A cura di Giorgio Caramanna.

Nessuno “nasce subacqueo”. Diventare un subacqueo capace richiede tempo, impegno e un progressivo accumulo di esperienze. Un subacqueo ben preparato sarà in grado di identificare con maggiore precisione i potenziali rischi, sviluppare strategie di mitigazione appropriate e gestire l’immersione in modo più sicuro ed efficiente.

Imparare è un processo che comporta cambiamenti permanenti nel comportamento e si basa sull’acquisizione di nuove conoscenze. Il processo è continuo, nel senso che le nuove informazioni si aggiungono e si collegano a quelle già possedute, con una crescita continua di capacità ed esperienza.

Le informazioni apprese devono essere conservate e recuperate dalla memoria quando necessario. Per questo motivo, devono essere trasferite nella memoria a lungo termine. Questo processo si basa sul collegamento dei nuovi concetti con le memorie che già abbiamo. In questo modo, riusciamo a consolidare le nuove conoscenze acquisite.

Un aspetto importante per noi subacquei è lo sviluppo e il rafforzamento della “memoria motoria”, ossia il padroneggiare le azioni e i movimenti che fanno parte integrante della routine d’immersione. Un esempio è la gestione dell’assetto, che richiede capacità di gestione del GAV, controllo della respirazione e una corretta posizione in acqua. Una buona memoria motoria è particolarmente importante per le azioni da eseguire in caso di emergenza. In questi casi, infatti, lo stress tende a compromettere le capacità sia fisiche sia mentali e una robusta memoria motoria può limitarne gli effetti negativi.

La padronanza di una tecnica si evolve attraverso una serie di passaggi che porteranno il subacqueo dalla semplice obbedienza a una regola alla comprensione dei concetti alla base della regola stessa. Ad esempio, la regola di “mai trattenere il respiro” acquista un significato ben chiaro quando il subacqueo padroneggia i concetti dell’espansione del gas con la diminuzione della pressione ambientale. I medesimi concetti verranno poi utilizzati in altre situazioni, ad esempio per comprendere l’aumento dei consumi con la profondità, dovuto all’aumento della densità del gas respiratorio.

Una volta appresa perfettamente, una tecnica dovrebbe essere ripetuta molte altre volte secondo un processo noto come “sovrapprendimento”. Ad esempio, se la padronanza di una certa abilità si è raggiunta in 10 ripetizioni, allora si avrà il 100% di sovrapprendimento in altre 10 ripetizioni. Diversi studi indicano che maggiore è il livello di sovrapprendimento, più a lungo le procedure apprese verranno ricordate e applicate correttamente. In linea di massima, è necessario almeno un 50% di sovrapprendimento per un mantenimento apprezzabile, e un sovrapprendimento del 150% per un miglioramento sostanziale.

In questo modo, il subacqueo acquista una padronanza quasi “istintiva” della tecnica e sarà in grado di applicarla senza problemi anche in situazioni ad alto stress o di emergenza.

Nell’addestramento subacqueo, le procedure dovrebbero essere apprese in condizioni ambientali simili a quelle che si incontreranno durante le operazioni. Ad esempio, se i subacquei dovranno operare in acque fredde, le attività che richiedono manipolazioni dovrebbero essere svolte con guanti dello spessore equivalente a quello che verrà utilizzato durante le immersioni operative.

È importante ricordare che anche il sovrapprendimento tende a deteriorarsi nel tempo. Per questo motivo, è necessario rivedere periodicamente le tecniche apprese. Questo è particolarmente rilevante per le procedure che, di norma, non rientrano nella routine d’immersione, come quelle d’emergenza. Una buona strategia è quella di inserire una di queste procedure in ogni immersione. Ad esempio: rilasciare il pedagno, fare un’esercitazione di condivisione dell’aria con il compagno, sostituire la maschera durante l’immersione.

Ogni individuo ha un proprio stile di apprendimento. Alcuni preferiscono vedere, altri sentire, altri ancora fare. È compito dell’istruttore individuare il sistema di insegnamento più adatto. Oggi quasi tutte le didattiche offrono una combinazione di metodi d’insegnamento che includono questi stili per ottimizzare il processo di apprendimento.

Mantenere un buon livello di attività subacquea durante tutto l’anno è il modo migliore per rimanere in allenamento, non solo a livello fisiologico, ma anche a livello delle capacità di riprodurre le tecniche e le procedure apprese. Se non ci si immerge per un periodo prolungato, sarebbe meglio dedicare alcune immersioni preliminari a riapprendere le capacità che potrebbero essere state deteriorate dalla sospensione dell’attività subacquea. In questo modo si avrà un recupero graduale del livello ideale di capacità senza esporsi a rischi eccessivi.

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