lo stress, saremo in grado di concentrarci sul problema, evitando le distrazioni. Se invece lo stress diventa eccessivo, superando le nostre capacità di reazione, non saremo più in grado di controllarlo e la situazione potrebbe degenerare in panico, con reazioni incontrollate e inefficaci.
La fretta e il carico di lavoro sono due elementi che generalmente provocano stress, influenzando la capacità dell’individuo di mantenere il controllo della situazione.
I subacquei possono essere esposti a livelli elevati di stress, derivanti dall’essere in un ambiente non abituale e dal dover svolgere molte operazioni, spesso in tempi stretti. Inoltre, sott’acqua agiscono diversi fattori fisici di stress, tra cui il freddo, la scarsa visibilità e la fatica.
Su alcuni di questi fattori non possiamo intervenire; per altri, invece, possiamo applicare strategie di controllo. Possiamo infatti ridurre il senso d’urgenza pianificando le immersioni con margini di tempo adeguati, tenendo conto anche di eventuali ritardi. Nel caso di operazioni complesse, possiamo distribuire i compiti tra più subacquei o in più immersioni, evitando di sovraccaricare i subacquei di lavoro.
Le operazioni più complesse sono maggiormente esposte al rischio in presenza di stress. Conoscenza, esperienza e sovrapprendimento possono compensare l’effetto dello stress, migliorando le prestazioni.
Se i livelli di stress diventano eccessivi, si può sviluppare quella che è definita “la reazione di attacco o fuga”, una risposta istintiva innata nella nostra struttura cognitiva. Questa reazione è innescata dall’ipotalamo, che attiva il sistema nervoso simpatico e il midollo delle ghiandole surrenali. La risposta fisiologica è immediata, con grandi quantità di glucosio e ossigeno che diventano disponibili per il cervello, i muscoli e il cuore.
In immersione, una risposta di “fuga” è spesso pericolosa e può portare ad azioni incontrollate. D’altro canto, se la reazione di fuga si sviluppa in modo controllato, potrebbe rivelarsi positiva, poiché consente all’individuo di sottrarsi a situazioni pericolose. Ad esempio, un subacqueo, in caso di esaurimento del gas respiratorio, potrebbe reagire con azioni scoordinate e fuori controllo, esponendosi a seri rischi; un subacqueo esperto, invece, potrebbe reagire con una risalita d’emergenza controllata, senza eccessivi rischi.
Il panico è la risposta estrema a uno stress incontrollabile. È una delle cause principali degli incidenti subacquei: un sub fuori controllo rappresenta un pericolo per sé e per gli altri. Un attacco di panico è caratterizzato da effetti fisiologici specifici: battito cardiaco accelerato e irregolare, mancanza di respiro, dolori al torace e sensazione di perdita di controllo. Se non si intraprendono azioni correttive, i sintomi peggiorano e, nel giro di pochi minuti, sfociano in una perdita di controllo. Il panico si autoalimenta, creando un circolo vizioso in cui l’individuo è sottoposto a uno stress mentale crescente, finendo per diventare incapace di reagire.
Addestrarsi in condizioni realistiche migliora la fiducia in sé stessi e riduce il rischio di andare in panico. Durante l’addestramento, i subacquei dovrebbero raggiungere un livello di prestazioni superiore alla media, così da creare una “riserva” da utilizzare per limitare l’inevitabile calo delle prestazioni in condizioni operative reali. Questo diviene particolarmente importante nelle manovre d’emergenza, poiché l’elevato livello di stress associato a una situazione critica causerà certamente una diminuzione delle prestazioni.
Bisogna anche ricordare che una stimolazione troppo bassa può causare un calo delle prestazioni, noia e distrazione. Questo è particolarmente negativo per i subacquei, che invece devono mantenere sempre un buon livello di consapevolezza della situazione per gestire l’immersione in sicurezza ed efficienza.
Come subacquei, dobbiamo imparare a riconoscere i sintomi dello stress, così da agire tempestivamente ed evitare che la situazione degeneri. Se non siamo a nostro agio durante un’immersione, non dobbiamo esitare a rallentare le attività e, se necessario, interrompere l’immersione prima di trovarci in difficoltà.



