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La Macro Zoomata

Movimento e dinamismo. Tecnica e creatività, snoot e zoomata per immagini spettacolari!

Di Michele Davino

La parola “Fotografia” deriva dal greco antico e letteralmente significa “scrivere con la luce”. L’ambiente sommerso è un mondo completamente diverso, un mondo dove possiamo gestire la forza di gravità e fluttuare sospesi nell’acqua, un mondo in cui i colori sono di una varietà ed intensità incredibile, un mondo in cui con il dovuto rispetto possiamo avvicinare gli strani abitanti che lo popolano.
Questo articolo parla di una tecniche fotografica che possiamo utilizzare per “disegnare con la luce”, cioè usare la luce ed i suoi effetti per comporre una fotografia come fosse un disegno o addirittura un dipinto, a cui in taluni casi possiamo aver pensato prima di iniziare la nostra immersione.
Questa tecnica è l’effetto zoom, con particolare enfasi sulle macro. In realtà, la vera innovazione riguarda la gestione dell’effetto proprio nelle foto macro, che come vedremo nel proseguo, contiene delle problematiche più delicate rispetto a quelle delle foto grandangolo.
Nelle nostre foto subacquee spesso ci imbattiamo nella problematica della gestione dello sfondo. Vogliamo far risaltare il soggetto principale mettendolo in evidenza rispetto allo sfondo su cui si trova. La cosa non è affatto banale, soprattutto per i soggetti bentonici che abitano il fondale, su cui, con vari metodi, cercano di camuffarsi per garantirsi sicurezza o per poter cacciare.
La tecnica dell’effetto zoom vuole far diventare lo sfondo una parte importante del fotogramma e ci permette di lavorare su vari fattori, quali il cromatismo, la luminosità e naturalmente anche con l’intensità dell’effetto caratteristico.
Il principio dell’effetto zoom è quello di “congelare” con il flash una parte del fotogramma (solo il soggetto principale o una parte di esso) ed, utilizzando dei tempi di esposizione sufficientemente lunghi (ad esempio 1/15 di secondo), muovere la ghiera dello zoom disegnando così una serie di raggi che partono dal centro e che creano un effetto ottico di movimento.
Un elemento fondamentale è proprio che il flash deve illuminare solo una parte del fotogramma, cioè la parte che risulterà nitida, mentre la parte non illuminata direttamente dal flash (o comunque in modo consistentemente inferiore rispetto all’illuminazione del soggetto nitido) viene illuminata principalmente dalla luce ambiente, permettendo così di disegnare con il movimento dello zoom il suo effetto caratteristico.

L’effetto Zoom con ottiche grandangolari
Gli obiettivi zoom in commercio sono moltissimi e la loro scelta dipende proprio da gusti personali e dalla tipologia di foto che intendiamo fare. Il Tokina 10/17 è molto utilizzato dai fotografi subacquei e può essere usato anche per questo tipo di foto, come quella del coccodrillo presente in questo articolo.
Ho avuto l’opportunità di poter ritrarre un coccodrillo mentre passeggiava sul fondo sabbioso. La visibilità non era ottimale e dovevo pensare ad un metodo per farlo risaltare. Cosi, ho posizionato i flash (settati in manuale, non automatismi TTL) sufficientemente arretrati per evitare la sospensione, ho settato i parametri della macchina fotografica a ISO 200, f/29, 1/20 ed ho iniziato a fare una serie di foto muovendo la ghiera dello zoom subito dopo la pressione del tasto di scatto.
Un elemento importante è il rapporto tra il diaframma f/29 e la distanza e la potenza dei flash. Infatti, per avere l’effetto, il flash deve illuminare il soggetto principale molto di più che lo sfondo, in modo che il soggetto risulti sufficientemente nitido ed invece sullo sfondo (illuminato soprattutto dalla luce ambiente) vengano disegnate i raggi tipici di questo tipo di immagine. Non potendo regolare l’angolo di illuminazione del flash (di solito abbastanza ampi, nel mio caso di oltre 100°), l’unico modo per limitarne l’effetto sullo sfondo è appunto la maggiore distanza dai flash rispetto al soggetto principale. In altre parole, il flash colpisce anche lo sfondo, ma dato che è più distante, l’intensità è di molto inferiore e dunque l’effetto ottico desiderato è comunque garantito.
Nella foto del coccodrillo, si può notare in basso a sx che il flash era più intenso che dalla parte opposta e l’effetto zoom risulta essere inferiore.
La foto è stata eseguita utilizzando l’obiettivo a lunghezza 17mm, e poi appena premuto il pulsante di scatto, muovendo la ghiera dello zoom fino a portare la lunghezza focale dell’obiettivo a 10mm. Questo metodo garantisce che il soggetto risulti essere sufficientemente grande nel fotogramma (cioè la dimensione che noi vediamo quando mettiamo a fuoco e dunque quando componiamo la foto) e che risulti anche nitido evitando possibili sfocature dovute al movimento della macchina fotografica durante il movimento della ghiera.

L’effetto zoom con ottiche macro
Mentre la tipologia di foto precedentemente descritta è comunque utilizzata da vari fotografi in tutto il mondo, quella che andiamo ad introdurre è sicuramente più inconsueta.
Sul mercato esistono degli aggiuntivi ottici che simulano questo effetto, ma hanno le controindicazioni di non poter gestire la differenza di luminosità tra il soggetto principale e lo sfondo e di avere un contorno netto tra la parte nitida e quella dell’effetto.
Un obiettivo indicato per questo tipo di foto è il Nikon 70/180 macro, ed è quello utilizzato per tutte le foto di questo articolo.
Il primo problema che dobbiamo affrontare per le foto macro, è un metodo per illuminare solo la parte dell’immagine che vogliamo nitida, cioè il soggetto principale o una parte di esso. Questo può essere fatto con uno snoot o con un dispositivo L.S.D. (Light Shaping Device). Sono dei dispositivi che si sono diffusi tra i fotografi subacquei solo negli ultimissimi anni, e che è possibile reperire sul mercato per ogni tipo di flash.
L’utilizzo della luce pilota per illuminare in modo preciso il soggetto desiderato è indispensabile. Consiglio di posizionare il flash direttamente sopra la custodia, in modo che sia già posizionato alla distanza a cui intendiamo riprendere il soggetto.
Dobbiamo quindi comporre la coppia tempi/diaframma opportuna. Un tempo di esposizione che può essere usato per questo tipo di foto è 1/15 di secondo. Dobbiamo quindi scegliere opportunamente il diaframma in modo che lo sfondo (cioè la parte non illuminata dai flash) risulti leggermente sottoesposta.
A questo punto non ci resta che fare in modo di essere perfettamente fermi, mettere a fuoco il soggetto verificando che la luce pilota illumini correttamente e muovere la ghiera dello zoom appena premuto il pulsante di scatto.
Non è sicuramente una tipologia di foto che possiamo definire facile, ed all’inizio la percentuale di successo non è sicuramente incoraggiante, ma con un po’ di allenamento si possono raggiungere degli effetti decisamente interessanti con un livello di riproducibilità accettabile.
Ritengo questo tipo di foto particolarmente artistica, in quanto con gli opportuni settaggi è possibile ottenere uno sfondo che sembra proprio dipinto, come fosse un quadro. I colori dello sfondo sono talvolta tutti amalgamati tra loro e risultano essere talmente accattivanti che può essere opportuno fare in modo di limitare l’effetto dei raggi. Questo può essere fatto semplicemente diminuendo il tempo di esposizione, settandolo ad esempio ad 1/20.
Un fattore importante che può darci effetti emozionanti nelle nostre foto macro è proprio la differenze di cromatismo tra il soggetto principale nitido e lo sfondo con l’effetto zoom. Infatti, come dicevamo prima, spesso il soggetto è mimetizzato o comunque ha colori molto simili allo sfondo. Noi utilizziamo il flash per illuminare solo una parte del fotogramma e dunque la parte restante è illuminata esclusivamente dalla luce ambiente. In questo modo il cromatismo dello sfondo risulterà essere molto diverso dal punto di vista cromatico, creando dei contrasti di colore non immaginabili ad occhio nudo.
E’ proprio la differenza di cromatismo e di luminosità dello sfondo che rappresentano la parte artistica di questo tipo di foto. Sono dipendenti dal gusto personale del fotografo, e vi si può operare liberamente agendo sull’esposizione e sulla differenza di temperatura colore tra la luce che illumina lo sfondo e quella che illumina il soggetto principale.
E dunque posso usare questo tipo di foto esclusivamente su soggetti illuminati dalla luce del sole? Non esattamente. In realtà fotografare soggetti illuminati direttamente dalla luce solare è la condizione tipica e più semplice, ma nel caso di organismi in ombra (ad esempio in una grotta o durante una notturna), allora possiamo utilizzare una torcia non particolarmente potente per illuminare lo sfondo ed ottenere così gli stessi effetti cromatici sopradescritti.
L’azienda slovena Retra UWT, conosciuta nell’ambiente della fotografia subacquea per i suoi L.S.D. utilizzati per tutte le foto macro di questo articolo, ha costruito uno specifico dispositivo denominato eZoom le cui caratteristiche tecniche sono descritte al seguente link http://www.retra-uwt.com/news/ezoom.

Michele Davino

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