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Quel colore emerso dal mare

Il “Living Coral” sarà il colore dell’anno 2019. Molteplici significati si celano dietro la scelta annunciata pochi giorni fa dall’americana Pantone. In primis, proprio quella linea ideale di valori che fa da ponte con il mondo sottomarino. Per tutelarlo e preservarlo.

Di Chiara Scrigner.

Si sente sempre più spesso sottolineare come il mare – l’oceano – costituisca il 70% della superficie del nostro pianeta. Ma ancora poco ci si rende conto di quanto sia profondo il rapporto tra il mare e la specie umana. E non solo perché la maggior parte dell’ossigeno che ci fa respirare proviene da quel mare: perfino nelle nostre scelte più immateriali c’è – e per fortuna sempre più – qualcosa del mondo marino.

E così, dopo l’Ultra Violet dello scorso anno, intenso e provocante, veniamo catapultati nel luminoso e coinvolgente Living Coral, a cura dell’azienda Pantone, che potremmo ridefinire idealmente come “la fonte dei colori”. O perlomeno la matrice delle definizioni delle loro tonalità più adatte alla contemporaneità.

Ma come e perché viene scelto il colore dell’anno?

La ricerca che poi porterà alla scelta del colore dell’anno dura circa 9 mesi e coinvolge 20 persone specializzate. Guardano modelli e colori ricorrenti in diversi campi, si spazia dal design, alla moda, alla sociologia ecc.; in seguito poi il team sceglie facendo riferimento allo scenario attuale della situazione mondiale e cerca di dare al mondo quello di cui ha bisogno tramite il linguaggio dei colori.

Il Living Coral, una tonalità di colore tra il rosso e il rosa, comunica umanità, autenticità e familiarità, che, secondo Pantone, sono tutte caratteristiche necessarie in «un’epoca dove la tecnologia digitale e i social media si integrano sempre più nella vita quotidiana, disumanizzandola».

Leatrice Eiseman, direttrice del Pantone Color Institute, spiega che non è casuale il riferimento al tema “Corallo” (come si deduce anche dai mini video pubblicati sui vari account social dell’azienda leader nella catalogazione delle tonalità cromatiche): «Ogni volta che il corallo vive nel mare, i pesci si nutrono. È imperativo conservare le nostre barriere coralline come parte dell’ecosistema. Ciò ha sicuramente influenzato la nostra scelta».

L’attenzione globale va indirizzata verso le risorse dell’ecosistema; e quale modo migliore se non usare il prezioso corallo come simbolo? Il mare, e tutto ciò che lo compone, va tutelato e preservato per poter apprezzare tutte le meraviglie che offre.

Chiara Scrigner

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