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Romano BarluzziSerial Diver è un nuovo organo d’informazione e divulgazione su tutte le attività subacquee. In questo è anzitutto un progetto di comunicazione multimediale, un’iniziativa culturale. Abbiamo avuto l’ardire e l’ardore di desiderare che fosse strutturato in modo speciale, così da generare e mantenere una community che a sua volta potesse alimentarlo, a beneficio di tutti. Dunque troverete qui articoli d’ogni tipo, per principianti ed esperti, o anche semplici curiosi ancora neofiti. E troverete contenuti d’ogni genere, dalla documentazione scientifica, alla cronaca, alle opinioni più disparate, ma sempre con l’impegno da parte nostra di ospitare informazioni attendibili, veritiere, referenziate, in grado di diffondere valori e non solo dati, e di garantire la libera espressione a chiunque voglia parteciparvi avendo qualcosa da raccontare agli altri.
Troverete anche sezioni ancora vuote, e non è per caso: c’interessa che alla prima uscita si veda l’indispensabile per apprezzare struttura e caratteristiche del progetto. Per il resto, è un work in progress che vorremmo compiere insieme a voi, a fianco di chi fosse interessato già da subito a pubblicare “la propria subacquea”.
Se un giorno – che speriamo vicino – saremo riusciti nell’intento, sarai solo tu che leggi queste righe a poterlo dire, perché affermare che sarai proprio tu il vero protagonista di questo processo non è, per noi, la solita frase fatta, bensì l’obiettivo stesso del giornale, anche grazie alle molte possibilità di coinvolgimento che assicura, specialmente tramite l’area social. In più, si è dato sotto questo profilo molti altri elementi di moderna dinamicità che non sfuggiranno alla tua attenzione, come la multimedialità, l’essere testata giornalistica registrata in tribunale, il disporre d’una redazione composta di blogger oltre che di autori, l’avere come target di riferimento tutta la subacquea e, attraverso le edizioni “mediAterraneum”, la possibilità di pubblicare in formato elettronico qualsiasi tipo di libro.
Perché tutto questo? Semplicemente perché, dopo molti anni di militanza ai più svariati livelli dell’informazione del settore sub, abbiamo maturato la convinzione che un mezzo del genere ancora mancasse. E che questa fosse diventata una mancanza che si faceva sentire. I paragoni col resto del panorama attuale della divulgazione di settore nel nostro Paese ciascuno li può fare liberamente da sé, ci limitiamo a osservare che a noi sembrano sotto gli occhi di tutti. In ciò, naturalmente, non c’è la presunzione di sapere che avremo senz’altro successo nell’intento, né che l’impostazione data a questa nuova piattaforma funzionerà. Ma potete scommettere che ci punteremo con tutta la convinzione e la determinazione che esprimeva Maestro Yoda in StarWars: “Fare o non fare, non c’è provare!” Dopotutto, i subacquei se lo meritano. E qui c’è casa loro.

Romano Barluzzi

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