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Paludi e squame

Rospi, tritoni, serpenti, un mondo nuovo da scoprire! Le incredibili esplorazioni
di un giovane, ma già molto esperto, fotografo naturalista e le tecniche di ripresa.

Testo e foto di Marco Colombo – www.calosoma.it

La fotografia subacquea spesso viene coltivata in ambiti marini, nel mondo del blu e del (più o meno) limpido; nella fattispecie, anche gli ambienti d’acqua dolce, spesso verdi e torbidi, offrono spunti veramente interessanti e specie fotogeniche.
Molti rettili e anfibi italiani sono legati in qualche modo all’acqua: alcune specie vi depongono le uova e passano gli stadi larvali, altre vivono nell’elemento liquido per la maggior parte dell’anno, altre ancora lo sfruttano come territorio di caccia.
Insomma, durante la bella stagione fare un giretto con maschera e pinne in una pozza, in una palude o in un fiumiciattolo può riservare gradite sorprese.
I rettili e gli anfibi sono animali che spesso vengono odiati, temuti o al più ignorati, nella realtà sono spesso vittime di soli pregiudizi: il loro ruolo è utile per l’ecosistema, sia come prede che predatori.
Durante le nostre esplorazioni, però, dobbiamo fare molta attenzione: il delicato equilibrio di una pozza potrebbe spezzarsi al nostro goffo passaggio.
Ricordate sempre di fare attenzione se camminate nell’acqua, e con le pinne se nuotate, a non danneggiare in alcun modo le ovature di rane, rospi e tritoni: un semplice movimento sbagliato potrebbe uccidere centinaia di individui.
Inoltre, è ormai noto che gli anfibi nel mondo sono in notevole calo, a causa della diffusione di un microscopico fungo (chiamato chitridio) che ne infetta irrimediabilmente la pelle, compromettendo le funzioni vitali degli animali.
In Italia questo fungo, innocuo per l’uomo, è arrivato probabilmente tramite le rane allevate per l’alimentazione umana, ed ha colpito alcune popolazioni di anfibi già di per sé rari e localizzati, in particolare l’ululone appenninico (Bombina pachypus) e il tritone sardo (Euproctus platycephalus).
Il fungo si diffonde semplicemente col contatto e può resistere per parecchio tempo attaccato alla muta o all’attrezzatura: è perciò di fondamentale importanza disinfettare tutto con amuchina (anche la muta!) dopo ogni sessione fotografica, per evitare che i fotografi diventino il veicolo inconsapevole di tale malattia da una pozza all’altra, propagando un’epidemia già di per sé grave.
Fotografare questi animali risulta complicato per vari motivi: solitamente non vivono in ambienti di corrente, ma proprio per questo il tasso di sedimentazione e lo scarso ricambio d’acqua portano ad una sospensione non indifferente.
Esistono varie tipologie di sospensione: quella da particelle inorganiche, spesso lattiginosa omogenea e legata alla presenza di argilla, quella da particelle organiche di dimensioni varie (frammenti di foglie morte, rametti, fibre) e quella da organismi (zooplancton). Nonostante in fotografia subacquea si assista alla corsa per la limpidezza, ritengo che se ben gestita una bella sospensione possa creare un’atmosfera giusta e soprattutto rispecchi fedelmente i luoghi in cui si trovano questi animali.
La più “fastidiosa”, diciamo, è quella da frammenti di foglie e rametti, poiché nell’inquadratura si vedranno degli elementi diversi tra loro per taglia e forma, e che possono disturbare l’occhio; per quanto riguarda invece la torbidità omogenea, può essere veramente d’impatto se localizzata (in ambito di luci radenti) o diffusa su tutta l’inquadratura (nei controluce). Infine, la sospensione “viva”, data da piccoli organismi che nuotano negli stagni, è di profondo interesse biologico e può costituire un contesto interessante se nel ritratto macro di un tritone includiamo una nuvola di piccoli crostacei. Ovviamente una corretta angolazione dei flash potrà permettere di mostrare più o meno sospensione nelle nostre foto.
Spesso i luoghi in cui si fotografano questi animali possono essere raggiunti tramite sentieri, per cui bisogna ridurre al minimo l’attrezzatura da portare, onde evitare di fare estrema fatica scarpinando su una mulattiera come capre con chilogrammi di roba addosso.
Nonostante gli animali in questione non siano normalmente molto colorati o con forme molto particolari (se confrontati a quelli marini come certi nudibranchi o crostacei ad esempio), le fotografie macro sono sicuramente le più facili da realizzare e quelle da cui cominciare. Il mio consiglio, vista la suddetta frequente torbidità, è di utilizzare un obiettivo macro che raggiunga un rapporto di ingrandimento adeguato ad una distanza ridotta, per frapporre meno acqua possibile tra oblò e soggetto.
Per quanto riguarda le foto ambientate, sono quelle che certamente rendono di più il senso del luogo e la bellezza di piccoli angoli sommersi e spesso dimenticati dai fotosub: una buona ottica grandangolare e un dome di piccole dimensioni (più grande per eventuali split-levels) aiuteranno nello scopo.
Da ultimo, una raccomandazione: anfibi e rettili sono spesso oggetto di uccisioni ingiustificate (nonostante siano protetti a livello locale, regionale, nazionale ed europeo da diverse leggi), vengono raccolti per la vendita sul mercato della terraristica (ciò non significa che tutti i terraristi lo facciano, ma di fatto ne basterebbe uno determinato per rovinare una popolazione), non hanno distribuzione omogenea e anzi normalmente sono localizzati in certi luoghi, per cui è assolutamente necessario prestare attenzione a non alterare gli equilibri degli ambienti in cui ci muoviamo, e non rivelare siti di specie rare o di riproduzione, per evitare l’afflusso di gente (con buone e cattive intenzioni) ed il disturbo.
Lo scopo della fotografia di natura dovrebbe essere far conoscere i soggetti che si ritraggono per mostrarne la bellezza e importanza, al fine di proteggerli, non una gara nella collezione di figurine, e scrivere su un social network il luogo delle nostre foto avrebbe esattamente l’effetto opposto.

1. Verso l’oscurità – Rospo comune (Bufo bufo) – Lombardia, Italia
Nelle acque scure e fangose di una palude, un maschio di rospo comune nuota dalla superficie verso il fondo dopo aver respirato. Gli antichi cespugli, ora sommersi dall’acqua, mi hanno attirato come possibile scenario interessante in cui cercare questi anfibi minacciati dalle auto durante le migrazioni riproduttive primaverili.
2. Drago in volo – Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) – Lombardia, Italia
I tritoni crestati sono spettacolari anfibi che vivono in paludi, stagni e laghetti, dove arrivano in primavera dopo l’ibernazione nei boschi. I loro ventri colore di fuoco, tipici di entrambi i sessi, mi hanno attirato fin da quando ero piccolo! In questo scatto ho provato a mostrare una femmina nel suo ambiente subacqueo, anche se non è stato semplice… l’effetto del fisheye fa sì che sembri trattarsi di un drago volante.
3. Verde liquido – Natrice tassellata (Natrix tessellata) – Piemonte, Italia
I serpenti sono rettili affascinanti e alcune specie vivono nei pressi dell’acqua dolce; tra di essi, la natrice tassellata è un predatore di pesci, che si muove in fiumi e torrenti durante le ore calde del giorno, ma a volte anche di notte. In alcune occasioni è possibile incontrare esemplari bellissimi e di grandi dimensioni, come questo, in piccole pozze dove a volte fanno guizzare la lingua per percepire la presenza umana.

4. Il respiro – Testuggine palustre europea (Emys orbicularis) – Sardegna, Italia
La testuggine palustre europea è una specie minacciata da vari fattori: perdita d’habitat, raccolta a scopo collezionistico e, ultimo ma non meno importante, introduzione di specie alloctone come le testuggini americane (Trachemys sp.). In questo caso stavo esplorando una palude mediterranea quando ho incontrato questa testuggine, qui nell’atto di salire in superficie a respirare; anche se l’acqua era molto torbida (visibilità meno di 1 metro) sono per fortuna riuscito ad ottenere uno scatto limpido.
5. La rete – Rospo comune (Bufo bufo) – Lombardia, Italia
Nuotare negli stagni dà grandi emozioni ed è rilassante, in alcuni casi però è strano! Mentre stavo scattando delle foto questo maschio di rospo si è avvicinato nuotando ed ha provato ad accoppiarsi con il mio scafandro. La riproduzione dei rospi è esplosiva e una sola volta l’anno, con un rapporto sessi sbilanciato verso i maschi, per cui questi ultimi sono attratti da qualunque cosa si muova in questa sorta di festino amoroso.
6. Al confine dei mondi – Raganella italiana (Hyla intermedia) – Lombardia, Italia
Le raganelle sono anfibi simpatici e noti al grande pubblico; in primavera abbandonano le cime di alberi e cespugli e migrano verso stagni e laghi, dove i maschi cantano per attirare le compagne. In questo caso ho fotografato un individuo al confine tra due mondi, l’acqua e l’aria, su dei tronchi morti semisommersi.

7. Inferno subacqueo – Tritone punteggiato (Lissotriton vulgaris) – Lombardia, Italia
I tritoni punteggiati sono piccoli anfibi difficili da ritrarre con il grandangolo, ecco perché in questa situazione ho deciso di stare più lontano e utilizzare un tipo di illuminazione creativa, aiutato anche dalla presenza di uova di rana sullo sfondo.
8. Silenzio subacqueo – Rana temporaria (Rana temporaria) – Piemonte, Italia
Il mare ha le onde, il fiume le cascate. Ma quando nuoti in una pozza, sei solo circondato da un grande silenzio… in questo caso stavo ritraendo alcune rane quando ho deciso di realizzare uno scatto a questo individuo fermo su una roccia ricoperta da filamenti vegetali verdi.
9. La cresta – Tritone crestato italiano (Triturus carnifex) – Lombardia, Italia
I maschi di tritone crestato sfoggiano in periodo riproduttivo, come il nome suggerisce, una cresta dorsale. Fotografarli di lato permette di mostrare sia questa caratteristica sia il ventre colorato, tipico invece anche delle femmine.
10. Testuggine split – Testuggine palustre europea (Emys orbicularis) – Sardegna, Italia
Le testuggini palustri termoregolano sulle rocce e i tronchi della riva, per cui nuotando è possibile incontrarle nell’acqua bassa, condizione utile a scattare fotografie come questa metà dentro e metà fuori dall’acqua.

Molte delle foto di questo portfolio sono presenti nel libro “Paludi e squame: rettili e anfibi d’Italia” acquistabile al sito omonimo: http://paludiesquame.wix.com/paludiesquame

Marco Colombo

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