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Lo straordinario caso del 1° corso per Safety

La prima esperienza didatticamente strutturata per formare Safety di apnea di elevata professionalità s’è conclusa con un successo “di pubblico e di critica” al di là di ogni più rosea aspettativa. Sentiamo perché dalla testimonianza diretta di alcuni tra i maggiori protagonisti. Tra cui gli “allievi” stessi

A cura di Romano Barluzzi. Immagini di Marco Cosentino, Antonio Mogavero, Marco Mardollo

Quanto avevamo preannunciato circa la prima edizione del corso per diventare Safety di Apnea professionista s’è puntualmente verificato. Anzi, si è andati oltre, e in meglio! Il primo Safety Freediver Pro– percorso formativo innovativo per la qualificazione di professionisti nella gestione della sicurezza in apnea”, in inglese Safety Freediver Pro– a holistic approach for the qualification of professionals in the freediving safety domain”, ha cioè mantenuto molto più di quanto avesse promesso!

 

Ed è Marco Cosentino, direttore dell’iniziativa– Safety di caratura internazionale, già capo del Safety Team del Vertical Blue – ad aprire la danza degli entusiasmi sugli esiti del singolare seminario con queste parole:

«Il primo Professional Safety Freediver Workshop s’è appena concluso: avrò bisogno di qualche giorno per metabolizzare le emozioni e i tanti feedbacks che abbiamo ricevuto da questo sorprendente gruppo composto da Istruttori di apnea di diverse didattiche, da professionisti del settore apnea e da Atleti di alto livello, tutti uniti dalla voglia di approfondire gli aspetti legati alla gestione della sicurezza in apnea che troppo spesso vengono trascurati o trattati in modo approssimativo e superficiale.

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito, anche grazie alle nuove possibilità di allenamento offerte da Y-40, a un aumento incredibile delle quote operative di allievi e/o apneisti professionisti. Purtroppo però questo aumento di prestazioni, che ci espone a rischi ovviamente maggiori, non è stato seguito da una eguale crescita e sensibilizzazione nella gestione strutturata di eventuali incidenti che sempre più spesso si verificano.

Nei 3 giorni di workshop abbiamo lavorato su tutti gli aspetti della gestione della sicurezza che secondo me sono fondamentali e soprattutto trasversali rispetto ai diversi contesti in cui poi ci si può trovare a operare: sia che ci si trovi in competizioni di apnea profonda che in attività più “normali” che magari ciascun istruttore svolge con i propri allievi e con i propri compagni di allenamento.

Il programma di questo “corso pilota” era abbastanza vasto e ha coperto molti temi che sono stati sicuramente apprezzati dai partecipanti perché per loro nuovi e decisamente stimolanti. Tra questi temi ecco le maggiori focalizzazioni svolte:

-analisi approfondita di tutti gli aspetti legati alla logistica e all’organizzazione di piani di sicurezza applicabili sia a contesti agonistici che ricreativi;

-concetti di fisiopatologia respiratoria applicati alla definizione e al riconoscimento immediato di patologie e incidenti in apnea che, grazie alla Dott.ssa Barbara Volpe (Responsabile dell’unità di Anestesia e Terapia Intensiva della rinomata clinica Villa Stuart di Roma ed essa stessa istruttrice subacquea di apnea), hanno stimolato la curiosità e hanno evidenziato aspetti critici fino a ora sconosciuti a molti;

-metodologia di analisi e gestione dei rischi connessi alla nostra disciplina;

-attraverso la visualizzazione di video di incidenti reali ai quali ho assistito negli ultimi dieci anni di lavoro come Safety, abbiamo evidenziato tutti gli aspetti teorici e pratici per apprendere la corretta gestione degli incidenti in profondità operando sia da soli che in team;

gestione operativa dell’emergenza sia in acqua che fuori, con esercitazioni pratiche in cui tutti gli allievi hanno sperimentato il rescue e il trasporto di una vittima da – 30/ – 35 m di profondità fino in superficie, la gestione dei primi secondi dalla riemersione, che sono critici per capire la severità del black-out e quindi fornire gli opportuni supporti alla gestione delle vie aeree; la gestione avanzata delle vie aeree con i supporti medici che solitamente sono in uso sulle piattaforme in cui si svolgono competizioni di apnea; fino ad arrivare all’evacuazione e al trasporto della vittima verso il SME.

Abbiamo svolto un lavoro davvero intenso e faticoso ma con dei risultati e un livello di preparazione finale davvero eccellenti in tutti gli aspetti della gestione della sicurezza in apnea: sono certo che tutti i partecipanti a questo primo corso da oggi saranno in grado di gestire situazioni di emergenze in apnea con una nuova consapevolezza e con nuovi strumenti operativi semplici ed efficaci.

 

Speriamo di avere iniziato un percorso di educazione e sensibilizzazione su un aspetto estremamente critico del nostro sport e che molto spesso è stato (e viene purtroppo ancora) sottovalutato.»

 

Le impressioni più ricorrenti tra i partecipanti:

Work Shop assolutamente prezioso che ha soddisfatto pienamente le mie aspettative, forse andando anche oltre. Le mie aspettative/obbiettivo era venire a conoscenza per poi essere in grado di applicare un corretto protocollo di intervento in caso di incidente durante una sessione di apnea profonda (allenamento, istruzione, ricreativa, gara ) cosa che il corso ha pienamente soddisfatto.»

 

Senz’altro gli obiettivi del corso sono stati centrati, il livello del gruppo era ben calibrato e le mie aspettative soddisfatte ampiamente.»

 

Le mie aspettative prima di questo corso erano rivolte alla conoscenza delle tecniche di primo intervento e di organizzazione del piano di sicurezza e prevenzione dei possibili incidenti nell’utilizzo dei cavi di allenamento con amici o allievi. l’obiettivo è sicuramente stato superato molto più che ampiamente e le aspettative surclassate dalla mole di dati e prove pratiche che hanno messo in luce tutta una serie di carenze mie e probabilmente di tutte le didattiche oggi in essere. gli argomenti trattati in maniera completa e chiara, anche quelli dove ho fatto più fatica a causa delle mie carenze conoscitive sono stati presentati a fondo . Le prove pratiche dei vari scenari sono state molto importanti per comprendere le manovre necessarie. Sia quelle rivolte al recupero dell’infortunato che quelle prettamente organizzative del campo gara sono state trattate con estrema competenza e completezza. i filmati utilizzati a scopo esplicativo sono stati a mio avviso molto utili e potrebbero essere più spesso impiegati durante le lezioni, anche con modelli positivi oltre che, come è stato fatto, con modelli negativi ed errori.»

Ha acceso dei grandi fari su aspetti solo in parte a me noti, con approfondimenti di dettagli di alto livello pratico, teorico e scientifico. L’approccio metodologico e analitico sviluppato manifesta una grande professionalità ed esperienza, oltre preparazione dei docenti.»

L’atleta Antonio Mogavero scrive a caldo su facebook:

«Tre giorni di corso a ritmi serratissimi con una grande componente tecnica ed emotiva, un team di partecipanti coeso e di alto livello sotto un’ala direttrice di prim’ordine – uno dei più grandi Safety di fama mondiale, Marco Cosentino che, insieme al “fratello” Gimmy Montanti, da quasi dieci anni sono alla guida e alla logistica per quanto riguarda la sicurezza di alcune delle più importanti gare internazionali di apnea profonda, in primis il Vertical Blue, insieme all’incredibile preparazione della Dottoressa rianimatrice (nonché istruttrice di apnea) Barbara Volpe la cui esposizione è stata fondamentale per capire ciò che esattamente succede a livello fisiologico, onde poter intervenire con una metodologia semplice ma efficace sull’ infortunato. Sono rimasto assolutamente esterrefatto dall’alto livello dei partecipanti e dalla minuziosità con cui sono stati esposti e presentati gli argomenti, facendo accendere in me, come atleta, tante “lampadine” e facendomi mettere nuovamente in discussione sotto tanti punti di vista, specie circa determinati tipi di atteggiamento che spesso noi atleti abbiamo nei confronti della sicurezza.
Ho apprezzato su tutto l’ idea di far sì che questo corso sia al di fuori di tutte le didattiche: è un segnale che ci sono persone che si battono e credono in un’idea comune di Sport che va ben oltre le bandiere e gli interessi personali e il fatto che si sia parlato di sicurezza può essere solo un valore aggiunto. Consiglio a tutti di arricchirsi di queste conoscenze e, per farlo, di partecipare ai prossimi corsi!
»

Conclude Marco Mardollo, direttore tecnico di Y-40, così dicendo:

«Molte cose di quest’esperienza m’hanno davvero stupito in positivo. E non me lo aspettavo. O perlomeno, non fino al punto che ho invece toccato con mano. Ascolti decine, centinaia di volte nozioni e informazioni nel corso di altrettanti convegni, seminari, conference d’ogni genere e poi ti ritrovi in questo workshop e scopri che puoi finalmente imparare – ma imparare sul serio, cioè imparare a fare! – qualcosa di nuovo e di realmente efficace.

Poi, e anche se le caratteristiche implicite di questa nostra Y-40 sono ormai evidentemente facilitantisu un training del genere, il senso di sorpresa nella riuscita ha pervaso talmente ogni fase dell’esperienza da lasciarmi esterrefatto. Sai quando tutto funzionatalmente meglio di quanto avresti mai potuto anche solo sperare e quasi non sai capacitarti di come sia possibile? Ecco!

 

Altra cosa piacevole da constatare è stato il livello medio assolutamente elevatonella preparazione dei candidati, che tra l’altro sono stati ben 16: ci siamo ritrovati a fare su e giù in tutti i modi dai – 42 m di Y-40 e nessuno di loro – dico nessuno – ha mai avuto problemi.

 

Infine, il clima di trasversalità, trasparenza e condivisione tra i rispettivi bagagli tecnico-culturali dei partecipanti: le provenienze degli iscritti sono state da ben quattro differenti didattiche, cioè Fipsas, ApneaAcademy, Aida, Padi e SSI. Idem dicasi per quanto proposto dai conduttori, che è apparso quasi in tutti i casi specificamente dedicato all’universo dell’apnea.

Tutto ciò ci ha fatto concludere di aver imbroccato già la via giusta anche dal punto di vista metodologico. Insomma, il corso – più che pilota – s’è rivelato una vera e propria prima esperienza strutturata e certamente riproponibile nella formula»

La Redazione

Comments (1)

  1. Michele Caffini ha detto:

    Grazie Romano per credere e diffondere gli esiti e i contenuti di questo evento sul quale, da partecipante, non posso che aggiungere ringraziamenti a Marco Cosentino e alla dott.sa Volpe a quanto da te descritto!
    Speriamo sia solo l’inizio di un nuovo approccio alla sicurezza in apnea che dovrebbe fare parte non solo dei pro ma di tutti gli apneisti di alto livello, e in particolare della formazione di tutti gli istruttori, nuovi e vecchi!!!
    In bocca al lupo e buon lavoro ovviamente al safety director

    Michele Caffini
    Istr. FIPSAS e AA

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