Home » ARCHIVIO » Provaci ancora Danilo

Provaci ancora Danilo

Nuovo tentativo di record di Danilo Bernasconi per battere il primato di profondità in acqua dolce. Andrà a – 220 metri nel lago di Como in “assetto contenuto”. Vediamo come farà.

Di Luca Sterza. Foto dell’autore, di Giuseppe D’Urso e Francesca Moretti

Girando e curiosando ho conosciuto Danilo Bernasconi e ho scoperto un grande subacqueo, un grande sportivo, un personaggio che sicuramente ha fatto della subacquea una passione che aiuta a dare gusto e senso alla vita, in pratica uno di quei “matti sani” che mi fa sempre piacere conoscere. Ma chi è Danilo Bernasconi?
Danilo nasce a Varese il 10 luglio 1980 e cresce in un paesino in provincia di Como, ad Albiolo. La sua attività subacquea nasce dopo un viaggio con amici in Thailandia dove, per la prima volta, mette la testa sott’acqua e da allora, tredici anni fa, è la sua prima e grande passione. Nel 2007 diventa istruttore e nello stesso anno apre anche una scuola subacquea, la Doctor Diving Academy, tuttora attiva. Dal 2010 Danilo trasforma la sua passione in un vero lavoro con l’apertura del negozio Deep Stop a Bizzarone (CO), specializzato nella vendita di attrezzature subacquee.
Danilo nel 2013, dal 6 all’8 settembre, ha battuto il record mondiale di immersione continua passando in acqua 50 ore e 6 minuti a – 10 m di profondità nel lago di Como. Questo record ha richiesto 8 mesi di preparazione psicologica, fisica e alimentare.
Ora, non contento, si sta preparando a battere il record di profondità in acqua dolce in assetto contenuto. In pratica il 30 luglio si immergerà a Brienno (CO), portando con sé e senza farsi aiutare, tutto il gas necessario per la discesa, la permanenza, la risalita e la decompressione.
L’abbiamo raggiunto per fargli qualche domanda di persona e saperne di più.
Danilo, quali miscele userai, quante bombole, con che tempi e com’è calcolato il piano deco?
«L’immersione del tentativo di record del 30 luglio si svolgerà in circuito aperto con un bibombola da 20+20 litri + 6 bombole per la decompressione. Si calcolano circa 10 minuti per raggiungere il fondo a – 220 m e circa 5/6 ore di risalita. Il piano decompressivo nello specifico (compreso la precisa definizione delle miscele da utilizzare) e i dettagli sono in fase di definizione con lo staff medico.
Tempi per ora previsti: 6 ore, di cui 5 e mezzo per tornare in superficie. L’ipotesi attuale è di impiegare due ore per gli ultimi 15 metri, i più difficili.»
Ci sarà una cima di riferimento? Dovrai staccare un cartellino o farà fede il computer?
«Seguirò una cima che sarà ancorata sul fondo da un corpo morto fino ad arrrivare a una chiatta posta in superficie che terrà la cima più o meno in tensione permettendole solo piccole oscillazioni. Staccherò un cartellino e, ovviamente, avrò anche dei computer.»

Chi certificherà il record?
«Sarà presente un notaio.»
Chi sarà con te in acqua e chi fuori?
«In loco sarà presente lo staff medico che sorveglierà lo svolgimento di tutto l’evento e lo SME locale è allertato. Ci sarà poi uno staff logistico per far fronte ai diversi aspetti organizzativi dell’evento.»
Scusa questa domanda che sembra scontata ma che può avere risposte molto differenti: perchè? cosa ti stimola a compiere queste prove?
«Perché ce l’ho scritto nel mio DNA, come la vocazione per un prete e perché mi affascina il continuo mettermi in gioco, al di fuori degli standard.»
Quale è stata la maggiore difficoltà incontrata nel percorso e/o nello svolgimento del precedente record?
«Le principali difficoltà riscontrate sono state nell’organizzazione logistica dell’evento ma, ovviamente, anche durante il tentativo del record quando ho avuto dei momenti difficili e quando ho pensato di non farcela ma poi ho sempre ritrovato la forza di andare avanti per raggiungere il mio obiettivo.»
Ci sono aneddoti divertenti o suggestivi da raccontare o fatti particolari successi durante il precedente record?
«Durante lo scorso record, in uno dei momenti di sconforto, un gruppo di amici subacquei è sceso in acqua a trovarmi e si è presentato con un water e simulava momenti intimi da toilette…Mi ha fatto molto ridere come altri amici che mi hanno fatto compagnia in acqua fingendo di suonare la batteria. Piccoli gesti che mi hanno aiutato a trascorrere il tempo e che mi hanno incoraggiato. In fondo io sono uno molto incline allo scherzo e al gioco.»
Hai una moglie/fidanzata? E cosa pensa delle tue attività subacquee?
«Si, convivo con la mia dolce metà Ilenia che mi sopporta (ma soprattutto supporta) nelle mie imprese. Anche lei è subacquea, conosce bene la materia e mi incita sempre. Come in questo nuovo tentativo anche se è piuttosto contrariata vista la tipologia di record.»
Direi che siete molto bravi a riuscire a gestire insieme questa passione. Avrei una idea: quando avrete finito questi impegni organizziamo dei seminari sulle difficoltà di gestione del rapporto con il partner per i malati di subacquea e facciamo tenere a Ilenia altri seminari dedicati alle fidanzate/fidanzati …secondo me potranno avere un gran successo.

Luca Sterza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Login

Lost your password?