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Scrittocronaca (di parte) dei Campionati Italiani Fotosub – III puntata

Ieri primo giorno di gara categoria reflex. Gara bagnata, gara fortunata! Non si capisce per chi però!

Di Jenny Gioffré. Foto di Elisa Isotta

Partenza prevista ore 7:30… e giù acqua dal cielo. Ci ritroviamo al piccolo bar sul molo, vestiti di tutto punto, con muta e cappuccio a fare i balordi in attesa di poter completare le operazioni di rito. Coppiette si fanno ritrarre in foto romantiche sui gradini, qualcuno simula scenette di vita da bar e qualcuno dentro di sé pensa “ma chi me lo fa fare?”.
Finalmente vento e pioggia diminuiscono e si parte. Ormai i tempi sono dilatati, la frenesia del subito in acqua al fischio non c’è, probabilmente anche perché i fondali del campo gara non presentano punti di particolare interesse estetico. Oggi faccio da “cercatrice”, ci dedichiamo alla foto macro e pesce.
Appuntamento con il “mio” fotografo, Elio Nicosia, è all’ombra del gommone, altro riferimento non ho trovato. Inizia la caccia al tesoro, ma con magro bottino: il paesaggio è monotono, le specie sempre uguali e ciò che trovo di stuzzicante – tipo granseola e polpo – s’intanano velocemente e spariscono dalla mia vista. Starò invecchiando, o oggi sarò particolarmente sbadata, ma non vedo più nulla: nessun nudibranco, nessuna murena, neanche le pacifiche e diffuse bavose. Forse sbaglio ricerca e dovrei studiare un po’ più di biologia marina del territorio. La mattina è andata. Pomeriggio ci dedichiamo alla foto a tema: unico scoglio vicino al gommone viene subito colonizzato da ben tre fotografi. Dopo una convivenza troppo angusta decidiamo di mirare a uno scoglio affiorante più in là, troppo più in là, tanto che la fatica si vedrà nel mio sguardo fotografico.

Oggi è stato il secondo e ultimo giorno d’immersioni, la giornata decisiva per completare il proprio portfolio di foto da presentare e finalmente rilassarsi e tornare tutti amici come prima. Girano sempre voci e polemiche per i corridoi… stamattina mentre ancora ero in dormiveglia, sentivo: “Si cambiano i campi di gara? Boh?”, “per me è meglio”, “così non è corretto”.
Le cose dette tanto per dire non hanno valore nel modificare le regole né nel farle rispettare, ma probabilmente assumono un potere catalizzatore di tante altre emozioni.
Ho un’unica speranza: che vinca il migliore e non solo il più furbo. In questo momento la parola è alla giuria. A più tardi.

About Jenny Gioffré

Ho aperto i miei occhi al mondo nel lontano 1975, e da allora il mio sguardo è rimasto affascinato dalla ricchezza del mondo. Divido la mia vita quotidiana tra due regioni separate dal mare; se mi chiedi di dove sono ti diro “dello Stretto (di Messina)” e sarà per questo che sento che il mare sta sempre al centro della mia vita...
Jenny Gioffré

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