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Dove osano le Diomedee

L’Albatros di ASBI rivola sulle isole Tremiti, da cui decollò 15 anni fa. E a 30 anni dall’istituzione dell’omonima AMP. Con una ripulitura subacquea anti-plastiche assai diversa da altre; turisti sub non vedenti; personaggi celebri; molto ambiente; altrettanta passione. E un messaggio al mondo: ogni sogno può avverarsi!

Di Romano Barluzzi. Foto: Angela Costantino Pinto, Margherita Frigoli, Enzo Ladisa, Emanuele Valli, Manrico Volpi.

«Incredibile! È come volare! Ah … l’avessi fatto prima!» È riemerso dal suo primo percorso in mare come sommozzatore con queste parole, Michele Emiliano, Governatore della Regione Puglia, che di lì a poco avrebbe ricevuto il brevetto d’immersione base – alias primo livello – per discese fino ai 18 metri di profondità in aria.
Ma perché è voluto diventare anche lui un essere del mondo sommerso facendo il corso proprio su queste isole incantate durante le rassegne del trentennale dell’Area Marina Protetta? Perché proprio qui nacque 15 anni fa l’associazione “ASBI-Albatros-progetto Paolo Pinto-Scuba Blind International”, dedita all’attività subacquea per non vedenti e loro accompagnatori, guide e istruttori, che il Governatore segue e assiste continuativamente fin da allora. Per stare con questi ragazzi che, da persone normali quali vogliono essere e sentirsi, fanno con naturalezza anche cose che tanti normodotati riterrebbero straordinarie.
Come quando si spinsero sotto i ghiacci del Lago Nero in Piemonte per la relativa specializzazione d’immersione under-ice. Lui – all’epoca già sindaco di Bari – fu lì con loro. «Anche se quella volta pensai – ammette oggi – che un po’ matti forse lo fossero». E ancor prima, ai loro esordi, sulla scia dell’antica amicizia per quel formidabile nuotatore di gran fondo – campione di sport e di solidarietà – che fu il concittadino Paolo Pinto e alla cui memoria l’associazione fu intitolata…
Insomma non aveva certo da dimostrare nulla a nessuno, il Governatore. Dunque onore al merito se in questa circostanza ha voluto rendersi disponibile a mettersi in gioco ancora una volta, arricchendo con la sua persona e tanta genuina passione il nostro amato universo sub.
«Noi Pugliesi abbiamo un detto – ricorda in conferenza stampa – che recita in questo modo: “Chi vuole, va; chi non vuole, manda!”» E così ha accettato ogni fase del corso, teoria e piscina comprese, fino al raggiungimento di tutti gli standard previsti in mare, in omaggio a una motivazione ben precisa e dichiarata: sentirsi idoneo per farsi finalmente scortare in immersione proprio dai “suoi ragazzi”, quei sub non vedenti di Albatros che vide “nascere”.
Muoversi sott’acqua con loro, perlustrare con loro, provare le loro tecniche di coppia. Entrare con loro in quella dimensione così speciale dello stare insieme in immersione che è sinonimo di “intimità”. E genera empatia.
Sentire il loro respiro e fargli sentire il proprio. Che è aumentato in preda all’emozione più intensa, quando Elisabetta (subacquea priva della vista veterana dell’associazione) gli ha “indicato” le specie viventi sulle rocce del fondo, mostrandogli come sfiorarle per apprezzarne forma, dimensioni e consistenza senza danneggiarle. Uno sfioramento più simile a una carezza che a un contatto. Immaginando di non poterle vedere, esattamente come succede ai sub ciechi.
«Quando Elisabetta mi ha preso la mano per appoggiarla sul riconoscitore delle specie in Braille in corrispondenza dell’immagine dell’organismo marino individuato e ho potuto condividere con lei le medesime informazioni, mi sono sentito parte di un tale prodigio che il respiro è partito a mille e ho dovuto fare appello a tutto me stesso per calmarmi! La precisa sensazione d’aver ricevuto un dono unico e meraviglioso…», dice ancora Emiliano.

Vladimir Luxuria, personaggio dello spettacolo ed ex della politica, ha fatto la stessa esperienza prima di lui, qualche anno fa; e da allora – essendo tra l’altro nativa proprio di questi luoghi – è diventata madrina e testimonial entusiasta delle svariate attività subacquee di Albatros, anche in nome della lotta a ogni forma di pregiudizio e discriminazione circa le “diversità”.
Così anche in questa circostanza è stata richiamata e rilanciata in pubblico la celeberrima espressione che coniò qualche anno addietro, osservando che «i sub non vedenti hanno due occhi in meno ma ne hanno dieci di diverso tipo, uno per ogni polpastrello delle dita… e sono dieci occhi del cuore!». Lei stessa s’è nuovamente voluta immergere insieme ai ragazzi di ASBI, sia per i tuffi naturalistici sia per quello di gruppo dedicato alla raccolta dei rifiuti nel porto.
Una raccolta subacquea molto particolare, forse senza precedenti, sicuramente diversa da tante: e non poteva esserci posto migliore di questo per farla, considerato che – come ha ricordato il sindaco Antonio Fentini«quello delle isole Tremiti è stato il primo comune italiano ad aver bandito l’impiego della plastica usa e getta su tutto il proprio territorio.»
All’orario prestabilito tutti si sono immersi contemporaneamente; e tra quei “tutti” anche dieci sub non vedenti! Ognuno col proprio ruolo, con il proprio accompagnatore. Un terzo sub per squadra si occupava di insaccare i rifiuti trovati in una sorta di borsone con cui trasportarli poi all’asciutto, per abbarcarli in apposito spazio sul molo. Soltanto mezz’ora a disposizione e un’area di fondale da ispezionare estesa ma al contempo abbastanza ben definita, tanto da non lasciar spazio a fantasie sul percorso da tenere. In pratica, una gara contro il tempo: una sorta di caccia al tesoro.
L’obbiettivo dopotutto non era quello di poter esibire chissà quale quantità di residui, bensì di poterne riconoscere e poi mostrare la qualità. Che, com’era stato anticipato, ammonta per l’appunto a oltre un 80% in materiali o composti a base di plastiche! Tutto “lontan dagli occhi, lontan dal cuore”, è proprio il caso di dire, scomodando il famoso motto. La classica polvere ficcata sotto il tappeto, perché non si veda.
Così ciò che la superficie del mare occulta alla vista pare che non esista più, che svanisca; e sembra diventi lecito dimenticarsene. Invece è tutto laggiù, sul fondo: e il fatto che non si veda non significa che non ci sia! Mentre infatti ricircola disperso in micro-particelle, assorbite ormai in tutta la catena alimentare. Ce lo stiamo già rimangiando a tavola. Donde il titolo attribuito alla manifestazione, che non poteva essere più appropriato: “Per non far finta di non vedere”!
Queste isole di musica, di luce e di natura hanno costituito in questi giorni, grazie a uno straordinario gruppo di sommozzatori non vedenti di ASBI, un esempio concreto di rilancio di valori e significati che, originati così localmente, sono in grado di trasferire il loro messaggio a tutto il resto del mondo.
Quando si dice “glocal”, ovvero “think global, act local” (= pensa globale, agisci locale), ossia l’internazionalizzazione di una voce isolana che parla al cuore di tutte le genti un linguaggio universale. Come il canto misterioso e ancestrale delle Diomedee, gli alati marini che qui osano ancora nidificare. Una melodia che sa di autenticità.
(Il presidente di ASBI Angela Costantino Pinto e il Trainer della connessa didattica subacquea Manrico Volpi ringraziano in particolar modo i diving center che hanno collaborato all’iniziativa, cioè l’Aquodiving di Marco Volpi e il Marlin Tremiti di Adelmo Sorci, con tutto il rispettivo personale di operatori e tecnici; nonché l’hotel Eden per la sensibile e attenta ospitalità).

About Romano Barluzzi

Giornalista - Editor - ghost writer - Nel pieno di una seconda vita da giornalista per vocazione, tenta di riscattarsi dalla prima, dove cela trascorsi di rango nella formazione istruttori sub (e molto altro). Di continuo tra autostrada Firenze - Arezzo e treno per Roma, la nostalgia del mare non lo molla mai...
Romano Barluzzi

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