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Il salvataggio subacqueo dell’Oceans Five

Pochi giorni fa al largo di Arbatax il mirabolante intervento subacqueo di un’esperta squadra di OTS ha evitato per un soffio che il nuovissimo Motor Yacht Oceans Five, già semisommerso, finisse sul fondo del mare. Intervista sull’accaduto a Giampiero Luzzi – Salvage Master

A cura di Giorgio Anzil- Foto by Turismar

Varato all’inizio di luglio 2019 l’Oceans Five – che potremmo definire “nato sotto una cattiva stella” – era uno Yacht destinato al charter di alto livello per 8 ospiti. Una barca da sogno che salpava da Malta facendo rotta verso l’Italia. Attesa a Cagliari per fare rifornimento e cambusa si ferma a circa 17 miglia dal porto per un inaspettato incidente con conseguente inizio di affondamento!

Un’ancora – quella di dritta – cede, non si riesce a fermarla. Qualcuno sostiene che ci sia stata anche un’avaria al motore e al timone. Ha così iniziato ad imbarcare acqua e ad andare alla deriva. Interviene la Guardia Costiera che porta in salvo l’equipaggio ma il relitto affiorante costituisce un serio e concreto pericolo alla navigazione e potrebbero sversarsi in mare gasolio, olio motore ecc.

Il 28 Luglio la Guardia Costiera di Cagliari contatta la Turismar Srl che a sua volta contatta l’armatore.

È tutto pronto per prestare l’intervento: pontone e rimorchiatori sono operativi così come il diving team composto da OTS di qualificata esperienza, il tutto per recuperare la barca che ancora non era affondata del tutto. La cosa strana è che l’armatore non affida l’incarico per l’immediato recupero. Cosa che viene poi fatta dalla società di Leasing che detiene la reale proprietà. Passano i giorni e il 9 Agosto il relitto viene individuato a largo di Tertenìa. Un rimorchiatore l’agguanta – come si dice in gergo – e il relitto viene rimorchiato a Tortolì.

A questo punto che succede? Da qui in poi ci risponde il notissimo Salvage Master Giampiero Luzzi…

«Arriviamo sul posto e siamo subito in acqua per valutare le condizioni del relitto, capire il da farsi, capire quale sia la tecnica da utilizzare ecc.

Optiamo per il parbuckling. Si, la stessa manovra utilizzata per il raddrizzamento della Concordia ma prima c’è da approntare un ormeggio per il relitto e chiudere la falla che ha causato dell’affondamento.»

 

Quindi la tua grande esperienza fatta ai tempi della Concordia è stata utilissima? Prima del raddrizzamento quali erano le priorità?

«Sì certo, utilissima. Sicuramente bisognava intervenire prima sulla falla. Il 16 Agosto posizionati i massi (Corpi Morti) ormeggiamo il relitto e Iniziamo ad impastare la resina bicomponente. Dopo un paio di ore la falla è tappata e possiamo iniziare con la terza fase: la “vestizione” del relitto. Iniziamo subito a “vestire” lo scafo con fasce e cime… le fasce serviranno per la rotazione e il sostentamento del relitto, le cime invece a tenere in posizione le prime.

Una volta posizionati i palloni di sollevamento in tutti quei punti strategici, vengono posizionate le fasce per poi passare al bilancino: una sorta di culla per la rotazione. Una volta installato tutto si parte per ruotare il relitto.»

 

Quando inizia la vera manovra?

«Il 20 Agosto iniziamo a dare aria ai palloni e la manovra di parbuckling, lentissimamente, dà i suoi primi frutti. Al tramonto il relitto è quasi completamente ruotato e le Varisco sgottano acqua per tutta la notte. Il giorno dopo l’imbarcazione è ancora sbandata di 15 gradi a dritta e dobbiamo correre ai ripari, vengono rimossi alcuni palloni dal fianco sinistro e posizionati sul fianco dritto ad aumentare la capacità di sollevamento. Intorno alle 14:00 diamo aria agli ultimi palloni, la gru di bordo, gestita da uno dei migliori gruisti con cui io abbia mai lavorato – Luca Pili – ruota di 90° per portare l’Oceans Five sul fianco dritto del moto pontone ARGO. Ho deciso che prima che faccia buio dobbiamo essere in porto.

Salpiamo, a 0,3/0,4 Nodi si fa rotta verso l’imboccatura del porto di Tortolì. 40 minuti e siamo all’imboccatura ma non è ancora del tutto fatta, siamo ancora sbandati.»

Ma una volta in banchina il lavoro è finito? Quando siete riusciti a tirarlo fuori dall’acqua?

«No. Il relitto deve essere portato presso il Travel Lift. Con il supporto di molti mezzi e dagli ormeggiatori del porto, iniziamo lo spostamento. Il 23 Agosto l’Oceans Five è fuori dall’acqua presso lo yard della TURISMAR.»

 

Direi una bella soddisfazione Giampiero?

«Si. Un grande team per un grande risultato. Fammi ringraziare Franco e Luca Ammendola di TURISMAR, l’equipaggio del motopontone ARGO, gli OTS coinvolti in questa impresa: Ugo Montaldo, Cristian Sirigu e Daniele Mascia… e tutti i ragazzi del Porto Turistico di Tortolì.»

La Redazione

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