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Super meeting di fotosub indoor – Faenza 15/17 febbraio 2019

La fotografia creativa in piscina ieri e oggi, interviste a Riccardo Cioni e Max Giorgetta

di Mario Genovesi

Sono passati quasi vent’anni dalle ultime gare di fotografia subacquea in piscina da quando i nostri fotografi facevano incetta di medaglie e di trofei in tutta Europa con incredibili e complesse scenografie subacquee. Era il periodo della foto creativa anche in mare e tanti grandi fotografi hanno preso spunti da questa particolare specialità trasportandoli nei fondali marini con grandissimi risultati. Ma quest’anno una società di Faenza, il Centro Sub Nuoto Club 2000, con il patrocinio della Fipsas, Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee, della Cmas e del Comune di Faenza, ha riproposto alla grande attenzione questo tipo di fotografia organizzando un Meeting Internazionale di Fotografia Subacquea Indoor che si svolgerà nelle piscine del centro sportivo comunale di piazzale Pancrazi. Dodici i team in gara, ognuno composto da un fotografo, una modella e un assistente, provenienti da tutta Europa. Infatti, oltre a sette italiani, parteciperanno due spagnoli, un tedesco e due bulgari tra cui la famosa fotografa Plamena Milena autrice di pregevoli scatti anche in questa particolare disciplina.
Ma facciamo un passo indietro nel tempo con una breve intervista a Riccardo Cioni uno dei più grandi fotografi di questa specialità negli anni a cavallo tra la fine del 1900 e l’inizio del 2000.

Riccardo, oggi, che ricordo ti è rimasto della tua splendida esperienza nella fotografia subacquea in piscina?
“L’ultima gara a cui ho partecipato è stato il Campionato Mondiale di foto creativa nel 2001 a Copenaghen in Danimarca dove ho conquistato il secondo posto e vinto per la migliore foto umoristica con Vanni Fedducci come assistente e Franca Lenzi come modella.
Ho iniziato nel 1990 con una vittoria alla selettiva a Subiano (Ar) e un 4° posto nella finale di quell’anno. Poi, dopo un altro identico piazzamento e dopo un 2° posto, è giunto il primo titolo di campione italiano riconfermato consecutivamente per 4 volte, 2 titoli mondiali ed un secondo posto. Fra i successi nei vari concorsi vorrei ricordare su tutti quello internazionale dei “50 Giudici” e dei Giochi del Mare.”
Che tipologia di foto avevi in mente?
“Avevo fatto tesoro dei consigli di fotografi già affermati quali Mario Bartoli, Riccardo Giuridinetti e Franco Negrin con il quale ho condiviso le esperienze azzurre di Parigi e Copenaghen. Non è mai stato mio intento imitarli ma darmi uno stile sia in ordine ai soggetti che alla tecnica capendo che, se volevo emergere, dovevo produrre un portfolio, anche se peggiore o non compreso, ma diverso. Da qui un accurato studio delle esposizioni multiple e dell’illuminazione che doveva essere morbida e non invadente. Ricordo le maschere dì plexiglas bianco che mettevo sui flash e i coni dei filati che erano necessari per delimitarne il raggio di luce tipo occhio di bue.
Una menzione particolare, una volta entrato a far parte del club azzurro comunque la devo a due maestri della fotografia a livello internazionale: Pierfranco Dilenge e Domenico Russo e a chi mi ha accompagnato in questa splendida carriera, Stefania Reggioli, Silvia Bernardo, Barbara Lupi, Massimo Puglisi e Vanni Fredducci tutti meritevoli dei successi raggiunti.”
Come ti venivano le idee?
“Il mondo che ci circonda è una fonte inesauribile di idee, l’importante è esserci in sintonia. Ricordo che Vanni e io avevamo un taccuino su cui annotare i soggetti e le situazioni. In Vanni ho avuto un validissimo “macchinista teatrale” che ha realizzato tutte le strutture (prima fra tutte un tubo del gas bucato e collegato ad una bombola d’aria, per creare pareti di bolle) che necessitavano per uno scatto che ripetevamo tantissime volte registrando su una lavagnetta di plastica le potenze, le distanze e l’esposizione per scegliere la combinazione migliore.”
Come vedi oggi la fotografia in piscina con le nuove fotocamere digitali?
“Il progresso tecnologico rispetto al mio passato ha fatto passi da gigante e vedo sicuramente per questo tipo di immagini un grande futuro. Le digitali rispetto alle analogiche hanno la possibilità di maggiore scelta grazie al numero di scatti che la pellicola tradizionale permetteva e il grosso vantaggio di vedere subito l’immagine scattata. Comunque Il foto sub creativo è un architetto dell’immagine, prima la vede nella sua testa poi la realizza.”
Consigli da dare?
“Allenamento, passione uniti alla curiosità nella ricerca. Quest’ultima, su un piano prettamente agonistico, può tornare utile. La creatività sorprende ogni giuria.”
Attrezzature utilizzate:
Fotocamere: Nikonos 5, Nikon FM (custodia Nimar), Nikon 801 e Nikon 801 S, custodia Ikelite. Flash Isotta K50, Isotta K 33, Ikelite. Obiettivi: Nikon e Signa 24 mm.

E ora qualche domanda a un grande fotografo di oggi Max Giorgetta che da qualche anno si è dedicato anche alla fotografia creativa in piscina, con ottimi risultati.
Chi è Max Giorgetta fotografo subacqueo..
“Ho raccolto la passione di mio padre fotografo e all’età di 10 anni ho iniziato già a scattare con una fotocamera analogica. Poi dopo circa sei anni sono passato ad utilizzare la reflex Nikon FM, marchio che non cambierò più. Sono passato al digitale i primi anni del 2000. Nella fotografia terrestre ho acquisito nel 1994 il titolo di Master di fotografia glamour e nudeart, mentre essendo istruttore Sub già dal 1992, ho incominciato nello stesso anno a fare fotografia subacquea naturalista con la Nikonos IV e poi la Nikonos V, con il solo scopo di portare dei ricordi dai viaggi nei paesi tropicali e dai fondali marini.
Nel 2009 incomincio misurarmi nei contest nazionali e a ottenere i primi risultati importanti. Poi nel 2013 sono passato a scattare con la reflex in acqua e arrivano i primi risultati a livello internazionale nella fotografia naturalistica dal Worlshootout del 2014 con un 2° posto in esordienti e un 3° in wide. Da qui inizia l’escalation nei più importanti contest.”
Come nasce la passione per la foto creativa in piscina..
“Nel 2014 inizia la sfida con fotografia subacquea di moda (Underwater fashion photography) e, dopo 2 anni di prove e studi seguendo i più famosi fotografi del genere, come Aaron Wong e Killer Kostantin, ottengo i primi riconoscimenti negli USA ad Ocean Art, e poi a Zagabria al UWPhotoMarathon. Poi la vittoria a Venezia ad Abyssi e in molti altri concorsi fino ad arrivare nel 2018 a Dusseldorf al WorldShootout, il più prestigioso contest del genere, dove arrivo 2° dietro un gurù americano.“
Come ti vengono le idee..
“Principalmente tramite la ricerca di qualcosa che possa essere interessante nell’ambiente dei riflessi, in quanto sottacqua il riflesso che l’acqua produce rende l’idea che la foto sia fatta sotto l’acqua. Anche attraverso lo scambio di idee con colleghi del settore e, molte volte, prendo spunto da qualcosa che noto nella vita di tutti i giorni.”
Metodo di lavoro, team..
“Il team è composto da un paio di aiutanti, uno in acqua e uno fuori, una brava makeup artist e dalla disponibilità della piscina con le caratteristiche giuste.”
Attrezzatura fotografica e flash.
“Utilizzo una Nikon D800E scafandrata Seacam, obiettivo 17/35 mm Nikon. 2 flash Subtronic Pro 160 sulla fotocamera e altri 4 flash con sensore slave.”

Tutte e immagini di Riccardo Cioni e Max Giorgetta sono coperte da copyright ed è assolutamente vietata la riproduzione.

http://www.maxgiorgetta.it

Ma ritorniamo alla gara, tre sono i temi che i concorrenti dovranno svolgere e presentare al giudizio della giuria:
– Foto Dinamica- Le immagini di questo tema devono presentare un’azione dinamica, sport, velocità, etc. La sceneggiatura di sport non subacquei è consentita, purché le immagini rappresentino un’azione dinamica in corso. È consentito la presenza di una o due modelle/i.
– Foto Teatrale – Le immagini di questo tema devono mostrare dramma, commedia, aggressività, risate, dolore, etc. È consentito la presenza di una o due modelle/i.
– Foto Art Model – Le immagini di questo tema devono includere un modello, che può essere uno o entrambi gli assistenti/modelle.
A documentare tutta la manifestazione, sia sopra che sott’acqua, ci penserà Enzo Cicognani, fotografo e documentarista di provata competenza, le cui immagini verranno proiettate su un maxi schermo così che il pubblico in tribuna potrà seguire comodamente tutte le fasi della gara. Un breve filmato di Cicognani sarà proiettato anche durante la cerimonia conclusiva della manifestazione che si terrà all’Hotel Cavallino sabato 17 alle ore 12,15 circa.

La Redazione

Comments (1)

  1. vanni fredducci ha detto:

    Tutte le ore passate nelle fredde acque della piscina, hanno prodotto dei risultati fantastici, sia a Parigi che a Copenhagen, e non solo, ma a me ha dato la grande opportunità di creare una bella amicizia con Riccardo Cioni che ancora dura e mi auguro vada avanti per un bel pezzo ancora, anche se le foto in piscina non le facciamo più.
    Un grazie a Riccardo ed alla Federazione che ha creduto nelle nostre potenzialità, venendone ripagata adeguatamente.
    Vanni Fredducci

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