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La carica delle anti-GoPro

Avrà anche dato il via a una moda ma la celeberrima GoPro, la progenitrice dell’attuale tendenza alle action-cam nelle riprese video in mare e sotto, è oggi insidiata da un’agguerrita armata di sue consimili. Vediamone alcune.

A cura di Davide Torricelli

Sono dotate di prestazioni equiparabili o che si discostano di poco da quelle della GoPro, la più celebrata delle mini-videocamere da riprese in movimento negli ambienti naturali – dette anche “action-cam” – rispetto alla quale in qualche caso mostrano alcune funzionalità perfino superiori, a fronte di un prezzo che tutto sommato mantiene plausibile e aperto il confronto. Anche tutta l’accessoristica che era nata sulla spinta delle GoPro – non solo le scafandrature da maggior profondità ma anche mini-illuminatori, puntatori, braccetti, staffe, impugnature ecc –, attrezzatura inizialmente “GoPro dedicata”, s’è ampliata verso articoli “universali”, in grado di essere adattati anche su modelli diversi di action-cam. Dunque è questo in estrema sintesi il quadro di ciò che sta accadendo nelle riprese video marine e subacquee realizzate con queste mini-cineprese delle meraviglie. Ne escono sul mercato in continuazione e non solo a cura di marche mediamente note o meno conosciute: anche alcuni tra i grandi brand della fotografia e della videoripresa si sono tuffati in questo esplosivo mercato. I risultati non saranno sempre all’altezza di un confronto vero e proprio, ma talvolta – e sempre più spesso – si, eccome. La caratteristica più innovativa di quasi tutte queste ultime action-cam non consiste tanto nelle proprietà di sensori, lenti e software, né nelle doti di impermeabilizzazione e indistruttibilità, quanto nella connettività: il che significa la possibilità di condividere in tempo reale le proprie imprese attraverso funzioni di streaming live che, grazie all’App dedicata, consentono di trasmettere video UHD su piattaforme predisposte (in primis YouTube) e di condividerli sui più diffusi social network. Qualcosa che la dice lunga, se si considera che ormai quasi l’80% degli accessi a internet avviene tramite social media. Ma i prezzi? Chi si chiedesse quanto occorra sborsare per uno di questi gioiellini sappia che per quelli da noi presi in esame nell’articolo si oscilla tra poco oltre i 250 euro e i poco più di 500. E ora, lungi dal voler essere esaustivi, bensì accontentandoci di dare solo un’idea, ecco che abbiamo messo l’uno a fianco dell’altro per voi alcuni esempi di modelli delle action-cam non-GoPro in questione.

GARMIN VIRB ULTRA 30

Ha i suoi migliori punti di forza nella funzione streaming live, nei comandi a controllo vocale, nell’essere già di base in custodia sub da – 40 m, nell’avere il monitor da 1,75” touchscreen (che funziona così anche in custodia sub, quando umida) e nel filmare in 4K a 30 fps. Ma soprattutto – com’è tradizione originaria degli strumenti Garmin – il suo fiore all’occhiello è la geo-localizzazione GPS, con tutto ciò che questa comporta. Inoltre dispone di numerosi sensori inclusi che registrano i dati delle prestazioni e, grazie alla tecnologia G-Metrix, può rilevarli e integrarli graficamente in sovraimpressione sul video. Ci sono poi altrettanti sensori Garmin e decine di supporti (specifici per il tipo di attività che si intende svolgere) associabili alla VIRB. Un’App gratuita e un software editing per PC completano l’opera. Anche qui un prestante stabilizzatore d’immagine integrato assicura filmati sempre nitidi. Ottima la sensibilità del microfono – come del touchscreen – anche in custodia anti-acqua. La sfiori appena e puoi riprodurre real time i video HD in streaming sul tuo canale YouTube nonché condividerli live con amici e conoscenti. Ti basterà invece un comando a voce per interrompere o riavviare la registrazione, così come per scattare una foto. Il tutto in doti di leggerezza, compattezza e robustezza così al top da renderla sempre maneggevole, sicura e facile da usare.

OLYMPUS TG-TRACKER

Ecco un altro autentico “mostro” di tecnologia concentrata in spazi che fuori dall’acqua definiremmo più che “tascabili”. L’ottica f/2.0 da 13,9 mm offre una focale equivalente super-grandangolare con angolo di campo pari a 204°. Olympus TG-Tracker include una funziona interna di stabilizzazione a 5 assi delle immagini, per video più “fermi” e fluidi, e utilizza lo stesso processore TruePic VII che troviamo nelle mirrorless del marchio giapponese. Senza l’uso di custodia l’action camera già così com’è può scendere a 30 metri di profondità.

È dotata di GPS, accelerometri, bussola digitale, sensore di pressione barometrico, sensore di temperatura: quindi i video potranno essere arricchiti con posizione, velocità, temperatura dell’acqua (o dell’aria), accelerazione G, direzione. Particolare, nella dotazione di serie, anche la presenza di un’impugnatura regolabile SG-T01, utile per tenere più saldamente in mano la videocamera durante le proprie imprese sportive. Olympus TG-Tracker offre anche display orientabile da 1,5″ e luce ausiliaria LED regolabile su 30 o 60 lumen, per illuminare le scene più buie. Naturalmente non manca la connettività Wi-Fi.

NIKON (NITAL) KEY MISSION

Nonostante sia l’icona che è in campo fotografico, Nikon è tra le ultimissime a essersi cimentata in questo settore. Ma l’ha fatto alla grande, varando un’intera “task-force” di modelli, la cui serie è denominata KeyMission. Si va dalla 80, alla 170 e fino alla 360, numeri che denotano i gradi di angolo di campo di copertura delle riprese.

Nikon KeyMission 360 – mentre la 80 può essere considerata una entry-level e la 170 è la più simile alla GoPro, la 360 – da cui cominciamo qui il discorso – è addirittura capace di riprese sull’angolo giro, essendo costituita in realtà da due videocamere in una, entrambe con sensori da 20 megapixel (1/2,3″) e obiettivi f/2.0, ciascuna in grado di riprendere un angolo di 194°! I rispettivi fotogrammi possono così essere uniti senza artefatti proprio grazie alla porzione di ripresa condivisa. L’action-cam è waterproof fino a – 30 metri senza ulteriori scafandrature, anti-shock per cadute da 2 metri, impiegabile a temperature di – 10 °C, riprende un campo di visione di 360° alla risoluzione 4K (l’Ultra HD) a un massimo di 24 fotogrammi al secondo. Inseribili effetti di vario genere, come Superlapse, Time-Lapse o Loop Movies. Ma soprattutto ha compatibilità con l’app per iOS e Android SnapBridge 360/170 da cui poter gestire tutte le funzionalità, fornisce un live view – pure durante la registrazione – e consente di impostare alcune opzioni o di fare piccoli editing sui filmati registrati. Dulcis in fundo, si può inoltre condividere il video a 360° su YouTube con tutti i metadati necessari per navigarci agevolmente all’interno dopo averlo caricato. I dati della casa riguardo all’autonomia di funzionamento parlano di un’ora e dieci minuti in continua.

Nikon KeyMission 170 – quella che più richiama le GoPro tradizionali, è una action-camera che registra video in 4K a 30 fotogrammi al secondo con un obiettivo capace di “acchiappare” un campo visivo di 170°. Il sensore della fotocamera è un CMOS da 1/2,3″ e 12 megapixel, abbinato a un obiettivo con lenti f/2.8. Può essere immersa – già così com’è, senza custodie specifiche – fino a un massimo di – 10 metri, cadere da altezze di 2 metri e lavorare fino a temperature di 10°C sotto zero. Con la custodia dedicata arriva a 40 metri di profondità. Anch’essa prevede diverse modalità di registrazione, come slow motion (Full HD a 120fps), time-lapse e modalità loop; ed è compatibile con l’app SnapBridge 360/170. Sul retro ha un display LCD da 1,75″ che consente di comporre il video o revisionarlo al volo, senza dover spostare i file su altri dispositivi. Prevede un accessorio per il controllo wireless quando posizionata in situazione in cui sia difficile accedervi. L’autonomia di registrazione arriva ai 60 minuti (la batteria è la stessa della 360).

Nikon KeyMission 80 – la “piccolina” della flottiglia da combattimento Nikon, è in realtà una muscolosa entry-level di tutto rispetto, anche curiosa nella forma, accreditata d’impermeabilità fino ai – 30 m, refrattaria agli urti come cadendo da 2 m e resistente anch’essa a – 10°C. Muscolarità la sua che non è da meno nel funzionamento: stesso display da 1,75″ di KeyMission 170, la sua batteria integrata fa scattare 220 foto o riprendere 40 minuti di video. Le riprese avvengono alla risoluzione massima Full HD (1080p) a 30 fps con un obiettivo dal campo visivo di 80°. Due i sensori per altrettanti obiettivi dedicati: uno posteriore da 12 megapixel con lenti f/2.0 FOV e l’altro frontale da 5 megapixel con obiettivo 90° e apertura diaframma f2/2.

ON 4K

Anche questa è una action-camera, di forma ulteriormente diversa (cilindrica), che gira a 30 fps in “4K” (quindi UHD, la super-alta risoluzione), sigla che risalta nel suo stesso nome impressa perfino sul suo corpo scuro a sottolineare ormai una classe di appartenenza “superiore”. Può essere immersa anche così, senza custodia, fino a – 10 m. Nonostante la sua forma faccia pensare più a doti di “puntamento”, il campo visivo che riprende è di ben 150°, aiutato dall’avere l’obiettivo in testa rotante. Il “low light sensitivity”, un sistema d’impostazioni d’apertura automatico, le assicura riprese uniformi anche in condizioni di luce molto scarsa. Un interruttore speciale garantisce di bloccare l’apparecchio in rec, in modo da scongiurare il rischio di spegnere inavvertitamente o interrompere la ripresa per contatti accidentali: una volta impostato il blocco ad action-cam azionata, uno può anche dimenticarsela. Un allineatore funzionante tramite un laser integrato garantisce di non fare più scatti o video con l’inquadratura storta. Arriva a 120 minuti di registrazione continua, in 4K la batteria le assicura 60’ di ripresa ininterrotta. E’ collegabile in wi-fi e blue-tooth con qualsiasi dispositivo smartphone o tablet tramite l’App iON (gratuita) in modo da condividere i propri “girati” sui social, naturalmente in tempo reale.

Insomma, per quanto riguarda la subacquea, che uno faccia snorkeling, piccola apnea, apnea profonda o immersioni con autorespiratori, non c’è che l’imbarazzo della scelta nell’andare alla caccia dell’action-camera più idonea – e per capire come e in che fasi impiegarla più vantaggiosamente – così da ottenerne la miglior rappresentazione delle proprie “imprese”.

Davide Torricelli

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