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Le cronache di Narni

S’è svolta con pieno successo a Narni, in Umbria, nelle giornate dal 29 al 31 ottobre, una grandiosa manifestazione dedicata a speleologia e subacquea che ha impegnato tutta la magica cittadella in festa.

A cura di Isabelle Mainetti. Immagini di Luca Pedrali, Simona Cafaro e Pino Piccolo.

È stato un successo da oltre 2.000 persone alternatesi per il caratteristico paese umbro. Un vero e proprio teatro predisposto per accogliere i vari relatori si è riempito di più di 200 speleonauti. Il presidente del SSI Vincenzo Martinucci ha aperto le danze con un focus sugli Alburni, monti appartenenti a un massiccio carsico pieno di cavità, grotte, inghiottitoi e doline. Simona Cafaro, geologa, ha tenuto l’introduzione parlando di geologia e di idrogeologia per dare un quadro degli ambienti naturali del luogo ritratti e spiegati nelle slide della sua presentazione.

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Scarica la presentazione in formato pdf.

Luca Pedrali con A.I.R.E.S. – emozionantissimo poi nei ringraziamenti – ha svolto una breve introduzione al suo video che potete vedere più avanti.
Insomma, proprio come l’avevamo annunciata la manifestazione ha soddisfatto in pieno le aspettative. A “Speleonarnia 2015” hanno partecipato alcuni tra i più illustri personaggi della speleologia e della speleosubacquea al mondo che hanno trattato argomenti di grande interesse per tutti.
Il paese di Narni era anche chiamato dagli antichi romani “l’antica città di Narnia” e, proprio come quello dei racconti di fantasia, non si allontana molto dall’immaginario del fiabesco. Il fascino antico e la bellezza di Narni hanno infatti ammaliato anche lo scrittore Lewis che si è ispirato ai meravigliosi paesaggi e alle medioevali strutture della città per creare la nota e avvincente favola “Le Cronache di Narnia” divenuta anche una fortunata serie cinematografica.
Spettacolare e artistica nasconde un mondo sotterraneo mozzafiato che, proprio in questi tre giorni, è stato mostrato ai partecipanti al raduno di ogni età.
Raduno con la R maiuscola, parliamo di circa 2.000 iscritti tra semplici turisti appassionati, speleologi e speleosubacquei.
Programma ricco e intenso, senza che fosse lasciato nulla al caso, si è rivelato come tutti gli anni un’autentica kermesse densa di momenti significativi.
Molteplici argomenti hanno regnato in questa manifestazione, con intermezzi deliziati da stand enogastronomici per una golosa pausa tra la staffetta dei contenuti.
Mostre, banchetti ed esposizioni come ricordi e documentazione di una tradizione antica non sono mancate, musiche e spettacoli teatrali hanno reso ancor più fiabesca questa cittadella.
Per i più esigenti le presentazioni di libri di vari autori, tecnologie, scienze e ambiente.
E persino le escursioni nei sotterranei dell’antica città di Narnia e le tanto attese grotte nelle immediate vicinanze.
Ultime, ma non certo per importanza, le principali branche della speleologia: la glaciospeleologia e la speleosubacquea.
Anche di quest’ultima gli argomenti e le curiosità si sono succeduti in gran numero.
Come ben sappiamo la speleosubacquea è rappresentata in molteplici didattiche, ognuna delle quali ha una visione più o meno diversa dalle altre mentre tutte hanno colto l’occasione in questo raduno per presentare le proprie diversificazioni, tra esse TDI, FIPSAS, UTR-TEK, GUE, PSS, SNSS e UISP.

Un caso emblematico di ulteriore connubio tra speleologia e subacquea è stato la partecipazione a Speleonarnia anche di una realtà – meglio definibile “movimento spontaneo” – nota come “Diversamente Speleo” i cui esponenti hanno presentato relazioni sulle attività svolte in Puglia durante l’anno in corso, tra le quali il 13 giugno il “GASP! – Gruppo Archeologico Speleologico Pugliese” della sezione CAI “Donato Boscia” di Gioia del Colle in collaborazione con “ASBI – Albatros Scuba Blind International” (i notissimi subacquei non vedenti del progetto Paolo Pinto di Bari); e l’indomani domenica 14 giugno il gruppo Vespertilio del CAI di Bari in collaborazione con il Gruppo Grotte Grottaglie e Gruppo Speleologico Martinese. Ma soprattutto la prima delle due rilancia la possibilità di promettenti ulteriori sviluppi futuri, stando a quanto testimoniano Vincenzo Ladisa istruttore ASBI e Luca Benedetto presidente GASP!
Resoconti di esplorazioni che hanno dell’incredibile hanno attratto gli spettatori come fa il miele con le api.
Prendiamo come esempio l’entusiasmante ora e mezzo con Luca Pedrali, famoso esploratore speleosub di Brescia e il suo gruppo A.I.R.E.S team creato da persone unite dalla medesima passione.
Abbiamo trovato il teatro pieno di una folla interessata e curiosa.
La geologa Simona Cafaro, componente del gruppo GSAWD (gruppo speleo alpini Wall di Diana), ha aperto la seduta con una illuminante presentazione nella quale ha evidenziato l’importanza degli studi storici e geologici oltre che dell’esplorazione fine a se stessa. Seguita poi dal nostro Luca Pedrali stesso che dopo una introduzione ha mostrato con orgoglio un filmato inedito, fatto a regola d’arte, ben 20 minuti di adrenalina pura. Eccolo qui anche per i nostri lettori, a nostra volta in anteprima.

In questo filmato le tre immersioni più importanti della spedizione agli Alburni: la Grotta del Falco, la Grava del Minollo e la Grotta dell’Auso di Ottavi, chiamata “la risorgenza dell’Auso”.
Null’altro si può dire che “successo pieno”, silenzio tombale alle parole del Pedrali e sguardi fissi sullo schermo.
La tenacia, la grinta visibili in questo documentario – perché così lo si può definire – rendono precisamente l’idea di cosa un uomo può fare al centro della terra.
Un team unito e collaborativo, dicevamo, dove niente rimane lasciato al caso.
Una storia, un’antica cultura, la nostra vita raccontate in una serata.
Buchi inesplorati mai contaminati restituiti alla vita dalla caparbietà di un uomo.
Lo abbiamo contattato e, disponibile come sempre, ci ha permesso – in omaggio ai lettori di Serial Diver – di mostrare questo magnifico video presentato solo al convegno (dunque ancora inedito), che non renderà quanto nella serata del raduno, tra spiegazioni e narrazioni del protagonista dal vivo, ma sicuramente vi avvicinerà a quello che è il mondo sotterraneo per 20 intensissimi minuti, dove speleologia e subacquea saranno una cosa sola.
In conclusione, in quest’avventura comprendiamo che Il mondo della subacquea ha mille porte da aprire e il nostro desiderio di conoscenza è la chiave.
Consideriamo che l’acqua ricopre il 72% del pianeta Terra e un sub va dove l’acqua nasce, muore o solo riposa.
Dentro e sotto la terra si aprono mondi incantati, solitamente nascosti ai nostri occhi, dove la vita ha diverse dimensioni.
La formazione del nostro pianeta è spesso un quesito in sella al quale l’uomo ha la possibilità di viaggiare ed entrando nelle viscere del mondo può farlo a ritroso nei secoli.
La speleologia esplora e studia il reticolo sotterraneo composto da pozzi, gallerie, sifoni che ricordano i labirinti greci. Stalattiti, stalagmiti, fossili e ancora molto di più.
Torrenti nascosti e a volte impetuosi si muovono nelle nostre valli e montagne come serpenti silenziosi, ma che plasmano con mani di dea il loro passaggio mantenendolo in continua evoluzione.
Il sub con esperienza speleo si addentra in questi scenari abbandonati dalle normali forme di vita, percorrendo sotterranei allagati ed è qui che i due mondi si intersecano e creano lo speleosub.
Terminato il raduno il paese ora riposa e ogni ospite rientra nel suo quotidiano con un bagaglio di emozioni e informazioni che gli basterà fino al prossimo anno. Quando questa magia si ripeterà ancora una volta.

About Isabelle Mainetti

Il classico maschiaccio con i tacchi a spillo. Faccio immersioni tecniche e in Trimix illimitato con il computer o la mnemonica. Mi piace “volare” guardando l’immensità del vuoto sottostante ed esaltarmi per i caratteracci delle pareti. Impazzisco per infilarmi nei relitti ascoltando le loro voci silenziose. Non sono donna, né uomo … sono sub! Amo gli sport, tutti! Amo l’energia e amo vivere la vita con intensità alla ricerca di emozioni. Istruttrice di aerobica e step per anni, ora uso i piedi come pinne … sarò finalmente diventata una sirena?
Isabelle Mainetti

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