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Mare Nordest 2020 Virtual, una sorpresa per tutti

Si è svolta con successo il 29, il 30 e il 31 maggio 2020 l’edizione virtuale di MNE sotto forma di “aperitivo di mare”: tre giornate di webinar con relatori dal mondo della scienza, dello sport e della cultura. Un’esperienza piena di sorprese, rivelatasi esaltante

A cura della Redazione

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Venerdì 29 maggio con i Saluti istituzionali e le Relazioni Scientifiche, sabato 30 maggio con l’attenzione concentrata sul mondo dello Sport out-door e infine domenica 31 maggio con le Conclusioni e uno sguardo alle prospettive, il tutto nell’ottica di un solo filo conduttore comune basato sull’asse scienza-sport-ambiente. Ed è balzato subito agli occhi il riscontro di un seguito di pubblico giudicato già all’inizio lusinghiero e fattosi con estrema rapidità entusiasmante, sotto tutti i profili dei conteggi praticabili in questi casi in termini di contatti, visualizzazioni, commenti ecc. Ma andiamo con ordine.

Dopo il successo della passata edizione, caratterizzata in particolare dalla spettacolare esibizione di Tuffi dalle Grandi Altezze dal pontone gru Ursus, la manifestazione che da nove anni si occupa dell’universo mare a 360° per l’intero Nordest, prevedeva quest’anno tre giornate di webinar con relatori del mondo della scienza, dello sport e della cultura. A coordinare gli appuntamenti, che si potevano seguire liberamente online ogni giorno, dalle 18:00 alle 19:30 collegandosi sul sito web dell’evento – https://www.marenordest.it/ – e si possono rivedere integralmente sui canali social facebook (https://www.facebook.com/Mare-Nordest-Trieste-694493867279347/) e youtube /(https://www.youtube.com/channel/UCHi8VKAP_1_5PWFAIElfysg) è stato il giornalista e direttore responsabile di Serial Diver (testata giornalistica registrata al tribunale di Prato), Romano Barluzzi, introdotto dal giornalista e direttore di Carta vetrata (altra testata giornalistica, registrata al tribunale di Trieste), Gianfranco Terzoli.

L’idea dell’esperienza a distanza è seguita alla non facile decisione da parte degli organizzatori di annullare l’edizione in presenza: una scelta, annunciata come “definitiva e irrevocabile”, che è stata presa con coraggio e consapevolezza, orientandosi quindi al valore della tutela della salute pubblica e tenendo in considerazione il carattere di internazionalità della manifestazione che vede la partecipazione di atleti, operatori e ospiti provenienti da diverse parti del mondo.

Ricca di spunti e testimonianze, la versione virtuale di MNE ha permesso tra le altre cose di fare anche il punto su iniziative attivate e prospettive future e gettato uno sguardo sull’attualità attraverso l’illustrazione di iniziative di sostegno e salvaguardia ambientale, quanto mai importanti anche alla luce delle nuove emergenze pandemiche.

Tra le novità di spicco emerse nel corso della tre giorni, proprio a MNE l’Assessore regionale alla difesa dell’ambiente, all’energia e sviluppo sostenibile del FVG, Fabio Scoccimarro, appassionato di subacquea, ha anticipato contenuti e obiettivi del Progetto per trasformare la Regione in laboratorio della sostenibilità attraverso la candidatura del Friuli Venezia Giulia al ruolo di Regione pilota nel campo della sperimentazione verso un’economia a emissioni zero di gas a effetto serra, che – ha anticipato l’esponente della Giunta Fedriga – dal nome della località dov’è stato promosso prenderà la denominazione di “Carta di Trieste”. Dovrà però essere un documento non vuoto o privo di una effettiva ricaduta, come accaduto per altri precedenti accordi (ad esempio il Protocollo di Kyoto, non ratificato da alcune delle superpotenze maggiormente inquinanti), ha confermato Scoccimarro rispondendo a una precisa domanda del GM dell’ASD Mare Nordest, Edoardo Nattelli.

“Il Friuli Venezia Giulia – ha spiegato l’assessore e subacqueo – si candiderà a diventare Regione pilota per la sperimentazione della strategia europea che mira a raggiungere un’economia con emissioni zero di gas a effetto serra entro il 2050, obiettivo al centro del Green Deal europeo”.

“La proposta è di suggerire all’Ue – ha rivelato Scoccimarro – l’individuazione della nostra regione per la sperimentazione della strategia anche in considerazione della superficie e della morfologia del territorio, sufficientemente piccolo rispetto al continente europeo, ma sufficientemente grande e diversificato, per testare e valutare le ricadute delle politiche ed eventualmente riprodurle a livello comunitario”.

Un obiettivo, quello auspicato da Scoccimarro, che è legato al grande progetto del Green Deal europeo, insieme di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione europea per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050. “Giungere alla neutralità dal punto di vista delle emissioni, entro un orizzonte temporale di 25 anni – ha concluso Scoccimarro – vuol dire adoperarsi per la diminuzione delle emissioni per una media annua almeno pari al 4% rispetto alle emissioni che oggi si registrano in Friuli Venezia Giulia”.

PRIMA SERATA

Nell’ambito della prima delle tre serate, precisamente quella del 29 maggio, che è possibile riguardarsi integralmente collegandosi a questo link: https://www.facebook.com/watch/live/?v=645157152746324 , dopo l’introduzione d’apertura a cura dello Staff di Mare Nordest e i saluti istituzionali da parte del vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, che ha assicurato la vicinanza e il sostegno delle istituzioni anche per le edizioni future, è intervenuto l’Ammiraglio Luca Sancilio, direttore marittimo del Friuli Venezia Giulia e Comandante del Porto di Trieste, che ha illustrato l’attività delle Capitanerie di Porto in tema di sicurezza e reciproche influenze tra uomo e ambiente-mare, tracciando in tal senso anche un lusinghiero bilancio delle attività tecniche svolte nel golfo e rivolgendo al contempo un commosso saluto di commiato. Sancilio, che si è detto innamorato di Trieste, è stato infatti trasferito a Roma per assumere un alto incarico al V reparto dello Stato maggiore della Difesa e il suo mandato a Trieste prevedeva di giungere a termine pochissimi giorni dopo questa edizione “Virtual” di MNE-2020, cioè il 4 di giugno. Insomma un degno arrivederci reciproco quale miglior augurio di “buon vento e buon mare” all’Ammiraglio, ricambiato nell’affetto e nella stima da parte dell’intera cittadinanza, in una maniera davvero corale.

Diciamo poi subito che il primo tra i più attesi contributi propriamente scientifici dell’incontro è stato l’intervento della dr.ssa Paola Del Negro, direttrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, che in un focus sulle attività della prestigiosa struttura triestina e la concentrazione dei virus in mare ha escluso nello specifico la presenza di SARS-Cov-2 – l’agente patogeno virale della purtroppo celeberrima COVID19 – nella acque del golfo di Trieste. L’intera sua relazione è stata tanto interessante quanto appassionante, diventando un mirabile esempio anche di divulgazione scientifica, per la ricchezza delle infografiche portate in visione e per l’empatia con cui ha saputo trasmettere concetti anche molto complessi con tanta estrema semplicità, alla portata di tutti, e nonostante trattasse specialmente del mondo dell’invisibile, cioè dell’infinitamente piccolo, ovvero dell’universo acquatico composto dagli organismi microbici, monocellulari ecc.

Sono stati presentati poi gli aggiornamenti sul Progetto Scuttling-Parco Navale di Trieste con il Contrammiraglio Francesco Chionna, già al comando del COMSUBIN, il reparto d’élite della Marina Militare comprendente le unità delle forze speciali italiane (incursori e subacquei) e con Paolo Ferraro, direttore dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee che riunisce coloro che hanno ricevuto il Tridente d’Oro, premio creato nel 1960 e considerato il “Nobel delle attività subacquee”. Con la presenza di Ferraro, che è anche istruttore della scuola di Duilio Marcante, il padre della didattica subacquea italiana, e membro CD della CMAS, la Confederazione mondiale delle attività subacquee fondata del 1959 da Jacques-Yves Cousteau e con la sua emerita presenza si è voluto omaggiare l’intero mondo della subacquea promuovendo a largo spettro la cultura del Mare “con la M maiuscola”.

Chionna si è soffermato sulle opportunità socio-economiche per l’Italia derivanti dagli affondamenti volontari di vecchie navi e in particolare sulle possibilità offerte alla città di Trieste di ospitare un parco tematico sottomarino (il progetto del Parco Navale di Trieste) che fungerebbe da interessante richiamo per il turismo subacqueo escursionistico con relative ricadute economiche positive per tutto il territorio.

Ha quindi illustrato gli interventi da eseguire su uno scafo prima di affondarlo deliberatamente, per metterlo in sicurezza e renderlo fruibile, senza rischio, a subacquei anche di limitata esperienza, valutando inoltre l’opportunità che anche l’Italia si doti al più presto di strumenti legislativi affinché lo scuttling  divenga possibile come in altri Paesi – situati talvolta perfino a due passi da noi, come la Croazia – e possa godere dei vantaggi economici che ne deriverebbero.

Il Parco Navale, progetto sostenuto con forza da anni dall’Associazione sportiva dilettantistica Mare Nordest, costituirebbe il primo esempio italiano di affondamento controllato di navi per scopi di rivalorizzazione degli habitat sommersi e avrebbe importanti ripercussioni turistiche ed economiche in positivo per la città nonché benefici per l’ambiente marino stesso, come la fruizione subacquea controllata e contingentata ma al contempo condivisa e collegiale; l’azione di laboratorio ambientale naturale per il monitoraggio scientifico; l’edutainment (educazione/divulgazione e intrattenimento) naturalistico, anche tramite la produzione documentaristica; la sorveglianza attiva costiera sulla sostenibilità di ogni azione di sviluppo, anche terrestre (per esempio, mediante indicatori biologici sottomarini); l’opera automatica e continua di dissuasione da sistemi di pesca illegali e/o troppo impattanti.

Trieste sarebbe infatti la prima città italiana a dotarsi di un Parco tematico dove lo Scuttling, cioè l’affondamento controllato di navi in aree particolari, come previsto da normative Europee, possa costituire – oltre che un importante richiamo per il mondo subacqueo internazionale – anche un innovativo universo per la salvaguardia delle biodiversità marine come autentico patrimonio in grado di influire in positivo su tutta la nostra vita.

Il presidente Ferraro, associato nel proprio intervento alla tematica dell’affondamento guidato sviscerata dall’ex Comandante Comsubin, non solo ha rimarcato una completa identità di vedute su tutti i punti analizzati da Chionna in fatto di scuttling ma ne ha anche ripercorse le alterne vicissitudini che si sono affermate nel tempo da parte di pareri invece di volta in volta differenti, o diversamente articolati, dimostrando tuttavia quanto le eventuali contrarietà di alcuni fossero del tutto infondate o frutto di convinzioni personali poi rivelatesi illogiche. E purtuttavia permangono difficoltà ostative verso un progetto del genere nel nostro Paese, sostanzialmente di carattere interpretativo e politico delle norme, che non lascerebbero presagire granché di buono circa una risoluzione positiva nel breve-medio periodo. E tutto ciò nonostante l’Italia sia diventata ormai un’anomalia assoluta rispetto a una miriade di altri paesi, anche mediterranei, come ben evidenziato da Chionna. Non resta quindi che continuare intanto ad agire in termini di informazione del pubblico – anche extra al movimento dei subacquei, ormai largamente concorde – in tutte le occasioni e le circostanze che si possano presentare, e anche organizzandone ad hoc, specialmente in area scientifico-ambientalista. In questo Ferraro ha esplicitamente assicurato ogni appoggio, proprio e della prestigiosissima Accademia che presiede, nei confronti di Mare Nordest, riconoscendo all’organizzazione triestina il ruolo leader nel movimento d’opinione che in oltre 15 anni di lavoro divulgativo continuo ha saputo costruire su questo delicato, promettente e avveniristico orizzonte dello scuttling.

SECONDA GIORNATA

Rivederla anche per intero, questa seconda serata del 30 maggio, è possibile direttamente a questo link: https://www.facebook.com/694493867279347/videos/525479951664356/

Alessandro De Rose, campione di tuffi da grandi altezze vincitore nel 2017 a Polignano a Mare della tappa del Red Bull Cliff Diving World Series e medaglia di bronzo ai Mondiali di Nuoto a Budapest, la prima di un italiano in questa specialità, assieme alla moglie allenatrice, Nicole Belsasso, ha riferito delle proprie innovative metodologie di allenamento che prevedono l’esecuzione e la correzione dei salti sotto forma di “immaginazione” – imaging, tecniche di visualizzazione mentale ecc – grazie a una particolare capacità di concentrazione e loro prospettive.

Massimiliano “Max” Vidoni, apneista già detentore del record italiano di apnea dinamica lineare senza attrezzature, ha raccontato come un primatista si mantenga in allenamento durante il lockdown e riferito delle conseguenze della quarantena sugli allenamenti, evidenziando le contromisure nel metodo adottate e le prospettive per gli atleti professionisti.

Omar Fanciullo, presidente dell’ASD Trieste Atletica, da tempo impegnata nell’organizzazione di manifestazioni sportive “plastic free” ha sottolineato l’importanza della lotta all’inquinamento da plastiche e riferito di come la propria associazione abbia potuto ricominciare a far allenare singolarmente i giovanissimi atleti.

Marco Mardollo, direttore tecnico di Y-40, la piscina più profonda al mondo, patria e palestra di tanti apneisti – lui stesso pluri-istruttore e allenatore di apnea e subacquea – è stato autore di un focus su nuove proposte di tecnica d’immersione in apnea in funzione di bio-sicurezza anti-COVID19.

Ma l’intera serie di interventi è andata oltre sé stessa: sulla scia dell’attrattiva suscitata da Alex e sua moglie circa le tecniche di visualizzazione mentale del gesto atletico – che nel caso di tuffi da 27 m d’altezza in cui tutto avviene in una manciata di istanti si fa davvero fatica anche solo a concepire, pur subendone inconsciamente tutto il fascino – si è creato uno spontaneo e simpaticissimo siparietto tra grandi esperti di sport out-door, in cui lo stesso patron di MNE Roberto Bolelli, allenatore e titolare di una prestigiosa palestra triestina, il direttore tecnico di Y-40 Marco Mardollo e i due supercampioni Alex (De Rose) e Max (Vidoni) si sono reciprocamente invitati nei rispettivi impianti per uno stage di allenamenti a tecniche miste e interscambiate. Che naturalmente seguiremo, quando avverrà, dato il grande interesse divulgativo. E tutto è nato dall’interessantissima constatazione emersa proprio durante le testimonianze dell’incontro virtuale in cui si è evidenziato come l’aver dovuto rielaborare tecniche di allenamento completamente differenti dal solito per tamponare lo stop forzato del periodo di lock-down abbia non soltanto evitato quelle cadute di performance che si erano temute ma, addirittura, abbia viceversa innescato evidenti miglioramenti nel rendimento tecnico di entrambe gli atleti. E ciò per due discipline così diverse da sembrare (e per buona parte da essere) agli antipodi l’una rispetto all’altra. Un meccanismo non sconosciuto, tra gli addetti ai lavori degli sport di vertice, anche nell’out-door, ma sempre di estremo interesse per le prospettive di sviluppo che lascia intravedere.

TERZA GIORNATA

Questa serata conclusiva del 31 maggio si può riguardare integralmente al link: https://www.facebook.com/694493867279347/videos/255676005525006/

Sara Andreotti, biologa marina che da anni studia in particolare lo squalo bianco, nel suo intervento ha fatto il punto sulle attività di ricerca in Sudafrica, ribadendo non soltanto che la pericolosità dell’animale per l’uomo è in realtà al centro di un falso mito – in buona parte alimentato anche dalla cinematografia – ma che viceversa è lo squalo in pericolo da parte delle azioni umane di sovrappesca indiscriminata. Se infatti da un lato le aggressioni dei bagnanti sono in percentuale risibile rispetto alle morti a causa di altri animali (perfino alle punture di zanzara), per un altro sono milioni gli squali uccisi dall’uomo ogni anno. E moderne tecniche d’indagine identificativa genomica sulle popolazioni di questi animali dimostrano che perfino quella dei grandi squali bianchi in Sudafrica è in ulteriore diminuzione (si parla ormai di pochissime centinaia di esemplari). La studiosa ha anche presentato gli ottimi risultati di una ricerca tendente a “isolare” in modo poco impattante porzioni di mare per renderle sicure alla frequentazione umana rispetto agli squali bianchi: prendendo come esempio i leoni marini, che per ripararsi dagli assalti dello squalo bianco usano rifugiarsi con successo dentro le foreste di Kelp, sono state create artificialmente delle alte siepi subacquee di recinzione a base di finte Kelp, in realtà contenenti magneti capaci di respingere anche gli esemplari più intraprendenti. In nessuna delle prove effettuate, anche in altre zone e con altre specie di squali potenzialmente pericolosi, queste false foreste di Kelp hanno mai fallito. Si cerca insomma di orientare ogni sforzo a far cessare l’assurda guerra uomo/animale, in cui ancora una volta sono solo questi splendidi predatori naturali a rimetterci.

L’intervento di Patrizia Maiorca, apneista Stella d’oro al merito sportivo del CONI nonché figlia di Enzo Maiorca, il più volte detentore del record mondiale di immersione in apnea, era incentrato su ambiente mare e subacquea. La madrina dell’edizione 2014 di Mare Nordest ha illustrato l’attività dell’AMP del Plemmirio di Siracusa di cui è presidente, sottolineando l’importanza della salvaguardia ambientale e in particolare dell’elemento blu anche alla luce delle nuove minacce, rappresentate nello specifico dalla dispersione in mare di plastiche e recentemente anche di Dpi (guanti e mascherine chirurgiche monouso anti-Covid19). Patrizia nel suo intervento ha mirabilmente narrato il mare del Plemmirio com’era nei suoi ricordi di bambina, l’ha confrontato con lo stato di impoverimento che aveva toccato nel periodo di fine anni ’90 e poi con come risulta oggi quando, dopo l’avvento e la gestione da parte dell’AMP – che ha ricordato essere tra l’altro anche una “ASPIM Area di speciale protezione d’interesse Mediterraneo”, cioè un esempio e un termometro per la bio-diversità marina dell’interno bacino del Mare nostrum – questo mare sia tornato agli antichi splendori, recuperati evidentemente proprio grazie alle politiche di protezione attuate dall’AMP. “Una banca della biodiversità mediterranea” l’ha definita Patrizia Maiorca.

Il tema ambiente e sport del mare è stato al centro anche della relazione di Leonardo D’Imporzano, giornalista scientifico, responsabile 5TerreAcademy (di cui ha portato le esperienze), giovanissimo Tridente d’Oro dell’Accademia di scienze e tecniche subacquee. Citando nello specifico alcuni dei lavori fatti tramite 5TerreAcademy in ambito infantile ha evidenziato tra le altre cose come “manchi sempre il collegamento con il mondo degli adulti!” Cioè come sia sempre difficile e faticoso trasferire anche solo alcuni dei valori educativi nei confronti dei quali i più giovani si mostrano tanto ricettivi e malleabili verso la dimensione degli adulti, anche se si tratta delle rispettive figure di riferimento, come genitori, nonni o perfino insegnanti, guide, tutori ecc.

Eleonora de Sabata, giornalista scientifica e fotografa, ha evidenziato il progetto europeo Clean Sea Life di cui è ideatrice e managing director e che, in collaborazione con le istituzioni, opera per stimolare normative in grado di limitare i rifiuti in mare. In una battuta – come lei stessa ha detto – “per passare dalla denuncia all’azione”. Giusto per fare un solo esempio: se da un lato il progetto ha posto all’attenzione pubblica il dato secondo cui “sono molte di più di quanto non s’immagini le specie animali marine impattabili dalle plastiche”, per altro verso il progetto stesso ha portato a poter contattare qualcosa come “oltre 5mila giovani alunni delle scuole presso le quali è stato presentato”, determinando così un effetto educativo diretto sulle “buone pratiche di comportamento” nel considerare l’ambiente mare in maniera completamente diversa dal passato.

Si è parlato anche del Batiscafo Trieste e dell’impresa, risalente a 60 anni fa, della discesa nella Fossa delle Marianne nonché dei suoi legami con il capoluogo giuliano con l’editore Alberto Gaffi e l’autore del libro “Il Trieste” (Italo Svevo-Germogli), Enrico Halupca. Gaffi ha rammentato un aneddoto legato alle prove della discesa record compiute a Ponza e riferite da Isidoro Feola (il cui albergo di famiglia ospitò Piccard nell’anno dei primi record d’immersione del batiscafo)…

Il libro rappresenta un’inchiesta storica sulla nascita, nel secondo dopoguerra, del progetto italo-svizzero del batiscafo Trieste e, attraverso documenti inediti, svela il ruolo fondamentale di Diego de Henriquez. Il pacifista visionario triestino convinse i due scienziati svizzeri Jacques e Auguste Piccard a puntare sulla città adriatica per realizzare un progetto scientifico senza precedenti: la prima discesa dell’Uomo nel punto più profondo del Mare, l’ultima frontiera inesplorata del pianeta terra. (E proprio in chiusura sarà Edoardo Nattelli, uno dei patron di MNE, a ripercorrere i contatti intrattenuti nel frattempo con il pilota dell’impresa, Don Walsh, che aveva aderito all’invito di MNE per essere presente a Trieste a raccontare di persona quell’evento… prima che COVID-19 costringesse al rinvio dell’edizione dal vivo di quest’anno.)

Ma su questo preferiamo non svelarvi di più, rimandandovi a un prossimo articolo che abbiamo in programma per dedicarlo completamente all’approfondimento dello stato dei lavori circa la rivisitazione storica della leggendaria impresa del batiscafo Trieste… con ulteriori sorprese e prospettive.

A curare la regia della diretta è stato lo staff del format Carta vetrata (www.carta-vetrata.it), rubrica giornalistica interattiva dedicata al mondo del libro e della letteratura, con in cabina di regia – oltre al conduttore il giornalista Gianfranco Terzoli – il webmaster Martin Vremec e il regista Andrea La Mura .

Gli organizzatori hanno dato appuntamento a un’edizione 2021 che si vorrà fare in presenza. Ma, proprio secondo gli insperati e sorprendenti riscontri di successo ottenuti con l’esperienza virtuale di quest’anno, se ne raccoglie il suggerimento di studiare modalità che permettano in futuro di mantenere i collegamenti a distanza – “remotati”, come si usa dire in gergo – in parallelo o in associazione alle presenze fisiche dal vivo. Nel frattempo – hanno riferito – “Cercheremo di renderci utili alla comunità nei modi che più ci sono propri e, appena sarà possibile, ci organizzeremo per poter offrire una nuova manifestazione ancor più sorprendete di sempre entro la primavera del 2021”.

Per informazioni: info@marenordest.it

La Redazione

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