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Stefano Tovaglieri e il team “mozzafiato”

Intervista con il C.T. della Nazionale Azzurra di Apnea a pochi giorni dall’inizio del 1° Campionato Mondiale di Immersione in Apnea Outdoor.

A cura di Mario Genovesi

Siamo ormai prossimi all’inizio della prima edizione dei Campionati Mondiali CMAS di Immersione in Apnea Outdoor, organizzati dalla FIPSAS, che si svolgeranno sull’isola di Ischia da 4 all’11 ottobre.
L’Italia vanta una grande tradizione in questa disciplina sportiva. A partire dal primo record ufficialmente riconosciuto, quello di Raimondo Bucher, che nel 1949 raggiunse 30 metri di profondità, fino ad arrivare alla stagione d’oro di questo sport che ha visto un susseguirsi di imprese, protagonisti nomi illustri come Enzo Maiorca, Jacques Mayol, Francisco Ferreras soprannominato “Pipin” e, in epoca più moderna, Umberto Pellizzari, Gianluca Genoni, Rossana e Patrizia Maiorca, Angela Bandini e Deborah Andollo.
Ad oggi l’Italia presenta atleti di indiscusso valore, nonché detentori di record mondiali, e parliamo di Alessia Zecchini, Ilaria Bonin, Michele Tomasi, Homar Leuci, Davide Carrera e tanti altri.
Lo scorso gennaio la FIPSAS ha conferito l’incarico di Direttore Tecnico della Nazionale di Apnea Outdoor a Stefano Tovaglieri, atleta che da anni si dedica all’immersione in apnea, passione che coltiva fin da bambino, e che lo ha portato a collaborare, in forma molto stretta, con Umberto Pellizzari e Apnea Academy.
Ho raggiunto Stefano per fargli qualche domanda in vista dell’impegno dei Mondiali.

D. Ci puoi dare qualche indicazione sulla composizione della squadra nazionale che parteciperà ai Mondiali e che tipo di preparazione stanno affrontando?
R. C’è un gruppo importante che ha partecipato a una serie di stage di preparazione lo scorso inverno e in primavera, ovvero tre collegiali alla piscina Y-40 più due settimane, una a marzo e una a maggio fatti in Mar Rosso. In seguito la preparazione ha proceduto in maniera individuale. Ogni atleta ha un suo piano di allenamento, una sua personale disponibilità e si allena autonomamente. Nello specifico so che atleti come la Zecchini, come Ferri, come Molinari e Carraturo son stati più volte, più settimane, ovviamente a spese proprie e in una gestione autonoma e indipendente, in Mar Rosso a proseguire gli allenamenti. Altri sfruttando il mare di casa propria stanno proseguendo gli allenamenti e adesso c’è un grande fervore perché diversi atleti richiederebbero o di poter essere a Ischia anche una settimana prima per potersi ambientare bene e quindi proseguire i loro allenamenti.
D. Hai già fatto le convocazioni? Ci puoi dire già qual è la squadra ufficiale?
R. Questa è la squadra ufficiale e le spcialità a cui parteciperanno:

MASCHILE

  • Carrera Davide, CWT M, CWT B
  • Ferri Vincenzo, CWT M, CWT B, CNF, JB
  • Generali Mauro, JB
  • Giurgola Michele, CWT M, CWT B, CNF, JB
  • Leuci Homar, CWT M, CWT B, CNF
  • Tomasi Michele, CWT M, CWT B, CNF, JB
  • Vitturini Andrea, JB

FEMMINILE

  • Bonin Ilaria, JB
  • Carraturo Maria Felicia, CWT M, CWT B
  • Di Poi Tatiana, JB
  • Molinari Ilaria, CWT M, CWT B, CNF
  • Obino Chiara, CWT M, CWT B, CNF
  • Rodda Cristina, JB
  • Zecchini Alessia, CWT M, CWT B, CNF, JB

D. Ottimi risultati ai Mondiali Indoor ai Mondiali di Mulhouse a fine luglio.
R. Sì in Apnea Dinamica, soprattutto Mauro Generali visto che ha fatto più di 240 metri, un’ottima prestazione e sappiamo che, da un punto di vista tecnico, gli atleti che sono molto forti in questa disciplina in genere, se non hanno problemi di compensazione e se non hanno problemi di cattiva relazione con l’ambiente mare, sono anche degli ottimi atleti nel Jump Blue.
D. Quali sono le squadre e gli atleti stranieri che temi di più?
R. Nella squadra svizzera ci due sono atleti, uno è William Winram, un atleta svizzero-canadese già conosciuto nel mondo dell’Apnea perché ha fatto delle prestazioni con dei record nazionali importanti e ne cito uno su tutti: un tuffo in Assetto Costante con le due pinne a 94 metri. Era anche titolare del record nazionale canadese insieme a quello svizzero in Assetto Variabile con 84 metri. Quindi un atleta che dal punto di vista del potenziale in termini di profondità e quindi di compensazione può sicuramente andare molto bene.. Bisognerà vedere poi dal punto di vista atletico quali sono le sue condizioni e quindi cosa sarà in grado di fare. È chiaro che fino alla sera precedente alla gara in cui saranno comunicate le quote d’iscrizione sarà difficile prevedere in termini di numeri le prestazioni degli avversari.
D. La squadra italiana è indubbiamente molto forte e tutti si aspettano una grande performance soprattutto perché giochiamo in casa. Pensi che i tuoi atleti risentiranno di questo peso? Stai lavorando sull’aspetto psicologico?
R. Credo di avere fatto un importante lavoro quest’anno e mezzo di selezione e di creazione di un gruppo, di una squadra che funzioni dal punto di vista delle motivazioni e dell’identificazione degli obiettivi. Posso dire che c’è un gruppo fortemente coeso con grandi livelli di motivazioni e i risultati fatti negli allenamenti lo dicono chiaro e tondo soprattutto a livello femminile ma anche maschile. Un’Alessia Zecchini che si porta a casa da un allenamento una prestazione di 103 metri in assetto costante, che è la migliore prestazione femminile mai fatta anche se non è ufficiale perché raggiunta in allenamento, la dice lunga. Atlete che oltre a lei hanno superato i massimali, andando a sconfinare anche oltre i 90 metri e quindi presentandosi con tutte le credenziali per essere sul podio a livello femminile, credo che sia un risultato importante. Atleti come Giurgola e Tomasi che hanno migliorato i propri personali durante i collegiali, sono in forte crescita e so che molti di loro hanno comunque dedicato parecchio tempo agli allenamenti estivi. Alcuni si sono presi delle settimane di ferie e sono tornati in Mar Rosso per aver la certezza di avere le condizioni ottimali dal punto di vista meteomarino per potersi allenare tutti i giorni. Insomma abbiamo sicuramente le carte in regola per poter tirar fuori delle belle medaglie e credo che il fatto che giochino in casa non sia uno svantaggio ma un vantaggio. Indipendentemente da questo, quello che conta molto nel nostro sport è il sentirsi parte di un gruppo e il gruppo c’è ed è molto coeso, le motivazioni sono altissime e gli obiettivi sono importanti. Poi chiaramente sarà il mare a dire l’ultima parola ma penso che ci siano tutte le premesse per far bene al prossimo Mondiale a Ischia.

Brochure Apnea Outdoor World Championships - Ischia 2015Brochure – Ischia 2015

Le SquadreLe Squadre

D. Mi dicevi dunque, che oltre le solite certezze, ci sono anche degli atleti come Mauro Generali in forte crescita. Ma da chi ancora ci si può aspettare un risultato valido?
R. C’è Luciano Morelli che ha fatto molto bene al Campionato Mondiale di Mulhouse Indoor in Dinamica e che quindi è sicuramente un papabile per il Jump Blue. Poi adesso non vorrei fare altri nomi ma comunque a breve verrà emesso un comunicato.
D. Sì anche perché è il Campionato Italiano nostro ha da sempre una valenza importante, vero?
R. Certo poi il Jump Blue è una disciplina che, pur essendo Outdoor, è molto legata da un punto di vista tecnico e prestativo a quello che è il mondo Indoor.
D. Stefano, una domanda da CT a CT. Ognuno ha i propri metodi, il proprio stile, le proprie caratteristiche. Se tu potessi in poche parole descrivere Stefano Tovaglieri CT della Nazionale di Apnea Outdoor come lo descriveresti con pregi e difetti?
R. Io spero, spero perché poi sarà la storia, che saranno i risultati, saranno gli atleti stessi a confermare o a smentire questa mia idea, che uno dei miei pregi è quello di aver selezionato delle persone, di averle motivate, di aver fatto gruppo. E questo credo sia l’aspetto più interessante, più importante per il lavoro che mi compete, per le competenze che ho.
Per quanto riguarda il mio difetto forse sono un po’ troppo idealista e a volte mi perdo su delle idee importanti che sicuramente aprono delle prospettive per il futuro ma questo spesso mi fa staccare i piedi da terra e mi fa perdere di vista magari nel concreto quello che è più importante nell’immediato.
D. Un’ultima domanda o meglio una tua considerazione su quanto accaduto a Natalia Molchanova, una delle più grandi apneiste di sempre.
R. Riguardo a quanto è accaduto nessuno può dire nulla perché purtroppo non c’era nessun testimone. Il fatto è che lei è rimasta in mare, e come ha detto Alexey suo figlio, che è un grande atleta primatista mondiale di profondità con 128 metri, probabilmente quello era il destino migliore per un apneista, per una persona che ha amato il mare fin da quando ha cominciato a fare apnea. Natalia ha cominciato alla veneranda età di 40 anni e proprio in questi giorni stavo guardando un’intervista che le ho fatto in Mar Rosso nel 2008 quando ero con 40 bambini a fare uno stage di apnea e c’era anche lei che si stava allenando per battere Sara Campbell che deteneva allora il record dei 90 metri e lei si preparava a batterlo con 94. Quel giorno ho proprio assistito all’allenamento dei 94 metri in Assetto Costante con la monopinna. Per come l’ho conosciuta era veramente un’atleta, una donna tutta d’un pezzo, molto affabile e disponibile con tutti e la riprova è in quella piccola intervista dove si è resa disponibilissima a incontrare questi giovanissimi. Parlo di bambini delle scuole elementari che erano lì per fare questo stage di apnea. Una grande atleta, un’apneista che ha lasciato un segno veramente profondo nella storia dell’apnea per tutti i record che ha fatto e, se non ricordo male, ha fatto ben 41 record del mondo indoor e outdoor. Si è sempre rifiutata di tentare il record No Limits perché probabilmente, questa è una mia opinione personale, riteneva questa disciplina veramente estrema mentre per lei l’apnea, come ha rilasciato in questa intervista che fra l’altro pubblicherò fra breve in un video sul mio canale youtube, era legata molto all’idea dell’integrarsi con l’ambiente liquido. Diceva che quando s’immergeva non era una donna, non era un pesce ma cercava di diventare acqua come l’acqua che le stava intorno, quindi di sciogliersi nell’elemento liquido, diventare un tutt’uno dal punto di vista dell’energia con l’oceano. Questo era il suo modo di vedere l’immersione in apnea. Quindi per me una grande donna, una grande atleta, sicuramente una fortissima apneista ma soprattutto una persona umile, disponibile con tutti.

About Mario Genovesi

Fotografo e giornalista, da sempre ama l’acqua, quella dolce, dove è nato, Mantova e quella salata dove si è immerso in giro per il mondo per lavoro e per passione. Investe tutto se stesso nel giornalismo legato a questo elemento con il risultato che dopo vent’anni di lavoro si ritrova punto a capo ma con una causa vinta, che soddisfazione...
Mario Genovesi

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