L'unico portale giornalistico dedicato a tutte le forme d'immersione subacquea | The only journalistic web portal dedicated to all forms of underwater diving
Home » ARCHIVIO » Relittologo si nasce o si diventa?

Relittologo si nasce o si diventa?

Rivolgo stavolta qualche domanda a un altro personaggio del nostro ambiente, Paolo Palladino, per farvelo conoscere meglio. Infatti mi piace il suo essere riservato, però vorrei che ne uscissero i veri valori e meriti che gli sono attribuibili. Lo facciamo sulle immagini del “Cosala” e apprendendo subito che il nostro “relittologo” è un romano d’origine, classe 1960 (del 24 di maggio, per l’esattezza).

di Giorgio Anzil

Paolo ci hai detto dove e quando sei venuto al mondo, ma quando e come è nato il Paolo Palladino subacqueo?
«Vuoi dire la mia prima boccata d’aria compressa in immersione? Era il mese di giugno del 1976, avevo appunto sedici anni e, animato dalla grande passione per il mare con le sue meraviglie sommerse e i misteri infiniti, stavo facendo apnea, un’attività che mi appassionava da sempre, da quando ero poco più che un bambino che si avvicinava alla turbolenta età adolescenziale. Una mattina di quei primi di giugno, con un mare calmissimo, mentre mi spostavo pinneggiando da uno scoglio all’altro su un fondale di 9 metri, chiesi al mio amico che si era immerso con il suo bibombola di passarmi un erogatore per respirare e poter così prolungare la permanenza sul fondo. Da subito mi sembrò naturale e divertente, con immensa gioia continuai a esplorare il fondo a braccetto del mio amico sub. Dopo svariati minuti di permanenza e di immensa libidine il mio amico mi fa cenno di risalire, io rispondo con un energico “Ok” e comincio a pinneggiare verso la superficie. Però man mano che mi avvicinavo alla superficie sentivo i polmoni dilatarsi sempre più: mi venne istintivo negli ultimi metri che mi separavano da essa di espirare l’aria in eccesso ma ebbi una strana sensazione che qualcosa fosse andata male … Ebbene avevo semplicemente rischiato un “EGA” (Embolia Gassosa Arteriosa), un gravissimo incidente iperbarico che avrebbe potuto uccidermi. E pensare che per evitarlo (come oggi tutti sanno, o dovrebbero sapere…) sarebbe bastato liberarmi più anticipatamente del volume d’aria in più formatosi in risalita, lasciandola fuoriuscire prima di quanto avessi fatto… Quando raccontai al mio amico sub l’accaduto, impallidì e balbettò qualcosa che non mi fu subito chiaro ma capii che avevo rischiato davvero brutte conseguenze. Quell’amicizia occasionale con quel sub veneto e quell’esperienza fu l’innesco per una sana e consapevole passione che mi portò a leggere avidamente un manuale subacqueo e – dopo alcuni anni di attività subacquea come autodidatta – alla prima occasione mi iscrissi a un corso sub perché volevo crescere come sub a avvicinarmi al mondo sommerso con più consapevolezza e sicurezza. Da allora, mi immergo costantemente ovunque con una passione intramontabile …posso davvero dire di aver vissuto una vita in mare e per il mare.»

E ora dovresti illuminarci su quando e come nasce la tua passione per il ferro…
«Come per molti appassionati d’immersione sui relitti è il relitto vicino a casa (Catanzaro, costa ionica della Calabria) che ispira maggiormente la fantasia, la curiosità, la voglia di saperne di più e quindi di fare ricerca storica oltre all’esplorazione subacquea. In pratica sto parlando del relitto del Piroscafo Cosala di ben 4.256 tonnellate di stazza, si trova sul fondo detritico in assetto di navigazione spezzato in due tronconi alla profondità massima di 44 metri e alla profondità minima di 34 m delle sovrastrutture e castello di poppa e di prua. Questo grande piroscafo lungo ben 122 m fu affondato e silurato da un sommergibile britannico nel 1943 quasi di fronte al centro abitato di Badolato Marina Cz (Mar Jonio) anche se non era iscritto al registro del naviglio ausiliario dello Stato, ma era in servizio come nave rifornitrice per la Regia Marina Italiana con il nome Cosala e armato a poppa con un grande cannone OTO 100/47, ancora oggi ben conservato. La grande nave fu varata nel 1913 a S. Ives (Inghilterra), con il nome di Trevilley. Questo fantastico relitto è ancora oggi ben conservato e, sebbene mi ci sia immerso innumerevoli volte dai primi anni 70, rimane per me un relitto molto affascinante e misterioso, nonostante – almeno così credo – celi pochi misteri per me. Fin dalle prime immersioni questo relitto ha suscitato sempre una grande voglia di esplorazione e ricerca, i pescatori locali da sempre la indicavano come …a Navi, ù Piroscafu, ù Bastimentu ecc… Ma – mi dissi – questa nave avrà pur un nome, una storia, una storia di varo, di affondamento. Quindi fu il relitto che scatenò in me quella voglia di avventura ed esplorazione, finalizzata alla ricerca subacquea. Ancora oggi, la passione dei relitti sommersi è fortissima, nonostante abbia trovato diversi relitti e trovato e scritto la storia di molti senza nome, ancora oggi sono alla ricerca di qualche relitto perso negli abissi, una storia perduta in fondo al mare che aspetta di essere raccontata e documentata.»

Il tuo ritrovamento più importante?
«Difficile dirlo, ogni relitto ha la sua importanza storica, forse potremmo dire meglio quale sia stato il più emozionante. Sicuramente tra i relitti che ho esplorato qua e là per i mari, che più mi ha affascinato ed emozionato, è il relitto del Regio Sommergibile Ammiraglio Millo, silurato e affondato dal sommergibile britannico Ultimatum nel 1942. Un relitto del quale sapevo molto e del quale avevo le foto storiche e planimetrie, disegni e caratteristiche tecniche, ma, che trovai solo nel 2005. Ma hanno suscitato in me forti emozioni anche antichi relitti che ho ritrovato con i giacimenti di anfore, datati sia del V-VII sec a.C., sia del II sec a.C. e regolarmente denunciati alla Soprintendenza dei Beni Culturali con ampia documentazione fotografica. Relitti… quei pochi resti costituiti per lo più dal carico affiorante dal sedimento. Ma emozioni sicuramente uniche!»

Paolo ora andiamo a un finale in bellezza con un po’ di domande personali secche
«Bene! A domande secche, risposte secche. Vai!»
Quale genere di libri e film ti piacciono?
«In genere entrambe di Fantascienza e comunque che riguardino ambiti scientifici e ambienti naturali.»
Ultimo libro letto?
«L’Armata Nel Deserto di Arrigo Petacco (Mondatori).»
Ultimo film visto?
«007 Il Mondo non Basta.»
Ti piace cucinare?
«Non cucino quasi mai ma all’occorrenza il pesce so cucinarlo discretamente.»
Piatto preferito?
«Linguine all’astice.»
Puoi portare con te un solo dolce, quale ti porti?
«La buonissima Pastiera che fa mia moglie.»
Della subacquea in generale cosa butteresti dalla torre?
«Alcune didattiche che forzano e incentivano verso la subacquea tecnica subacquei che a stento sono discreti sub ricreativi.»

About Giorgio Anzil

Nel ‘64 tiravo il primo strillo perché tolto dal liquido materno. Nel ‘76 il primo approccio con gli autorespiratori, per poi farne una ragione e uno stile di vita. Affascinato dalla fotografia e dalle riprese subacquee, lascio il tutto perché ispirato di più dal trasmettere le nozioni e le esperienze acquisite in decenni di tuffi, confrontandomi con l’insegnamento...
Author: Giorgio Anzil

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.



Login