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Facce da EUDI

Tastiamo il polso al “the day after” del 25° compleanno della fiera della subacquea, vale a dire quella del mondo sommerso e di chi se ne sente parte. E tu ci sei stato? Controlla: può darsi tu ti riconosca fra i ritratti di questo nostro “libro delle facce in fiera”

A cura di Isabelle Mainetti e Davide Torricelli

Premesso che ognuno come sempre avrà avuto la propria impressione dall’Eudi di quest’anno e che pertanto la nostra potrà anche rivelarsi di parte o incompleta, a noi ha fatto molto piacere parteciparvi e constatare un clima generale che, se magari per un verso non è stato precisamente all’altezza di quello che le premesse ci erano sembrate annunciare, s’è rivelato comunque molto più valido e vitale del consueto quanto a brio e fermento. I molti giovani – finalmente! – in giro, gli eventi di qualità superaffollati, i volti dei personaggi più noti del settore e alcune vere primizie sia culturali sia commerciali, i ben tre Tridenti d’Oro, hanno secondo noi denotato una vivacità d’intenti che si era un po’ persa, almeno fino a qualche anno addietro, e che solo da due o tre edizioni aveva mostrato segni di ripresa. Per cui ci pare di poter sostenere senza tema di smentite che la tendenza al rialzo più recente sia stata ulteriormente confermata in questa venticinquesima edizione. Gli stessi vertici organizzativi dell’Eudi del resto assegnano un punteggio nettamente positivo all’evento. E qualcuno potrà anche sospettare che non potrebbe essere diversamente ma noi preferiamo sottolineare che in ogni caso molti nuovi sforzi di inoculare entusiasmo nel pubblico fieristico sono stati senz’altro compiuti. Gli organizzatori non a caso parlano di aumento considerevole degli stand espositivi – e delle realtà aziendali o associazionistiche cui facevano capo – così come di crescita esponenziale dei video nello specifico concorso. Per non dire dei tanti workshop di fotografia subacquea e del ritorno in fiera di alcuni dei grandi marchi di attrezzature del settore. Dal canto nostro, tanto per non fare torto a nessuno né il solito elenco un po’ scontato, vogliamo focalizzare l’attenzione sulla serata d’intrattenimento e aperi-cena del sabato sera che è stata veramente “la” sorpresa: nel padiglione accanto a quello dell’Eudi c’era un enorme allestimento che comprendeva nei due lati lunghi rispettivamente le cibarie e le bevande e nei due corti da un lato un palco da avanspettacolo sul genere burlesque e dall’altro delle postazioni di danza aerea acrobatica (per intenderci, quei ballerini che compiono evoluzioni verticali appesi a teli colorati semitrasparenti). Anche qui, non sta a noi disquisire dei gusti e abbiamo sentito un po’ di tutto in merito, dagli entusiasmi più sfrenati alle accuse di esser scaduti nel cattivo gusto. E poi chissà perché quasi nessuno ha parlato o tantomeno scritto della cosa il giorno dopo, se non sommessamente, bisbigliando come di qualcosa di peccaminoso o sconveniente o irriferibile. Quando possiamo invece dirvi che tutto s’è svolto in totale assenza di volgarità e all’insegna soltanto di una certa leggerezza, quel genere di leggerezza che non guasta mai e che anche i più scettici o criticoni in fondo apprezzano pur senza volerlo ammettere. Sarà stato un caso sennò che nessuno volesse andarsene? In effetti era dura allontanarsene e anche chi ha dovuto farlo – perché si sa che il sabato sera nei giorni dell’Eudi è anche destinato alle cene di pubbliche relazioni tra i componenti delle varie realtà – l’ha fatto di malavoglia. Ebbene ci è venuto il fondato sospetto che ciò accadesse perché quei momenti hanno secondo noi incarnato per molti il vero spirito della fiera, che è solo in parte quello delle novità e delle anteprime sugli equipaggiamenti, sulle iniziative, sui viaggi ecc. In fiera, nella fiera dei subacquei per eccellenza, si va anche o forse soprattutto per incontrarsi. Per rivedere vecchi amici, conoscerne di nuovi e comunque stare insieme, condividendo quel senso di community che forse sarebbe meglio ci facesse sentire parte di un unicum anche in tutto il resto dell’anno. Ma lì è più facile che accada, spontaneamente. E allora, da parte nostra, complimenti agli organizzatori per averci almeno provato, per aver pensato a qualcosa che avesse il sapore di un verace, svagante e festoso intrattenimento.

Per il resto – come preaccennato prima di divagare sulla “serata burlesque” – assai interessanti le molte conferenze che spaziavano dall’informazione medica alle teorie didattiche o alle meravigliose imprese e avventure, tutte meritevoli di ascolto, avremmo voluto duplicarci per essere in più posti contemporaneamente.
Personaggi di rilievo e anche autentici miti viventi per via delle loro straordinarie imprese sottomarine passeggiavano tra la folla con tranquillità alla ricerca forse anche loro di qualche curiosità.
Nuove proposte e miglioramenti di prodotti in molti stand dove la novità ormai diventa difficile da inventare e non è più così scontato che si verifichi a tutti i costi.
La ricerca di chi fa la differenza è diventata più agguerrita.
Poi c’è Facebook che a suo modo ha giocato le sue carte, visi e amicizie virtuali diventati 3D e finalmente tangibili in carne e ossa.
Eudi 2017 ci ha dato la possibilità come di materializzarlo, l’on-line, più del solito; la vetrina degli acquisti, divenuta palpabile, si poteva toccare, provare e forse anche “fare l’affare”.
L’amico dei “mi piace” prendeva forma e voce e finalmente ecco arrivato il vero gusto di condividere con un “ciao, piacere, io sono…raccontami”.
Incontri tra amici distanti, conosciuti in qualche diving tempo addietro hanno contribuito a rendere più intensa l’emozione.
Simpatie e antipatie non sono mancate, ma questo siamo noi, persone, animali nati per essere a volte “bestie”.
Fortunatamente si è percepita alla grande anche la gioia e la voglia di trasmettere la passione che ci ha portato dove siamo ora.
I tre giorni di fiera sono passati e la magia è finita, ma ci auguriamo insomma che l’ardore per il mondo di noi “pesci di terra”, sub, apneisti, fotografi o semplici amanti delle acque, sia più forte del dio dell’ipocrisia e che ci faccia mettere in evidenza il nostro meglio per essere ancora più numerosi nel 2018.

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