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Tuffi d’autore a Cuba

«Nell’affascinante isola di Cuba una meta interessantissima per le immersioni e ancora molto poco sfruttata dal turismo subacqueo è la Bahia de Cochinos…» Parola di Umberto Natoli.

Testo e foto di Umberto Natoli

La località si raggiunge in un paio d’ore di auto sia dalla capitale l’Havana, da cui dista circa 200 chilometri, che da Varadero, da cui ne dista circa 160. Chi ama la natura trova in questa area un ambiente e un paesaggio singolarissimi, che non mancheranno di regalare una bella e appagante esperienza da vivere in piena tranquillità e relax, sia sott’acqua, sia sul territorio che si affaccia sul mare. La zona dove è possibile immergersi è costituita da un grande e profondo fiordo che si spinge per una trentina di chilometri all’interno di un vasto territorio carsico, circondato da un’immensa foresta pluviale incontaminata. La Bahia fa parte della grande “Peninsula de Zapata” considerata Riserva della Biosfera e dove vivono, protettissime, oltre 1000 specie di piante, di cui 130 endemiche di Cuba e 5 della sola Peninsula, oltre 30 specie di uccelli endemici cubani, 13 specie di anfibi e 37 di rettili, tra cui il coccodrillo cubano. Anche il mare non è da meno, caratterizzato da un’acqua molto limpida e da una conformazione particolarissima dovuta alla natura carsica del territorio.
Lungo tutta la linea di costa, prevalentemente caratterizzata da rocce basse, che solo in alcuni punti incorniciano piccole calette sabbiose, Il fondale scende subito sui 3 – 4 metri su una piattaforma che non supera mediamente i 10 – 15 metri di profondità, e che si allarga uniformemente e parallelamente fino a circa 100 metri da terra. Tra movimentate rocce ricoperte di coralli, interrotte da chiazze di sabbia candida, si muove una vita marina tropicale vivacissima, in un ambiente luminosissimo, palestra ideale per gli amanti della fotografia subacquea. Grandi ventagli di gorgonie si sviluppano tra colonie di coralli della famiglia Agaricee, o cerebriformi del genere Diploria o a forma di corna d’alce, Acropora cervicornis, e tra questi si muovono branchi di numerose specie di pesci, tra cui i grugnitori e i bellissimi pesci angelo. Poi s’incontra la grande e vertiginosa caduta quasi verticale della parete che si apre subito in archi, canyon e passaggi, regno delle grandi spugne caraibiche di tutte le forme, ma anche punto di passaggio di carangidi e barracuda. L’aspetto veramente interessante è che la Bahia, molto stretta, tanto che la costa opposta rimane sempre ben a vista, non è praticamente quasi mai soggetta a mare mosso, perché molto ridossata e protetta dalla maggior parte dei forti venti, ed offre condizioni ideali per l’immersione durante tutte le stagioni dell’anno, anche in presenza di forti perturbazioni che renderebbero invece impraticabili altre zone dell’intera costa e delle isole del mare cubano. Si tratta quindi di un ambiente che per fruibilità può essere assimilato a quello di un grande lago. Lungo l’intero lato est della grandissima insenatura, corre una strada asfaltata, che per le sue caratteristiche e dimensioni noi italiani definiremmo di campagna, costantemente vicinissima alla linea di costa, e dove solo ogni tanto il silenzio è rotto dal passare di qualche rara automobile. Nella Bahia de Cochinos non è necessario nemmeno l’uso della barca. Tutte le immersioni vengono effettuate partendo da terra da oltre 30 punti d’ingresso lungo la strada, raggiungibili rapidamente con i furgoni o i pulmini dei diving, e attrezzati con comode piattaforme in pietra dove poter appoggiare le attrezzature, e con scale di discesa e risalita in acqua. Il tutto avviene molto comodamente, senza faticosi spostamenti, aspetto davvero da non trascurare per chi vuole svolgere un’attività subacquea rilassante, ma al tempo stesso appagante.

La Bahia de Cochinos è quindi un luogo adattissimo non solo per i principianti che possono fare esperienza in tutta sicurezza in un ambiente che, comunque, offre un fondale caraibico bellissimo già in pochissima profondità, ma anche per il fotografo esigente e per l’appassionato dell’immersione in parete. I centri d’immersione sono sostanzialmente tre, siti nelle due piccole località denominate Playa Larga, all’inizio della bahia e Playa Giron, verso la parte più aperta del fiordo, e 8 km poco più avanti Caleta Buena. Da questi ci si muove per raggiungere i vari punti d’entrata in mare distribuiti lungo la strada. Un aspetto molto positivo è che le uscite vengono sempre effettuate con piccoli gruppi di subacquei. Infatti, volutamente, per non disturbare l’ambiente, i centri diving non sono dedicati, ne attrezzati ad assistere un turismo sub di massa e questo influisce notevolmente sulla qualità delle immersioni, accompagnate sempre da istruttori o dive master molto competenti, appassionati e profondi conoscitori di tutta l’area.
Altra caratteristica molto affascinante di questa zona, e che offre l’opportunità di completare una interessantissima esperienza subacquea, è la presenza di oltre 400 cavità carsiche inondate, moltissime delle quali ancora non esplorate, che danno vita al grande Sistema Espeleolacustre de la Peninsula de Zapata, la più grande riserva d’acqua di Cuba. Alcune di queste si trovano molto vicine al mare, ad un centinaio di metri all’interno della foresta, lungo la linea di costa, quindi della strada. Due in particolare, El Brinco e la Cueva de los Peces, sono state attrezzate per un facile accesso ai sub con una scala in ferro ma l’immersione viene effettuata solo con gruppi ristrettissimi di persone, non solo per la sicurezza, ma anche per consentire una piena godibilità dell’ambiente. La più affascinante è sicuramente El Brinco. Si accede da un laghetto del diametro di una decina di metri che si apre 6 o 7 metri al di sotto di un’apertura tra le rocce, ricoperta da una rigogliosa vegetazione, che quasi lo nasconde. Poi, una volta scesi in immersione, man mano che l’occhio si abitua alla penombra, ci si accorge di essere sospesi in un’acqua dolce cristallina, al vertice di una ampissima cupola, simile per forma a quella di una cattedrale, che si allarga lungo i lati e scende verticalmente fino a circa 44 metri. Una lama di luce esterna, simile all’effetto di un riflettore cinematografico, che si sposta nelle ore seguendo i movimenti del sole, taglia il buio e raggiunge con il suo cono ristretto i lati della parete, illuminando le stalattiti che ornano le rocce. L’immensa grotta offre uno spettacolo maestoso e bellissimo, ma per un’esplorazione più completa bisogna disporre anche di un buon faro subacqueo.
La Bahia de Cochinos è dotata sostanzialmente di due strutture turistiche adatte ai subacquei, Playa Larga Hotel e Villa Playa Giron, e comunque dedicate a un turismo prevalentemente naturalista, non particolarmente esigente in termini di lusso, ma che offrono tutti i servizi di tipo sportivo e balneare, piscine, animazione e ovviamente la possibilità di effettuare tante escursioni, come alla bellissima laguna di Guamà o al fiume Hatiguanico, o all’allevamento di coccodrilli.
E’ proprio in quest’ambiente naturale, così stimolante, che intendo organizzare con il patrocinio della FIPSAS una formula innovativa di fotografia subacquea e esterna, con l’innovazione, che ha destato notevole interesse da parte delle autorità sportive cubane, di una sezione di fotografia subacquea notturna, grazie alle straordinarie caratteristiche di accessibilità in mare direttamente dalla costa e di costante mantenimento di condizioni marine molto tranquille.

Umberto Natoli

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