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Sidemounters for ever

Ebbene si, faccio il Sidemounter! E sapete perché? Semplicemente, per la mia schiena.
Che mi pare la ragione migliore del mondo.

di Giorgio Anzil

Sidemounters | LogoSpesso, quando il mercato offre dei prodotti innovativi, idee o corsi senza essere supportato nel modo corretto, si scontra con le varie difficoltà di un percorso irto di ostacoli. Ricordo gli albori dei gav, oppure il Nitrox: ancora oggi non utilizzato da tutti e poco presente nei diving; e, non per ultimo, appunto, il Sidemount. Si, il Sidemount, questo “essere” ai più sconosciuto che, diffuso in modo diverso e con il supporto giusto, poteva avviarsi verso una importante ascesa, portando una vera rivoluzione dell’andare in acqua. Invece, dopo un primo interesse, condito di curiosità, fascino e avventura, se ne sono quasi perse le tracce, e il suo utilizzo tende a rimanere limitato a pochi subacquei.

Bene, vediamo di cambiare questo trend. Come? Portando le nostre testimonianze, divulgando questo pensiero. Noi di SerialDiver ci impegneremo, attraverso questa rubrica, a raccogliere e divulgare i vostri progetti, i vostri eventi, ripromettendoci di instaurare collaborazioni di livello internazionale e perfino organizzando meeting specifici.
Cercherò di darvi un input raccontandovi brevemente perché faccio questo e perché ho scelto il Sidemount per le mie immersioni, e anche perché mi adopererò a favore di questa configurazione: semplicemente, per la mia schiena!

Senza entrare nei dettagli di cosa ci mettevo sopra prima, posso dirvi che andandola ad alleggerire, ne ho trovato giovamento. Certo, sono pesante di mio, non sono più giovane, e tanti altri motivi. Rimane il fatto che se faccio immersioni ricreative, posso scendere anche con i 7 litri, se faccio immersioni più impegnative posso portarmi quattro bombole senza sentirne il peso sulla schiena. Questo per dirvi che, se pensate di abbandonare la subacquea perché vecchietti o con problemi di schiena, provate prima il Sidemount, cercate un bravo istruttore che vi offra delle garanzie, che abbia avuto numerose esperienze in merito e prendetevi del tempo per capire se potrebbe sposare le vostre esigenze. Avrete la vostra rivincita!

E fregatevene se qualcuno vi sfotterà per il vostro modo di andare in acqua. Pensate che ultimamente mi sono ritrovato a fare dei tuffi con amici che mi sfottevano in tutti i modi, fino a dirmi testualmente: “io non scenderò mai con quella roba, troppo da fighetti e non adatta per fare…”.

Colgo l’occasione per presentarvi anche il mio compagno di viaggio Matteo Varenna, Master Instructor PADI che opera da anni nell’AMP di Portofino. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, di novità e accrescimento della propria professionalità. La sua scelta del sidemount passa attraverso l’approccio alla subacquea tecnica, 3 anni di esperienza GUE nel centro più importante d’Italia, un brevetto full-cave con Patrick Widmann (disegnatore del gav Stealth 2.0 xDeep) e 3 anni meravigliosi nelle grotte di Capo Caccia. Si è avvicinato al Sidemount per curiosità agli inizi del 2012: si è dedicato a provare e modificare attrezzature e soluzioni esistenti sul mercato e, dopo una stagione di sidemount “ricreativo” a Sharm, una volta formatosi una preparazione di base è partito per Malta, specializzandosi con Steve Martin, nome ormai accreditato nel mondo sidemount. Questo il suo pensiero: “Il sidemount si è finalmente rivelato nella sua essenza: una configurazione che garantisce elevatissimi standard di sicurezza, un confort subacqueo senza uguali e una soluzione adatta sia alla ricreativa che alla tecnica”.
Oggi Matteo insegna con passione come diventare un sidemounter, nella profonda convinzione che un corso serio non possa non coinvolgere e convincere a pieno qualsiasi tipo di subacqueo.

“Talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile piuttosto che non partire mai.”
Così, sposando una frase di Giorgio Faletti, con l’amico Matteo Varenna, e nel rispetto di tutti e nell’amore di questa configurazione, proveremo a dare voce a tutti coloro che ne sanno, rimanendo un contenitore dove trovare informazioni utili per ogni applicazione del Sidemount, tralasciando fuori ogni polemica o campanilismo per bieco interesse personale o economico.

Abbiamo una grande opportunità, proviamo a non sprecarla.

About Giorgio Anzil

Nel ‘64 tiravo il primo strillo perché tolto dal liquido materno. Nel ‘76 il primo approccio con gli autorespiratori, per poi farne una ragione e uno stile di vita. Affascinato dalla fotografia e dalle riprese subacquee, lascio il tutto perché ispirato di più dal trasmettere le nozioni e le esperienze acquisite in decenni di tuffi, confrontandomi con l’insegnamento...
Giorgio Anzil

Comments (6)

  1. Angelo ha detto:

    Era più o meno la metà del 2012.
    Sono entrato al club con l’intenzione di smettere con la subacquea proprio per il mal di schiena e con l’idea di vendere tutta l’attrezzatura.
    Mi è stato proposto il sidemount.
    Ero scettico, ma mi sono ricreduto. E’ tornata la voglia di andare in acqua, mi ha dato nuovi stimoli, ho conseguito anche il brevetto Tec50 di cui avevo perso ogni speranza solamente vedendo quanti kg pesasse un bibo.
    Non posso che quotare il pensiero che “Il sidemount è una configurazione che garantisce elevatissimi standard di sicurezza, un confort subacqueo senza uguali e una soluzione adatta sia alla ricreativa che alla tecnica”.

  2. Claudio ha detto:

    Proprio un bell’articolo complimenti. Comunque io rimango dell’idea che è meglio essere fighetti e andare in acqua.

  3. Giorgio ha detto:

    Claudio, non so perché, ma, concordo 🙂

  4. Marco Molinari ha detto:

    Condivido in toto le tue riflessioni, anch’io mi sono avvicinato al SM per problemi fisici, prima il crociato anteriore del gionocchio sx e due anni dopo anche il dx mi hanno abbandonato. La schiena era già andata di suo per cui ogni immersione era una tortura, o meglio, lo era l’entrata ma sopratutto l’uscita! Poi mi hanno proposto il SM come a te, e mi si è aperto un mondo nuovo. Grazie alla configurazione ho potuto continuare la mia formazione ed il mio divertimento ed ho potuto anche iniziare un percorso tecnico (TEC 40 per adesso) che altrimenti mi sarebbe stato precluso.
    Ho avuto la fortuna di avere sempre ottimi istruttori, sin dagli inizi nel 2011 quando le didattiche erano molto artigianali e si sognava guardando i video di Steve Bogaerts ed il suo Razor, mi sono immerso con Steve Martin (purtroppo solo per un giorno) e mi sto attualmente formando con Andrea Bertozzi sul lago di Garda. Ho trovato una persona stupenda in Riccardo Tognini, con il quale spero di potermi immergere ancora.
    Vorrei far notare una cosa: la grande collaborazione che ho trovato tra i sidemounters, nessuna critica fine a se stessa ma improntata a correggere eventuali errori condividendo le esperienze.
    Un saluto a tutti.

    • Gio ha detto:

      Grazie per la tua testimonianza, tienici informato sulle tue evoluzioni. Non esitare a dare consigli o idee

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